Portale multimediale d'informazione di Gazzetta di Benevento

 

stampa

letto 416 volte

Benevento, 07-02-2026 12:25 ____
Il cuore socialista sannita si e' rimesso a battere anche se non per molti in verita'. L'occasione e' stata data dalla venuta di Bobo Craxi
Al papa' Bettino, Clemente Mastella ha voluto che si intitolasse uno slargo a viale dell'Universita'. Un giorno mi invio' un bigliettino con su scritto: Perche' ce l'hai con me? Gli risposi: Fammi fare il mio mestiere. Debbo difendere i democristiani che con il 35% dei voti devono lasciarti la guida del Governo. In seguito poi, quando giunse il momento di formare il Governo con a capo De Mita, Craxi gli rispose che era faticoso ingoiare De Mita me se occorreva i socialisti lo avrebbero fatto. I fatti vengono ripensati e la storia ci aiuta ad un neutro distacco, ha poi detto del padre il figlio Bobo
Nostro servizio
  

Il cuore socialista sannita si è rimesso a battere, anche se non per molti in verità e l'occasione è stata data dalla venuta a Benevento di Bobo Craxi (nella foto di apertura l'abbraccio con Clemente Mastella), figlio di Bettino, al cui papà è stato intitolato un ampio piazzale a via dell'Università.
Le polemiche paventate da parte dei "tastieranti" sui social, sono rimaste tali e non c'è stata nessuna plateale manifestazione di dissenso.
Clemente Mastella, il sindaco che ha voluto questa intitolazione, ha tirato diritto e non si è fatto intimidire.
Bobo Craxi è giunto sul luogo della cerimonia assieme a Vincenzo Maraio che è il segretario nazionale di "Avanti Psi" ed è stato accolto dai socialisti della prima ora, oggi quasi tutti un po' attempati.
Subito dopo è giunto Mastella ma prima che ci si avviasse al leggio per i discorsi di rito, i tre hanno dovuto superare la barriera di microfoni e registratori dei giornalisti che hanno raccolto le impressioni dei protagonisti.
Come si sa, ha detto Craxi, la storia democratica di questro Paese, ha avuto diverse vicissitudini ed anche le vicende di mio padre ne sono parte.
Qui stamane però c'è un riconoscimento, non solo alla persona ma alla politica, quella democratica ed i leader di quella stagione vanno ricordati.
Così fa un Paese civile e democratico e normale, come dicevano una volta.
Perché dovremmo essere diversi dagli altri?
A Roma c'è addirittura un obelisco dedicato a Mussolini e eppure egli ha fatto cose molto peggiori di quelle che si pensa abbiama fatto mio padre che è stato invece un salvatore della Patria, un leader socialdemocratico europeo ed internazionale che ha lottato per i diritti degli uomini e dei popoli.
Questo gesto mi onora molto, ha proseguito Craxi.
Fatto poi da Clemente Mastella, da un uomo cattolico democratico che ha attraversato diverse stagioni, questo è molto importante perché vuol dire che ci sono ancora in vita uomini che non dimenticano il loro passato e quello di questo Paese.
Ogni stagione della politica ha la sua storia e la sua classe dirigente.
E' sbagliato ragionare sulla visione della politica in ragione del momento storico vissuto, prima Repubblica, seconda Repubblica eccetera.
Questo lo fanno gli anziani come noi che diciamo che si stava meglio prima perché eravamo più felici e sopratutto più giovani.
Questa è solo una democrazia diversa.
I partiti tradizionali sono stati disintegrati e sono nate delle formazioni politiche nuove.
L'importante è che la politica compia il suo obiettivo principale che è quello di occuparsi della vita dei cittadini. Questo vale per la prima, la seconda e la terza Repubblica.
Craxi poi non si è sottratto a dare la sua opinione sull'imminente referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia.
