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Benevento, 28-01-2026 16:13 ____
La piccola onda della candidatura a Capitale della Cultura della Valle Caudina e' passata
Non ci ha traghettato verso l'Europa della cultura e noi caudini continuiamo ad abitare solo e soltanto nel nostro territorio, ancor piu' abbandonato e mortificato, commenta Andrea Massaro
Redazione
  

Andrea Massaro (foto) da Luzzano, ideatore e promotore, torna sulla candidatura della Città Caudina a Capitale Italiana della cultura.
"Ora che la piccola onda della candidatura a Capitale della Cultura della Valle Caudina è passata e non ci ha traghettato verso l'Europa della cultura - scrive - noi caudini continuiamo ad abitare solo e soltanto nel nostro territorio, ancor più abbandonato e mortificato, ancor più rurale e ancor meno metropolitano ("Una città rurale e metropolitana" copyright dei progettisti europei, così come si sono autodefiniti).
Sono venuti meno tutti quei collegamenti e quelle reti di costruzione internodali atti a far raggiungere la nostra visione di Capitale caudina verso Roma, Bruxelles e altre capitali europee.
Forse perché la nostra antica ferrovia caudina non trasporta le "buone idee" di una politica assente?
I sogni, capaci solo di scoprire manie di protagonismo di chi non lo è mai stato, di "Vaste programme", per dirla con De Gaulle, non si sono, ancora una volta, sottratti a tutto ciò che era già morto.
Un programma sconosciuto, non tanto ai cittadini ma innanzitutto agli stessi amministratori e sindaci caudini che, dopo aver in fretta e furia predisposto un bando per raccogliere e segnalare due anonimi personaggi, autodefinitesi "progettisti europei", senza contatti e rapporti veri nella realtà imprenditoriale e culturale, hanno completato il capolavoro progettuale offrendo ai sindaci e a tutti gli autonomi consigli comunali della Valle una motivazione davvero interessante: che il dossier presentato al Ministero della Cultura "non poteva essere diffuso o svelato alla loro conoscenza, in quanto così prevedeva il bando di partecipazione".
Domanda: Ciò significa che le varie amministrazioni, sindaci in testa, che hanno contribuito con soldi pubblici a remunerare i progettisti, non hanno avuto modo di poter leggere le linee politiche di un progetto di cui gli stessi sindaci erano i responsabili?
Della direzione politica del dossier da loro stessi firmato e spedito al Ministero?
Questo è quanto è stato raccolto, interpellando alcuni sindaci.
Ora noi, che richiamiamo una nota di trasparenza, siamo assaliti da un dubbio, in talune circostanze il dubbio può essere rivoluzionario, e in questo caso le poche informazioni che abbiamo letto dalla stampa locale e sempre di un'unica, piccola, insignificante testata che vorrebbe rappresentare i caudini, ci appaiono fumose, costituite da frasi composte per comizi da balcone.
Bisognerebbe essere immortali per condurre il tutto a termine.
Mi piacerebbe immaginare che gli esimi progettisti europei possano portare a termine insieme, invero ai pochi sindaci che l'hanno accolti, le utopie progettuali, così come noi abbiamo appreso, magari leggendosi il don Chisciotte, come scritto da loro stessi.
La programmazione di un territorio è cosa seria, frutto di studi approfonditi e di sacrifici per conoscere i luoghi e la realtà complessiva, non sommare ciò che già esiste, che ovviamente deve essere ben tutelato, ma pensare a come si possa generare benessere agli occhi e ricchezza che torna per chi si affaccia in questi nostri luoghi.
Questo lavoro o progettualità è gestito dalla politica, in ogni grado, in un rapporto capace con le Istituzioni centrali.
Non attraverso un elenco numerato di buoni propositi, distribuiti a casaccio da chi nemmeno conosce la Valle Caudina, fermandosi magari alla disputa delle Forche Caudine e alla loro collocazione.
Abbiamo letto di "importanti adesioni universitarie" che arrivano fin dal Texas.
Bene, complimenti. Ma vi fanno arricciare il naso le istituzioni universitarie sannite, il Conservatorio musicale di Benevento?
Che sono stati tutti messi da parte o ignorati, mentre il sottoscritto aveva intrapreso contatti e rapporti: qui, per sottoscritto, intendo qualificarmi come chi è stato l'ideatore e il promotore alla Candidatura della Città Caudina, abbandonato da farabutti per personalismi e beghe di villaggio.
Altro che l'Europa abita qui, come recita il titolo del dossier caudino.
Ora leggiamo e ci propongono, "La fondazione di una città nuova".
Come non potremmo essere d'accordo con quest'altra enunciazione, quando appena poco mesi fa essi rinunziarono ad un vero sogno: la candidatura unica con Benevento.
Furono avviati anche seri contatti attraverso Angelo Moretti, responsabile organizzativo della candidatura di Benevento, con un incontro a San Martino Valle Caudina, dove qualche politico locale e i nostri progettisti ritennero di bocciare qualsiasi proposta e negoziazione avanzata dal responsabile beneventano.
Ora mi accontenterei non di una semplice città nuova, bensì di molto meno: Accomodare le vecchie strade mangiate dal tempo, tenere puliti i luoghi da erbacce e immondizia che deturpano la vista e il decoro urbano, avere rispetto per chi deve viaggiare, voler dare ai giovani qualche carta più fortunata ma, soprattutto, non prendere in giro i cittadini.
Scriveva Giordano Bruno: "Che mortificazione! Chiedere a chi ha il potere di riformare il potere. Che ingenuità".
Ai Caudini infine una raccomandazione che vale per chiunque, in ogni angolo della vita politica, sociale e culturale, e che prendo da una massima di Shakespeare nel Re Lear "Brutti tempi quando i pazzi guidano i ciechi".

comunicato n.175785




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