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Benevento, 24-02-2026 11:55 ____
Piero Mancini, ex dipendente del Consorzio Rifiuti Bn3 scrive una lettera aperta al consigliere regionale Fernando Errico
Il suo intervento per i forti ritardi nel pagamento degli stipendi ha suscitato vasta eco tra noi ex dipendenti dei tre consorzi provinciali, utilizzati dal Consorzio unico Napoli-Caserta
Redazione
  

Gentile direttore, ci scrive Piero Mancini (foto), ex dipendente Consorzio Rifiuti Bn3, le invio una lettera aperta indirizzata al consigliere regionale, Fernando Errico.
Egregio consigliere, scrive Mancini, il suo intervento per i forti ritardi nel pagamento degli stipendi ha suscitato vasta eco tra noi ex dipendenti dei tre consorzi provinciali, utilizzati dal Consorzio unico Napoli-Caserta.
È verosimile che i ritardi non siano affatto riconducibili a carenze organizzative di detto Consorzio.
È altresì vero che senza l’impegno del Consorzio i lavoratori, da anni, sarebbero rimasti drammaticamente senza alcuna risorsa.
Certo è che il ritardo pesa tanto sulle famiglie che avrebbero il diritto di vivere con meno preoccupazioni.
Un diritto, giova ricordalo, venuto meno dal lontano 2010.
I lavoratori la ringraziano ma vorrebbero che il suo prezioso, sensibile e altruistico impegno fosse utilizzato anche per porre fine, definitivamente, alla lunghissima e anomala vertenza che ha influito molto negativamente perfino sulla salute psichica e fisica.
A luglio 2024 il sottoscritto chiese, con lettera aperta pubblicata da Gazzetta di Benevento, a Francesco Maria Rubano di impegnarsi per far riconoscere al Governo i diritti acquisiti dai lavoratori.
Rubano subito, in data 8 luglio, presentò l’interrogazione parlamentare per sapere: ”Se e quali misure il Governo, per quanto di competenza, intenda adottare per risolvere tempestivamente la vicenda... ottemperando ad obblighi assunti di fronte alla Corte europea per i diritti dell’uomo.”
La risposta del ministro della Giustizia, Nordio è stata redatta dopo alcuni mesi e Rubano gentilmente, tramite la responsabile della sua segreteria politica, Carmen Lucia, mi ha fornito copia.
In essa, brevemente, si dichiara che il Governo intende dar seguito alla richiesta della Corte.
Intende onorare il debito verso i lavoratori e che per farlo, “ha istituito un apposito tavolo di lavoro interministeriale… I lavori del tavolo sono finalizzati a trovare una soluzione condivisa  e per individuare i mezzi ritenuti necessari a dare esecuzione alle pronunce della Corte Edu rimate ineseguite”.
La Corte, è giusto rilevare per chiarezza, si è espressa nel lontano 20 ottobre 2022.
Dopo quattro anni i lavoratori, con grande disappunto e tanto doloroso esaurimento nervoso, ancora attendono che il Governo onori il debito riconosciuto.
È anche utile, per fare chiarezza, sottolineare che dal Consorzio, per il progetto in esecuzione, mensilmente si percepiscono solo 950 euro.
Evidenzio che tanti lavoratori non possono andare in pensione e che sono costretti ad attendere i 71 anni per quella, veramente misera, sociale di vecchiaia.
Una comprensibile vera tragedia!
Tutti questi gravissimi problemi si potrebbero eliminare dando concreta esecuzione di ciò che anche il Governo riconosce.
Non è una questione burocratica, è una vera questione di pura volontà politica.
Per questo umilmente le chiedo di farsi interprete delle nostre giuste istanze, per le vie brevi, Rubano che, a sua volta, dovrebbe investire il leader del partito Tajani che in seno al Governo ha una posizione di primaria importanza politica.
È questa l’unica strada per risolvere definitivamente la vertenza e permettere a tanti lavoratori anche di poter curare, in modo ottimale, gravi patologie.
I lavoratori sono in forte ansia e attesa di una sua pubblica presa di posizione su una vicenda tanto dolorosa.
Infine, vi sono molti lavoratori pronti a dare le dimissioni nel momento stesso in cui il Governo onorerà il debito.
Liberando il Consorzio unico degli stipendi.
Sicuro di un suo pubblico positivo riscontro, la saluto.

comunicato n.176333




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