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Benevento, 24-01-2026 14:16 ____
L'intelligenza artificiale ci spaventa ma e' una convinzione sbagliata. Anche Platone appello' la scrittura addirittura come una jattura dell'umanita'
Era convinto, 2500 anni fa, che non ci sarebbe stata piu' la voce per comunicare ma la storia da lui narrata e' poi giunta fino a noi proprio per averla egli scritta... Del tema intrigante della manoscrittura e dell'intelligenza artificiale nell'era digitale, ne hanno discusso due esperti Raffaele Mazzarella, grafologo giudiziario e don Andrea Ciucci, coordinatore della segreteria della Pontificia Accademia per la Vita per iniziativa di Antonella Tartaglia Polcini, docente Unisannio
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Un tema intrigante "La manoscrittura e l'intelligenza artificiale nell’era digitale: Il ruolo del diritto e la tutela della persona. Prospettive a confronto", è stato sviluppato da due esperti della comunicazione.
Si tratta di Raffaele Mazzarella (nella terza foto in basso), grafologo giudiziario e di don Andrea Ciucci (entrambi nella foto di apertura), coordinatore della segreteria della Pontificia Accademia per la Vita.
L'incontro si è svolto all'Università degli Studi del Sannio, nell'ambito della XVI edizione del Festival della Vita, che ha avuto come tema: "Vivere è...Collaborare".
Prima che la conferenza avesse inizio alla presenza di tanti giovani invitati per modo che abbracciassero i vari indirizzi di studio e quindi informatica, umanistica e della ristorazione, abbiamo svolto una breve chiacchierata con i due relatori.
Ci pare di poter dire, parlando al grafologo, Raffaele Mazzarella, che stamane sono a confronto addirittura due epoche oltre che due materie di studio.
Parliamo di scrittura a mano, da una parte e dall'altra i tempi del digitale caratterizzati in questi ultimi anni addirittura dall'intelligenza artificiale.
Ci mettiamo anche un po' di sana nostalgia per quella penna e per quel foglio di carta bianca che si parava dinanzi a noi pronto per essere scritto?
Beh certo, si anche un po' di nostalgia, ci ha risposto Mazzarella.
Quella di stamattina è una iniziativa molto significativa perché ci troviamo all'Università degli Studi del Sannio dove dialogheremo con don Andrea Ciucci, uno dei massimi esperti di intelligenza artificiale e di manoscrittura.
Parliamo cioè dello scrivere a mano, della valorizzazione della scrittura, della carta e della penna e della tecnologia informatica.
Io credo che siano due mondi che non bisogna alternare essendo essi complementari, nel senso che dobbiamo utilizzare sia l'uno che l'altro senza mai dimenticare che qualche anno fa, se non avessimo avuto la tecnologia non avremmo mai potuto dialogare attraverso lo smart working, il lavoro da casa, da lontano, ma anche attivare la didattica a distanza non potendo recarsi a scuola per via della pandemia.
E dunque è giusto utilizzare l'una e l'altra strada tenendo presente però quali sono le necessità e quali gli obiettivi da conseguire.
Gli eccessi, rappresentati anche da frasi disdicevoli nel mondo della scrittura su carta, sono certamente minori se non addirittura inesistenti, rispetto a quelli che registriamo sui social molti dei quali andrebbero anche contrastati per la violenza con la quale vengono espressi, abbiamo chiesto al grafologo.
Noi viviamo in una epoca in continua evoluzione ci ha risposto infine Mazzarella, ma quella che deve sempre restare centrale è la capacità di discernimento e quindi è sempre bello far riferimento sì all'intelligenza artificiale come frutto dell'intelligenza umana, ma dobbiamo anche sempre valorizzare chi ha reso possibile tutto questo è sempre la persona umana.
Don Andrea Ciucci (nella quarta foto in basso), che oramai è definito quale esperto mondiale della intelligenza artificiale ci ha subito stoppati quando ha scorto in noi e forse non a torto, una palese diffidenza nei confronti di questa intelligenza artificiale di cui ancora non riusciamo a riconoscerne i confini dell'applicazione, che ci copia anche la voce, che sembra ragionare per noi, ovviamente nel distorcimento di quella che è la sua funzione "benefica" rendondola talvolta "malefica".
Stamane, abbiamo detto a Ciucci, mettiamo a confronto la nostra cara penna ed il foglio di carta con l'insidiosa intelligenza artificiale da cui magari non dobbiamo addirittura difenderci ma più semplicemente essere bravi e capaci a saperla gestire.
Parliamo, ci ha risposto lo studioso, di due era in cui abbiamo sempre scritto in modo tecnologico.
Non è che la scrittura a mano non sia anch'essa tecnologica ma, come invece pensiamo, naturale.
Anch'essa usa la penna, dei fogli e quindi degli strumenti tecnologici dell'epoca.
Ogni epoca ne ha il suo.
Oggi, ha proseguito don Ciucci, noi usiamo delle tastiere e delle macchine tecnologiche capaci di emulare dei discorsi mentre in passato avevano la tecnologia che si chiamava carta e penna.