Sono stato indicato dal partito di occuparmi del nostro Comitato che ha espresso una posizione chiara sul Sì e quindi a favore della separazione delle carriere e per il completamento del codice di Giuliano Vassalli (socialista, ministro di Grazia e Giustizia dal 1987 al 1991 ndr) e per la cancellazione del Codice Rocco di matrice fascista. Molti fanno finta di dimenticare ma la carriera unica per i magistrati, è retaggio del regime fascista.
Certo si può dire che tutto questo doveva avvenire in un clima assai diverso.
Il parto parlamentare piuttosto turbolento, è stato quello che voi conoscete e questa campagna referendaria non nasce sotto i migliori auspici.
Quando c'è un corpo dello Stato che fa ricorso contro il Governo per ottenere quella che avremmo potuto definire una vittoria di Pirro, non si va da nessuna parte.
Se non si voterà il 23 marzo (cosa che comunque è stata scongiurata ndr) si voterà il 23 aprile.
Poco cambia.
L'importante è che i cittadini si esprimano e dicano come la pensano.
Non credo che il risultato possa essere una tragedia per nessuno, né per i magistrati e né per i politici che hanno promosso questa legge.
Devono essere i cittadini che si devono esprimere e dire se preferiscono una giustizia europea o se invece vogliono rimanere ancorati alla giustizia del Ventennio.
Dopo trent'anni, peraltro, ha proseguito Bobo Craxi, si è capito che l'ordinamento giudiziario ha acquistato un potere che prima non aveva mentre invece deve avere una sua parità, proprio come i costituenti avevamo detto e cioè tra accusa e difesa e la neutralità in chi giudica.
A me questi sembrano concetti semplici e per niente astratti.
Quando poi si dice che il referendum è contro i magistrati o che dobbiamo farlo per essere contro i magistrati, si sbaglia.
Non è un fascista, peraltro, chi vuole questo nuovo sistema previsto dalla riforma costituzionale che è in vigore in tutte le più grandi democrazie del mondo.
Insomma, qui o si chiama il 118 o si smette di parlare.
Noi rispondiamo ad una antica cultura giuridica socialista che non è nata negli anni Ottanta ed è sempre stata così e penso che i socialisti hanno fatto bene a sostenere il referendum anche svincolandosi dal rapporto di coalizione, ha concluso Craxi.
Clemente Mastella ha colto l'occasione per ripetere quella che è la sua opinione sull'atteggiamento assunto a proposito del referendum. Lui si è schierato per il No.
Io sono nel centrosinistra, ha detto e solo a Benevento fanno finta di non rendersene conto peraltro non facendo neppure un semplice calcolo aritmetrico che farebbe loro evidenziare che senza di me il centrosinistra a Benevento non vince da nessuna parte e non esiste. Perderebbe senza nemmeno combattere la partita.
Ringrazio Enzo Maraio e Bobo Craxi che sono giunti qui a ricordare una storia che è stata anche particolare, una storia che è stata la fine del crollo del muro di Berlino ed anche del primato della politica con Craxi e De Mita ed abbiamo visto avanzare altri (Berlusconi nel 1994 ndr).
Il potere economico ha prevalso sul potere politico.
E' stata la fine di questo scorcio di stagione.
Riconoscere un fioriclasse fuori dalla squadra del cuore, come faccio stavolta con Craxi, leader socialista io che sono democristiano, credo sia una cosa che legittima ancora di più la scelta di oggi.
Ho sempre considerato Craxi una personalità eccellente della politica italiana così come ritenevo esserlo De Mita.
Voglio ricordare che sono stato il primo ed unico ministro di Giustizia, in carica, ad andare sulla tomba di Craxi ad Hammamet.
Ricordo quel momento particolare così come ricordo il prestigio che diede all'Italia con i fatti di Sigonella (si rifiutò, Craxi presidente del Consiglio, di consegnare agli americani, 1985, i terroristi della nave Achille Lauro nr) e per questo ha pagato ed oggi lo voglio ricordare qua pur non avendo sempre sintonia con lui.
