Inaugurato il progetto della sartoria sociale "RiCuce" promosso dalla cooperativa sociale di comunita' iCare
A benedire gli ambienti della struttura, il vescovo della Diocesi monsignor Giuseppe Mazzafaro che sostiene totalmente la nascita di questa nuova progettualita'
Redazione
Artigianato, sostenibilità e inclusività.
Il nuovo progetto della Sartoria Sociale "RiCuce", promosso dalla Cooperativa Sociale di comunità iCare, s'incastona perfettamente in queste tre aree per diffondere, sempre più, una cultura ambientale e di rigenerazione umana, sociale e dei tessuti.
Con la Sartoria Sociale, iCare presenta un'iniziativa innovativa che combina moda, sostenibilità e inclusione sociale.
RiCuce, infatti, mira a: ridurre il rifiuto tessile attraverso la raccolta selettiva e il riciclo di abiti usati; creare nuovi prodotti attraverso il cucito creativo e il riciclo; inserire da un punto di vista di percorso formativo delle competenze, e successivamente lavorativo, donne provenienti dal partenariato con la Caritas diocesana e donne vittime di violenza provenienti dal Cadm #CasadelleDonne e dal Centro Antiviolenza "La Voce Delle Donne".
"Si tratta di un ulteriore progetto - ha affermato il presidente di iCare don Matteo Prodi nel corso della presentazione - che ci consentirà di crescere e di essere presenti sul territorio.
La Cooperativa iCare sta crescendo, giorno dopo giorno, e oltre ad una cultura del lavoro e del prendersi cura dell'altro, vuole diffondere sempre più anche il prendersi cura del territorio, del creato, dell'ambiente.
Una cultura ambientale che nel riciclo e nel cucito creativo, a partire dall'incontro e dall'incrocio tra le diverse progettualità di iCare e Caritas diocesana, vuole generare rigenerazione umana, sociale e dei tessuti".
Il progetto, come detto, impatterà positivamente sull'ambiente, promuovendo modelli di consumo circolare responsabile, e sulla società, favorendo l'inclusione lavorativa di donne vulnerabili.
"Con la Sartoria Sociale - è intervenuta, con emozione, la responsabile della sartoria sociale, Maria Pia Riccardi - iCare è entrata anche nel circuito della rete Creability, grazie alla Rete delle Sartorie Sociali, composta da trenta sartorie sociali di tutt'Italia impegnate nella sostenibilità e nell'inclusione.
Ecco, vogliamo aprirci sempre più a questo territorio e ad altri territori e la condivisione delle esperienze vissute nelle varie realtà potrà senz'altro aiutarci.
Le sartorie sociali non sono solo laboratori artigianali ma spazi di opportunità, formazione e riscatto per persone in situazioni di fragilità".
A benedire gli ambienti della sartoria sociale "RiCuce", il vescovo della Diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata dei Goti, monsignor Giuseppe Mazzafaro, che sostiene totalmente la nascita di questa nuova progettualità.
"Grazie alla Cooperativa iCare - ha esordito monsignor Mazzafaro - questo nuovo laboratorio diventa il segno di quanto si voglia bene al nostro territorio, offrendo delle possibilità e donando felicità.
Tutti hanno diritto a ricevere opportunità e risposte, la Cooperativa iCare le sta dando a tutti e in diversi ambiti.
L'augurio che rivolgo è quello di rispondere alle domande delle persone che abitano questo territorio.
Abbiamo un dono esclusivo nei nostri paesi: la qualità della vita.
Non quella economica, ma quella umana, sociale e relazionale.
Custodiamola, valorizziamola e facciamola fruttare sempre più".
Presenti al taglio del nastro, oltre al presidente di iCare don Matteo Prodi, alla responsabile Maria Pia Riccardi e al vescovo diocesano monsignor Giuseppe Mazzafaro, il giornalista Rai Maurizio Varriano, presidente della Rete Sartorie Sociali, e il coordinatore della Rete delle Sartorie Sociali, Giorgio Gagliardi.
comunicato n.175934
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