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Benevento, 15-02-2026 12:03 ____
Si e' spento a Roma l'11 gennaio scorso, accudito amorevolmente dalla figlia Alessandra, Roberto Altina
Ha completato la sua carriera nell'Esercito con il grado di generale di Corpo d'Armata. Un concittadino illustre, che ha saputo farsi apprezzare nell'ambiente di lavoro per serieta' e impegno, benvoluto da tutti, superiori e sottoposti
Redazione
  

Si è spento a Roma lo scorso 11 gennaio, accudito amorevolmente dalla figlia Alessandra, Roberto Altina (foto) nato a Benevento l'8 marzo 1936 da Emilio e Maria De Tata, ci ricorda don Maurizio Sperandeo.
Dopo avere conseguito la maturità al Liceo Scientifico "Gaetano Rummo", diciottenne, ha frequentato l'Accademia militare di Modena e successivamente la Scuola di Applicazione di Torino.
Terminato brillantemente il percorso di studi, ha cominciato la sua carriera militare servendo come ufficiale superiore nei reparti corazzati e meccanizzati delle Forze Armate, alternando a questi incarichi periodi di servizio allo Stato Maggiore dell’Esercito a Roma.
Tra gli incarichi più rilevanti della sua carriera lunga quarant'anni, ricordiamo quello di: comandante della Brigata Meccanizzata Granatieri di Sardegna, con il grado di generale di brigata; vice comandante della Regione Militare Centrale da generale di divisione e, successivamente, vice ispettore dell’Arma di Fanteria e Cavalleria; ispettore delle Scuole dell'Esercito da generale di Corpo d'Armata.
Decano dei carristi, durante il suo servizio, ha ricevuto prestigiose onorificenze: la Croce di Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana nel 1994 e la Croce d'Argento al merito dell'Esercito nel 2000.
Sposato con la beneventana Rosa Romano, scomparsa il 13 ottobre 2024, ha avuto due figli: Emilio, deceduto il 23 febbraio 2024, ed Alessandra.
Un concittadino illustre, che ha saputo farsi apprezzare nell'ambiente di lavoro per serietà e impegno, benvoluto da tutti, superiori e sottoposti.
Nelle situazioni informali, lasciava trasparire facilmente la sua simpatia e il suo fine umorismo, doti molto gradite da parte degli amici, specialmente negli incontri conviviali.
Anche nella famiglia ha saputo mostrare di avere virtù non comuni, dovendosi misurare con la malattia disabilitante che colpì il figlio Emilio in giovane età.
Di fronte a questa prova, non ha mai ceduto, ma ha saputo reagire con grande forza d'animo, aiutato dalla coesione familiare e anche dalla luce della fede che lo ha accompagnato fino alla fine dei suoi giorni: negli ultimi anni, non mancava mai alla messa quotidiana, intrattenendosi volentieri con il parroco su questioni inerenti la vita cristiana.
Noi nipoti ne avvertiamo la mancanza, è stato per noi un faro, una stella che ha illuminato la nostra famiglia. Si avvertiva che il Natale era alle porte, quando ci si cominciava a chiedere: "Ma zio Roberto quando viene?"
Ora che non c'è più, sentiamo un grande vuoto nei nostri cuori, ma ci conforta il pensiero che la sua stella continua a brillare in Cielo.

comunicato n.176158




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