Non era necessario attendere l'esito del responso di Citta' Capitale della Cultura. Parliamo di una citta' che non c'e', altro che Centrodestra...
Qui conta solo l'autoreferenzialita' e la propaganda di se' medesimo. Il fatto che non si e' riusciti a fare sintesi di due progetti, e' gia' la dimostrazione del fallimento. Riguardo poi la cacciata di Rosa dalla Giunta, il sindaco ha il potere di revoca degli assessori, ma poche' si tratta di un eletto con una rappresentanza corposa, si ha un dovere di forte motivazione ed invece si sorvola su una pratica che invece potrebbe configurare anche una sorta di voto di scambio differito
Nostro servizio
Con l'ex sindaco della città, Pasquale Viespoli (foto) ci siamo soffermati stavolta a fare una chiacchierata analizzando la vicenda del defenestramento di Alessandro Rosa da assessore all'Ambiente a Palazzo Mosti, ma anche sulla notizia del giorno che riguarda l'esclusione di Benevento anche dalla decina di città finaliste per il riconoscimento dell'ambito titolo di Capitale della Cultura 2028.
Con la questione dell'allontanamento dalla Giunta di Alessandro Rosa, al di là dell'episodio che lo ha riguardato, si ha la conferma che siamo in presenza di una politica che anziché servire le istituzioni si serve delle istituzioni, ha esordito Viespoli.
Il dato di moralità politica è questo.
Siamo in presenza che uno (Mastyella ndr) che deve risolvere i problemi per la personale collocazione politica e che rende le istituzioni funzionali a questo obiettivo.
E' una inversione. Ed il dato grave è che tutto questo non viene colto per cui c'è paradossalmente una informazione o un dibattito politico, che anziché utilizzare la circostanza, in una fase come questa caratterizzata dall'assenza di partecipazione popolare e tentare di recuperare un rapporto tra istituzioni e cittadino, si comporta in maniera simmetrica e si limita a guardare ai fatti come se fosse la misura del potere della forza o della forza del potere.
Ho letto che addirittura un giornale ha titolato, per sintetizzare l'episodio della cacciata di Rosa: Colpisci uno per educarne cento forse inconsapevole di sapere che si tratta di uno slogan delle Brigate Rosse, quasi come se si trattasse di un esempio di muscolarità del potere.
La conseguenza di tutto ciò è anche l'aver trascurato la rappresentanza, ha aggiunto Viespoli toccando un aspetto a noi caro e più volte sottolineato.
Stiamo attraversando una fase dove è complessivamente in crisi la democrazia della rappresentanza.
E dunque, al di là della personalizzazione, un intervento come quello posto in essere nei confronti di Rosa, incide anche sul Consiglio comunale, che è il luogo della rappresentanza, a maggior ragione se colpisce un soggetto forte di un consenso non insignificante (622 voti che hanno consentito a Rosa ad essere il primo eletto della sua lista e quindi ad avere "diritto" al posto di assessore ndr).
Il che non significa, chiarisco, che il sindaco non abbia il potere di revoca degli assessori, ma poché si tratta di un eletto con una rappresentanza corposa, si ha, a maggior ragione, un dovere di motivazione, duplice direi ed invece si sorvola tra l'altro su una pratica che invece potrebbe configurare anche una sorta di voto di scambio differito.
L'assessorato a Tizio, per l'animazione di Caio che mi serve per il voto alle prossime provinciali.
E' la dimostrazione indiscutibile, più chiara, evidente e lampante, del ragionamento introduttivo a questa chiacchierata e cioè che le istituzionui sono funzionali ad un disegno estraneo ad esse medesime e rafforzate a dare corpo a questa azione di scambismo politico.
Il dato prevalente, al di là della persona oggetto dell'episodio, è quello del costume, dello stile, della cultura.
Anche nel caso del fallimento del progetto di Benevento Capitale della Cultura e veniamo ad una notizia che è di questi minuti ha proseguito Viespoli, non si capisce che è stato un fallimento in sé la doppia proposta, Benevento-Pietrelcina e la Città Caudina, un fallimento in particolare per la città di Benevento.
Il capuluogo non è capace di fare attrazione, di diventare perno di un sistema locale capace di fare sintesi e coesione ed cos' ci presentiamo con due proposte che, appunto, da una parte segnalano il fallimento della direzionalità della città e l'attrattività della stessa, della capacità di guida, e dall'altro dimostrano invece un tentativo di superamento del nanismo istituzionale attraverso il percorso verso la città caudina.
Quella proposta è molto più avanzata, almeno da questo punto di vista, perché ci dice che da una parte la città resta isolata e dall'altra si configura l'ambizione di una città nuova.
Altro che centrodestra e centrosinistra.
Non era necessario attendere l'esito perché qualunque esso fosse stato, questa consideraziopnmi sarebbero state valide lo stesso.
Il problema è che si continua a parlare di una città che non c'è dove conta solo l'autoreferenzialità, la propaganda di sé medesimo.
Il fatto che non i riesca a fare sintesi è la dimostrazione del fallimento.
Mentre da una parte c'è una città iisolata che riguarda ciuttà cultura ma anche città turismo con Pietrelcina che sta con Benevento quanso si tratta di Città Cultura.
Ti trovi con due candidature in un fazzoletto di terra. Questo ti dice anche questo fazzoletto quanto patrimonio ciontiene per dare cospo e senso a ben due candidature e quanto questo territorio non sia capace di fare sistema e di essere valorizzato e di fare attrattività foprte al di là delle dimensioni e delle difficoltà attuali.
Non ci stiamo incamminando versop la costruzione di una nuova città
Stuiamo invece indietreggiando verso il paesamento, per usare un neoloismo, per Benevento.
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