Ospite al teatro "San Vittorino" padre Ibrahim Faltas, frate francescano da anni protagonista di un impegno per il dialogo in Terra Santa
Il suo invito ed auspicio e' che gli italiani tornino ad essere pellegrini in quelle terre. E' un popolo molto stimato sia dagli israeliani che dai palestinesi. Questi ultimi quando si gioca al calcio tifano per gli italiani. Nessuno dimentica che il popolo ed il Governo italiano sono stati i primi ad accogliere tanti bimbi nei propri ospedali per curarli
Nostro servizio
La Fondazione di Comunità di Benevento, con la collaborazione del Conservatorio Statale di Musica "Nicola Sala" e il sostegno dell'Associazione Campania Europa Mediterraneo, di GenerIdea e di Mondo Magico, ha ospitato al Teatro "San Vittorino" padre Ibrahim Faltas, frate francescano di origine egiziana, da anni protagonista di un impegno per il dialogo, la mediazione e la solidarietà in Terra Santa.
Padre Ibrahim Faltas vive a Gerusalemme.
Con lui abbiamo scambiato qualche battuta prima che la manifestazione avesse inizio con una testimonianza-intervista a padre Faltas, che offrirà un quadro diretto della situazione delle scuole e dei bambini affidati alla Custodia di Terra Santa, per poi proseguire con un concerto a cura del Conservatorio "Nicola Sala".
Il ricavato della serata, per la quale è previsto un contributo solidale con posti limitati, sarà interamente devoluto e consegnato direttamente a padre Faltas, a sostegno delle attività e dei progetti educativi destinati ai più piccoli.
In verità una folla di persone non l'abbiamo vista.
Lei è qui stasera a Benevento per la sua attività anche di divulgatore e di testimone delle condizioni e delle sofferenze del popolo della Terrra Santa, abbiamo detto al francescano.
Ma chi non sia o non voglia essere coinvolto in atteggiamenti di partigianeria politica, né di destra e né di sinistra, ma che è consapevole di dover svolgere un ruolo in questi momenti drammatici che il mondo sta vivendo, che cosa può e deve fare?
Venire in Terra Santa come pellegrino, ecco quello che deve fare, ci ha risposto deciso padre Faltas.
Noi vogliamo che tutti gli italiani tornino come pellegrini da noi perché quando questi ci sono la gente trova lavoro e sta bene.
Le aggiungo che è una grande speranza quando essi vedono pellegrini italiani perché sia i palestinesi che gli israeliani vogliono bene agli italiani.
Ho vissuto tutto questo nella seconda Intifada, ha proseguito padre Ibrahim Faltas e quanto vedevano un gruppo, specialmente formato da italiani, veramente si mettevano in pace.
Per i cristiani, per i palestinesi, l'Italia è considerata la coscienza del mondo per la causa palestinese..
Tenga conto che quando gioca l'Italia del calcio, tutti i palestinesi tifano per la vostra nazione.
Aggiungo che sono stati gli italiani i primi a portare i bambini malati nella loro nazione per curarli. Io ne sono testimone in quanto ho lavorato a questo progetto ed è per questo che ringrazio il popolo ed il Governo italiano per quello che stanno facendo per noi e sopratutto per i bambini.
La prospettiva quale è? La possiamo vedere a lungo, a medio termine...? abbiamo chiesto al religioso.
Speriamo che finisca presto, ci ha risposto padre Ibrahim Faltas, perché la gente non ce la fa più.
Ci sono anche tanti cristiani che stanno andando via e questa è anche un'altra nostra preoccupazione. Non vogliamo vedere la Terra Santa senza la presenza dei cristiani.
Ci potrebbe essere in Terra Santa la visita a breve di papa Leone XIV, abbiamo ancora chiesto?
Sia papa Francesco che papa Leone, ci ha risposto, sono molto presenti alla nostra causa e fanno molto ma al momento non è prevista nessuna visita in Terra Santa ma sono certo che verrà.
Ho incontrato diverse volte papa Leone ed egli sta soffrendo di questa situazione.
L'ho invitato a venire da noi e mi ha detto: Verrò presto.
Cosa si aspetta infine da questo tour che sta svolgendo in Italia, abbiamo chiesto?
Di vedere il ritorno dei pellegrini italiani in Terra Santa, è stata la risposta.
Parla bene italiano come mai? Le sue origini sono egiziane...
Non ho mai vissuto in Italia, ci ha ancora detto. Vivo in Terra Santa da 37 anni ma ho studiato la Filosofia e la Teologia in italiano.
Sin qui la breve chiacchierata con padre Ibrahim Faltas.
Angelo Moretti, salito sul palco su invito di Maresa Calzone, giornalista, conduttrice della serata, ha ricordato che avanzano i tempi di guerra e le modalità ma anche nei linguaggi bisogna costruire i motivi della pace.
Io penso che da stasera ci uniamo anche nel dono.
Apriremo, infatti, un fondo anche nella Fondazione di Comunità e vedremo di raccogliere tanti fondi.
Clemente Mastella ha invece ribadito la sua antica amicizia con padre Ibrahim Faltas. Chiunque va da quelle porti non può fare a meno di parlargli. Vi assicuro che è una cosa fantastica quell'approdo e si scopre la fede come tale. I francescani che sono sul posto, assieme agli altri, sono in grado di essere solidali e fanno un'opera di bene incredibile.
Quando padre Ibrahim Faltas passa per quelle strade tutti lo rispettano. Lui è stato l'eroe che ha consentito la liberazione di prigionieri quando Israele minacciava di uccidere quelle persone. E' un riferimento vero per quelle zone.
Appena superato questo momento di difficoltà vi invito ad andare da quelle parti, ha concluso Mastella.
Padre Antonio Tremigliozzi, infine, nel nome di San Francesco, ha ricordato che oramai la collaborazione con padre Ibrahim Faltas, parimenti francescano e frati minori entrambi, hanno adottato a distanza, grazie a benefattori, circa 100 bambini della Terra Santa.
Nel nome di San Francesco oggi padre Ibrahim Faltas porta anche questo messaggio di pace, ha concluso padre Antonio Tremigliozzi.
comunicato n.176196
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