Non mi spaventano i rilievi critici sempre che questi siano formulati con il necessario rispetto verso chi la pensa diversamente
Necessitano poi argomentazioni scientificamente congruenti. Nella nota critica del dirigente scolastico, tuttavia, non mi pare di ravvedere ne' il primo ne' il secondo presupposto, pur necessari perche' la nota possa mostrarsi nei contenuti degna di attenzione e per questo non intendo prenderla in considerazione nel merito. E' la risposta di Vincenzo Baldini al dirigente scolastico della "Federico Torre" sulla vicenda della gita scolastica
Redazione
Vincenzo Baldini, ordinario di Diritto Costituzionale all'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, ha controreplicato Edoardo Citarelli, dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo "Federico Torre", che aveva contesta le sue argomentazioni sulla costosa gita d'istruzione di cui parliamo in altra parte del giornale.
"Gentile direttore - scrive - mi vedo costretto, ancora una volta, ad abusare della benevola ospitalità del suo giornale per formulare qualche essenziale ma utile precisazione, dopo che un dirigente di una scuola di Benevento, riconoscendosi in quella condotta, ha voluto riservare tanta attenzione al mio scritto sui costi selettivi dei viaggi scolastici d'istruzione da dedicargli lo spazio di una replica piuttosto aspra (per usare un eufemismo…).
Chi, come me, prova ormai da diversi lustri a svolgere dignitosamente il proprio lavoro di accademico e studioso-cultore del Diritto Costituzionale, si trova a navigare ogni giorno nel mare immenso e variegato del confronto di posizioni divergenti o antitetiche, pertanto, non posso essere spaventato dai rilievi critici, sempre che questi siano formulati con il necessario rispetto per l'anders Denkender, chi la pensa diversamente e con argomentazioni scientificamente congruenti.
Nella nota critica del dirigente scolastico, tuttavia, non mi pare di ravvedere né il primo né il secondo presupposto, pur necessari perché la nota possa mostrarsi nei contenuti degna di attenzione.
Perciò, non intendo affatto prenderla in considerazione nel merito e, di conseguenza, non mi dilungherò in citazioni, di giurisprudenza e dottrina, per dare sostegno alle mie argomentazioni sulla portata delle norme costituzionali in tema di diritto all’istruzione.
Non posso tuttavia nascondere un po’ di sorpresa nel leggere, nel corpo della replica, che la Costituzione non è un fondale retorico da agitare a effetto: E' un testo che va letto, compreso e applicato. Chi la cita senza conoscerla finisce inevitabilmente per rivelare più i propri limiti che quelli delle istituzioni che pretende di giudicare (citazione testuale del dirigente scolastico).
La sorpresa non nasce dal poco rispetto che quel dirigente scolastico ha mostrato in generale di avere nei miei confronti di studioso (avendo già mostrato toni a dir poco sgraziati nella risposta alla mamma dello studente) quanto, soprattutto, dal fatto che mi si indica come ignorante del Diritto Costituzionale.
Quest'ultimo è un appellativo che dopo trent’anni di attività, scientifica e accademica, condotta in questo specifico settore del diritto in maniera almeno dignitosa, suscita in me moti d’animo diversi, soprattutto di ilarità (non mi sembra che il dirigente scolastico possa iscriversi nella categoria dei costituzionalisti...) ma, anche, di preoccupazione per i danni che, da insipiente della Costituzione, avrei causato agli studenti di Giurisprudenza in tanti anni di insegnamento nei vari Atenei dove ho operato.
In conclusione, proverei a suggerire al signor dirigente scolastico qualche buona lettura classica sul dettato costituzionale in tema di scuola e istruzione, da Costantino Mortati a Vezio Crisafulli (per citarne solo alcuni...), passando per i bei lavori di Gianni Ferrara e Beniamino Caravita sull'eguaglianza sostanziale.
Forse, potrebbero aiutarlo a chiarirsi le idee sulla portata dell'impianto normativo connesso al diritto all’istruzione scolastica, esercizio utile prima di sperticarsi in dileggi sulla mia ignoranza della Costituzione.
Soprattutto, però, preferisco ringraziare i tanti che, imbattendosi nel mio scritto, ne hanno condiviso i contenuti.
Per essi, valgano come monito perenne le parole espresse da Bertold Brecht nell'introduzione a La regola e l’eccezione: "E, vi preghiamo, quello che succede ogni giorno non trovatelo naturale.
Di nulla sia detto: è naturale in questi tempi di sanguinoso smarrimento, ordinato disordine, pianificato arbitrio, disumana umanità, così che nulla valga come immutabile".
comunicato n.176141
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