Eravamo su divergenze parallele in molti momenti però oggi, c'è questa convergenza e non lontano da qui c'è il Parco intitolato alla memoria di De Mita.
Ho messo assieme due grandi figure della politica e della storia italiana.
Sono un  mediatore nato e quindi l'ho fatto ben volentieri rispetto a Craxi ed al mondo socialista che ha combaciato per tanti tratti della storia italiana con l'identità dei cattolici democratici come me.
Sul referendum sulla giustizia, infine, abbiamo invece un po' di differenza altrimenti sarei un socialista anche io.
Ho scelto il No mentre il mondo socialista ha scelto il Sì dal suo punto di vista anche e proprio in considerazione delle battaglie fatte da Craxi, ha concluso Mastella.
Ultimata la liturgia delle interviste ha avuto inizio la cerimonia che è cominciata con la benedizione da parte dell'arcivescovo mons. Felice Accrocca ed è poi proseguita con lo scoprimento della targa, una targa che, secondo noi è stata scritta finalmente bene, come si deve. Non è stato messo solo il niome dell'intestatario della via, che da solo non dice assolutamente nulla, ma anche la motivazione del riconoscimento ed il periodo a cui si fa riferimento.
A seguire ha preso la parola Mastella che ha aggiunto alle cose già dette alla Stampa, un episodio per caratterizzare i rapporti tra lui e Craxi ed ha raccontato di un biglietto che lo stesso Craxi gli mandò e su cui era scritto: Perché ce l'hai con me.
Poco dopo ci siamo poi incontrati nel Transatlantico a Montecitorio e gli ho detto, scherzando, che per il ruolo che ricoprivo dovevo pur difendere i democrtistiani che con il 35% dei voti stavano perdendo, a suo favore, a favore di Craxi, la guida del Governo.
Poi alcuni anni dopo, quando giunse il momento di formare il Governo con a capo De Mita, Craxi gli rispose che era faticoso ingoiare De Mita me se occorreva i socialisti lo avrebbero fatto.
A seguire è quindi intervenuto Maraio che si è detto grato alla comunità civica di Beneventio ed a Mastella in particolare, che ha raccolto la sfida, coraggiosa ed è andato avanti con la intitolazione dello slargo a Bettino Craxi, una sfida che è anche il frutto di un esempio che è stato dato per tutti.
Ricordare il passato non significa guardare indietro con nostalgia e staccarsi da ciò che accade oggi. Guardare avanti è costruire il futuro.
Rivendichiamo un leader che viene ricollocato nella parte giusta della storia, ha concluso Maraio.
La chiusura della manifestazione è stata affidata aBobo Craxi che ha piacevolmente sottolineato ciò che stava avvenendo qui stamane, dopo quasi 30 anni dalla fine della prima Repubblica.
Sono i fatti che vengono ripensati e la storia ci aiuta ad un neutro distacco.
Noi socialisti siamo per lungo tempo stati abbandonati a noi stessi al punto che non si trovano più nemmeno i garofano rossi da appuntare sulla giacca, ha detto Craxi con ironia.
Una piazza viene intitolata ad un uomo che è stato un fervente democratico, un sincero politico ed un uomo giusto.
Grazie anche a questa piazza, egli vive e vivrà, ha concluso Craxi.
Infine una curiosità.
Ci siamo posti la domanda e con noi tanti altri, di come mai alla celebrazione fosse presente solo Bobo e non anche la sorella Stefania.
Un difetto di comunicazione?
No, ci è stato riferito da fonte autorevole.
L'invito è stato rivolto a tutti è tre. Alla moglie di Bettino Craxi, Anna Moncini, oramai anziana e lontana dall'Italia e ai due figli Stefania e Bobo.
Evidentemente tra i due rampolli di casa Craxi, motivi loro, solo uno poteva essere presente...

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

    

comunicato n.175999




Società Editoriale "Maloeis" - Gazzetta di Benevento - via Erik Mutarelli, 28 - 82100 Benevento - tel. e fax 0824 40100
email info@gazzettabenevento.it - partita Iva 01051510624
Pagine visitate 736314270 / Informativa Privacy