Perché contrapporli questi due sistemi e non vederli invece in uno sviluppo dinamico?
La contrapposizione genera paura, timore e chiusura ed invece deve essere esattamente il contrario.
Noi abbiamo una tecnologia a disposizione che è potentissima, interessantissima, che è capace di offrire bene o male e dobbiamo esserne felici, di questo tempo.
E' certo poi, come di ogni tecnologia di ogni tempo, ci chiede di farla bene e di usarla bene.
Io sono contrario a tutte le narrative che parlano male dell'intelligenza artificiale o ne sottolineano sempre e soltanto i dati negativi.
Certo che ci sono delle questioni così come c'erano con la scrittura con la penna.
Il problema non è questo ma che cosa questa tecnologia specifica, rispetto ad altre, ci offre e quali responsabilità ci impone di assumere.
Smettiamola di fare demagogia e cominciamo a fare le persone serie.
Per il futuro, abbiamo infine chiesto allo studioso, cosa ritiene dobbiamo e possiamo ancora attenderci?
Io penso, ci ha risposto don Ciucci, che siamo all'inizio di una stagione che ci farà vedere cose che non riusciamo quasi ad immaginare...
Ci spaventeremo ancora di più... abbiamo chiesto noi?
No, ci ha risposto, ci meraviglieremo ancora di più.
Avremo la possibilità di rimanere stupefatti di quello che l'intelligenza umana, che abita il mondo in modo tecnologico, è capace di fare.
Io sono estremamente positivo da questo punto di vista e non perché sono sciocco o ingenuo.
Proprio per nulla.
Ma perché la storia dell'umanità è sempre stata così.
Pensi al successo di quando c'è stata la scoperta del motore a scoppio, dell'elettricità, della stampa a caratteri mobili, cioè i grandi cambiamenti che magari all'inizio un po' impauriscono ma che in realtà evidenziano quanto siamo bravi noi e quanto dobbiamo essere bravi ad usarle bene, ha concluso con noi don Ciucci.
A questo punto ha avuto inizio la conferenza con Ennio Cavuoto (nella seconda foto in basso è con Antonella Tartaglia Polcini), docente, che ha portato i saluti del rettore dell'Ateneo e ringraziato la docente Antonella Tartaglia Polcini per essersi resa promotrice di questo incontro.
Poi hanno preso la parola Mazzarella e Ciucci.
In particolare Mazzarella ha ribadito l'importanza delle nuove tecnologie che fanno registrare una media di 150/190 messaggi al giorno tra i giovani sopratutto e dunque l'importanza che essa oramai assume nella nostra vita.
Ma anche lo scarabocchio che facciamo su un foglio di carta magari mentre stiamo proprio al telefono è importante perché ci racconta tanto di noi.
E' importante dunque la manoscrittura che va posta in confronto con l'intelligenza artificiale.
Scrivere a mano significa anche prendersi il tempo per pensare.
A seguire ha preso la parola don Andrea Ciucci che ha rappresentato ai giovani presenti, le potenzialità dell'intelligenza artificiale di cui oggi abbiamo qualche timore.
A tale riguardo ha però ricordato che Platone appellò la scrittura addirittura come una jattura dell'umanità perché non ci sarebbe stata più la voce per comunicare.
Questa è la storia che però è giunta a noi perché Platone l'ha scritta... non l'ha tramandata a voce...
In realtà siamo conservatori e pigri e le novità ci preoccupano ma questo non è un tema nuovo se, come detto, anche 2500 anni fa eravamo preoccupati del fatto che i giovani scrivessero anziché parlare.
Ciucci per rappresentare e sostenere la sua tesi riferita alla conoscenza, ha sottolineato anche che può essere definita una clamorosa menzogna quello di dire che mangiamo naturale magari quando ci cibiamo di alimenti che produciamo noi, senza conservanti ed in questo suscitando l'attenzione dei giovani studenti dell'Alberghiero.
Che vuol dire che mangiamo natuale?
Non siamo capre che brucano l'erba. Mangiamo l'insalata ma non in modo naturale perché la condiamo per renderla appetibile e lo stesso olio che usiamo non è naturale perché frutto della lavorazione delle olive. L'olio non nasce spontaneo sugli alberi.
E dunque se non ci fossero i percorsi tecnologici forse non ci sarebbero nemmeno gli studenti dell'alberghiero perché non avrebbero nulla da imparare.
La verità, ha concluso don Ciucci, non scriviamo in modo naturale e forse nemmeno parliamo in modo naturale.
Sin qui l'intervento dell'esperto internazionale di intelligenza artificiale.
Noi però, non lo nascondiamo, i nostri dubbi e le nostre perplessità, ce le teniamo tutte anche se siamo consapevoli che contro il progresso che inesorabile avanza, non ci possiamo mettere davanti per contrastarlo e per fermarlo.
Facciamo però in modo che almeno lo riusciamo a gestire e dominare in quanto uomini ed esseri pensanti cosa che la macchina, sin qui, ancora non è.
A chiudere i lavori è stata Antonella Tartaglia Polcini che ha voluto e promosso l'incontro.

  

  

  

  

  

  

  

comunicato n.175679




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