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Benevento, 30-01-2026 18:39 ____
La citta' capoluogo e' testimone di una tendenza al rinvio, soprattutto nel campo della edificazione, commenta Giulio Cesare Pedicini
Se le disponibilita' che si realizzano sono dirottate verso la demolizione, il quadro economico del territorio subisce una riduzione di valore e non puo' certamente attivare occasioni di risveglio
Redazione
  

Una riflessione sulla città, soprattutto sul campo dell'edilizia, ci giunge da Giulio Cesare Pedicini (foto), ingegnere.
"Gentile direttore - si legge - eccole un pensiero del mattino.
Nei colloqui quotidiani degli operatori economici locali ricorre una considerazione comune sulla stasi del territorio sannita, con particolare riferimento alla città capoluogo, dove non si osservano iniziative tendenti ad un risveglio.
Sembra quasi che tutto l'ambiente sia assopito, senza sussulti specifici nei diversi campi, che potrebbero far delineare l'innesco per una inversione di rotta.
Nella città capoluogo negli ultimi tempi le risorse disponibili acquisite sono state dirottate verso operazioni di demolizione di edifici pubblici, che non evidenziavano particolari anomalie, anche se costruiti da alcune decine di anni ed avevano sopportato senza danni gli eventi sismici del 1980.
Se le disponibilità economiche che si realizzano sono dirottate verso la demolizione, il quadro economico del territorio subisce una riduzione di valore e non può certamente attivare occasioni di risveglio.
Un territorio depresso, lento nel procedere, non può certamente ravvivarsi, se non si intraprendono, in ogni campo, tutte le iniziative di investimento possibili e si continua a registrare solo l'aumento dei depositi a risparmio di possibili operatori oppure iniziative di demolizione, da parte dei pubblici poteri.
La città capoluogo è testimone di questa tendenza al rinvio, soprattutto nel campo della edificazione, se alcune aree investite dalla demolizione dell'ultima guerra del 1943, restano tuttora inedificate, anche nel pieno centro storico (l'area antistante il Duomo - l'area delle Terme di via Posillipo - l'area adiacente e retrostante la Curia).
Certamente a tale circostanza contribuiscono i titolari o eredi delle proprietà, ma realizzare un'opera sulla quale sussistono interessi di più persone è particolarmente difficile nella nostra realtà depressa, se i consorziati delle aree antistanti il Duomo cittadino in oltre ottanta anni non sono riusciti a ricostruire gli edifici distrutti dagli eventi bellici.
E' certamente vero che in alcune aree le difficoltà si complicano per effetto di presenze di vincoli archeologici, imposti anche a seguito di tentativi per avviare la ricostruzione, però le autorità locali, dovrebbero sollecitare le autorità centrali a partecipare positivamente al recupero ed anche alla valorizzazione delle aree di interesse archeologico, e non solo limitarsi alla imposizione di vincoli che bloccano ulteriormente un territorio, già di per se gravemente danneggiato, per le conseguenze di una guerra che ha distrutto il centro cittadino.
Vi è certamente una difficoltà dell'ambiente locale ma se le autorità centrali hanno solo sviluppato un'attività repressiva, forse sarà arrivato il momento di rivendicare diritti, per ristorare i danni subiti per eventi catastrofici, da non scaricare su questo territorio, già sottoposto nel tempo agli effetti di guerra, terremoti, alluvioni, e classificata area depressa interna della Campania e del Mezzogiorno Italiano".

comunicato n.175842




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