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Benevento, 21-01-2026 12:45 ____
Ci fosse stata la capacita' di unirsi in una sola candidatura, il nostro territorio avrebbe avuto la forza di esprimere un risultato piu' credibile
Ma non e' andata cosi'. Ricordo a me stesso e a tutti voi che questi sono i tempi in cui le mediocrita' trionfano, scrive Andrea Massaro promotore della candidatura della Citta' Caudina a Capitale della Cultura 2028
Redazione
  

Sulla bocciatura per la candidatura di Benevento e Pietrelcina a capitale della Cultura assieme alla Città Caudina, interviene Andrea Massaro (foto).
"Gentile direttore - scrive - sono stato l'ideatore e promotore dell'idea di una candidatura a Capitale della Cultura per la Valle Caudina (abbandonato da farabutti in misere congiure) ed avendo profuso ogni sforzo affinché si giungesse ad un unica candidatura tra Benevento e i Comuni Caudini, oggi, alla luce dei fatti, di come si è arrivati a un risultato non lusighiero per questa nostra provincia, voglio manifestarle un mio contributo con questo piccolo scritto.
Non ha superato il vaglio della commissione esaminatrice il dossier predisposto dall’esimio (o dagli esimi), proprio nel senso del termine latino eximius, cioè "straordinario", "di rare qualità", "egregio", "Progettista europeo" per entrare tra le dieci città finaliste per la scelta della Capitale della Cultura per il 2028.
Ora per tre anni i Comuni caudini non potranno aspirare a ricandidarsi per tale evento, a meno che le regole attuali non verranno cambiate.
Personalmente ritengo che vada rivisto l'intero meccanismo del bando alla candidatura, in quanto sembra che la scelta ricada più per ragioni politiche di appartenenza che per le ragioni derivanti dalla specificità del bando ministeriale.
In questa tornata il limite è stato smaccatamente superato: Tra le dieci finaliste, ben otto città sono guidate da  amministrazioni del centrodestra, mentre una sola, Cesena, appartiene alla sinistra che concorreva tra l'altro con Forlì, anch'essa di centrodestra.
In Campania l'unica a superare la fase è Mirabella Eclano, in provincia di Avellino.
Viene esclusa la stessa Benevento che ha partecipato con un autentico progettista, il professor Albergati, già vincitore per Agrigento 2025.
Tutto questo deve far riflettere.
Se ci fosse stata la capacità di unirsi in una sola candidatura, il nostro territorio avrebbe avuto la forza di poter esprimere un risultato più solido e credibile.
E su questo molte cose potrei raccontare, di come, cioè, l'eccessivo protagonismo possa prevalere su una idea funzionale per tenere alta l'asticella verso un rinnovato sviluppo di risorse e di idee per la Valle.
La notizia è giunta insieme a un’altra ancora più preoccupante, l'esclusione di diversi comuni caudini dalle Comunità Montane.
Essa va ad aggiungersi alle numerose problematiche che rendono sempre più la Valle Caudina un territorio di sviluppo mancato, abbandonata, dove le promesse abbondano, ma sostanzialmente disunita e senza nessun peso politico.
Basterebbe allora solo guardarsi un attimo indietro e scoprire le manie di protagonismo di chi non lo è mai stato: "Vaste programme", per dirla con De Gaulle.
"L'impresa non è difficile", si disse. "Certo, basterebbe essere immortali per condurla a termine".
Allora la si può portare  a termine leggendo il don Chisciotte, immaginando che il capolavoro di Cervantes sia stato scritto per voi.
Cari Caudini, essendo figlio di questa terra, vi porgo un saluto fraterno e caro.
Ricordo a me stesso e a tutti voi che questi sono i tempi in cui le mediocrità trionfano.
Al contempo vi esorto a leggere qualche riga del Leopardi delle Operette morali: "Stomacato e scoraggiato dalla mediocrità che n'assedia e n'affoga a pietà di tanta miseria umana".
Ma, essendo un lavoratore del teatro, voglio lasciarvi con una frase strabiliante di William Shakespeare, tratta dal "Re Lear": "Brutti tempi, quando i pazzi guidano i ciechi".

comunicato n.175607




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