Strano, ma e' successo, che un gruppo di teenager inviti al proprio tavolo un anziano signore per una improvvisata conversazione intergenerazionale
Per chiacchierare, giocare a carte e a biliardo, per raccontarsi storielle, discutere e dibattere. Sono gli adolescenti che non vivono solo di smartphone. Non voglio dire che ho incontrato un gruppo di ragazzi eccezionalmente maturi e indottrinati, quasi dei seminaristi... ma piu' semplicemente giovani di oggi. Nei nostri paesi i ragazzi forse socializzano piu' degli adulti
di Roberto Costanzo
Troppo spesso genitori e nonni lamentano la scarsa socializzazione umana dei loro ragazzi o l'eccessiva dedizione alla comunicazione online, con smartphone, chat, eccetera.
Ma può capitare, come è accaduto al sottoscritto, di trovarsi non a chattare ma a chiacchierare con una quindicina di ragazze e ragazzi in un luogo in cui di solito essi si incontrano per giocare e socializzare.
Questi ragazzi di 16-18 anni, ormai prossimi alla licenza liceale, da un paio d'anni si incontrano quasi tutte le sere, in una "Casarella" (nella foto di apertura) di due stanze, dove appunto dispongono di un biliardo (nella prima foto in basso), di un biliardino e di un paio di tavolini per giocare a carte e consumare qualche dolcetto; ma soprattutto per conversare e intrattenersi, quasi sempre senza smartphone in mano.
Con questo non voglio dire che ho incontrato un gruppo di ragazzi eccezionalmente maturi e indottrinati, quasi dei seminaristi...
Si tratta invece di giovani come tanti oggi. Difatti i frequentatori della "Casarella" sono normali adolescenti, con i soliti limiti di esuberanza di quell'età. E quindi confermano quello che dice Paolo Crepet "un adolescente non inquieto è inquietante".
Comunque potrebbe sembrare strano che un tale gruppo di teenager inviti al proprio tavolo un anziano signore, per una improvvisata conversazione intergenerazionale: per chiacchierare, giocare a carte e a biliardo, per raccontarsi storielle, discutere e dibattere, non proprio nei termini di un conflitto generazionale.
Cosa possono dire ad un simile anziano signore: Se è possibile interloquire con ottanta anni di differenza di età? Lo interrogheranno, lo stuzzicheranno o tenteranno di burlarlo?
Intanto gli chiedono qualche racconto del passato: Come si viveva quando lui frequentava il liceo; quindi tentano di trascinarlo ad un confronto dialettico sul presente.
Vogliono anche vedere come gioca al biliardo prima di recarsi tutti insieme a gustare una pizza in una trattoria del luogo (nella seconda foto in basso) e quindi riprendere a tavola il confronto dialettico.
Alla fine l'anziano ospite si mostra più incuriosito di loro; più che parlare del passato fa capire che è interessato ad un confronto dialettico sul presente, su quello che pensano, che dicono, che fanno, o si propongono di fare, i ragazzi come loro.
Alcuni esprimono qualche curiosità sull'esame di maturità che dovranno affrontare tra qualche mese; altri già pensano a quello che faranno fra uno-due anni, quando per frequentare l'Università dovranno lasciare il paese.
Quale facoltà sceglieranno, quale sede universitaria?
Si sottoporranno a quotidiani movimenti pendolari o ad un cambiamento di residenza?
Se dovranno cambiare residenza, per alcuni di loro, il vero problema sarà quello di non vedersi più tutti insieme, tutte le sere, nelle stanze della "Casarella".
Di questo hanno parlato senza eccessiva divergenza, tuttavia con qualche comune dubbio sul futuro prossimo.
Ad un certo punto un ragazzo ha voluto sapere che ricordo avesse l'ospite dell'ultima guerra mondiale, degli anni Quaranta del secolo scorso, anche perché qualche loro nonno gliela aveva raccontata in maniera forse troppo drammatica.
E l'anziano signore, a questo punto, si è sforzato di dire che certamente quelli furono tempi torbidi, caratterizzati da tante sofferenze, ma comunque non sempre totalmente negativi e secondo lui oggi non viviamo solo di incertezze e contraddizioni.
I torbidi tempi di una volta sono finiti ma hanno pure lasciato qualche insegnamento e così pure gli incerti e difficili tempi attuali non lasceranno soltanto negatività.
Quindi se i giovani di allora riuscirono a superare quelle difficoltà, a maggior ragione ci possono, ci debbono, riuscire i giovani di oggi semprechè sappiano trovare il tempo ed il giusto modo di apprendere e di socializzare, anche nel proprio territorio di origine, che non deve diventare un momento del passato ma piuttosto un alimento del futuro.
Quanti siti come la "Casarella" vi sono oggi nei vari comuni del Sannio?
Forse pochi, molto pochi e cosa possiamo fare perché un po' dovunque vi siano luoghi di incontro e di operosa socializzazione fra ragazze e ragazzi che vogliano vivere, non tanto per fruire di quello che hanno ereditato, ma soprattutto per costruire un positivo futuro?
Quindi non solo socializzare online, né soltanto con smartphone, ma anche vedersi in luoghi di confronto come avviene in questa "Casarella", per interloquire e conversare alla pari con persone sia della propria che delle precedenti generazioni.
Confronto dialogico e dialettico…
E, in chiusura, il sottoscritto vuol ricordare che l'incontro intergenerazionale si è concluso con la richiesta e l'accoglienza di ammissione, come socio fuori quota, al Circolo della "Casarella".
comunicato n.175916
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