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Benevento, 17-01-2026 20:30 ____
La musica, come qualsiasi altra forma d'arte, ha bisogno della liberta'. E' una specie di ancora di salvezza
Ad essa bisogna aggrapparsi nei momenti nei quali c'e' il rischio di totalitarismi e di guerre. E' veramente la cura per l'anima, ci ha detto Filippo Zigante al concerto di "Accademia di Santa Sofia" "Dal Contemporaneo al Classicismo"
Nostro servizio
  

All'Auditorium Sant'Agostino l'Accademia di Santa Sofia ha presentato la sua orchestra che ha interpretato "Dal Contemponeo al Classicismo" con cui è stato proposto anche un pezzo del direttore artistico, Filippo Zigante (nella foto di apertura è con Marcella Parziale), "Labirynthus", in prima esecuzione assoluta.
E proprio con Gigante ci siamo intrattenuti prima che lo spettacolo avesse inizio per sottolineare proprio l'importanza dell'orchestra dell'Accademia di Santa Sofia.
E' vero, questa orchestra è una protagonista importante perché formata da giovani musicisti che nel giro di sei o sette anni di lavoro insieme, ho visto veramente crescere di livello sul piano artistico in maniera esponenziale.
E questo mi fa molto piacere, ha proseguito Zigante, perché alla base c'è non soltanto la professionalità ma proprio l'entusiasmo e la voglia di fare musica.
L'appuntamento del pubblico con questo complesso è importante e giova anche al pubblico perché riceve informazioni sulla cultura musicale e nello stesso tempo gode di una serata musicale piacevole.
E' importante per il gruppo strumentale esibirsi perché l'impatto con il pubblico è fondamentale per la crescita artistica.
Potremmo dire, abbiamo chiesto al maestro, che siamo in presenza di una prova d'orchestra, con la P maiuscola, per verificare anche l'andamento professionale di questi giovani musicisti?
Ogni concerto, ci ha risposto Zigante, è in definitiva una prova perché per quanto si abbia lavorato e provato, in quel momento è come se fosse la prima volta che uno esegue quel pezzo perché si ritrova lì, all'improvviso, davanti al pubblico e si deve suonare.
In televisione si dice che è questo il rischio della diretta per dire che è sempre una grande prova...
E rispondono sempre molto bene questi musicisti... abbiamo ribadito.
Sì, rispondono sempre molto bene.
Qualsiasi attività umana, ma sopratutto nel campo artistico o anche in quello sportivo, c'è sempre il rischio dell'imprevisto. Ma questo è anche uno stimolo.
Non è solo un fatto che ti tenga in suspance ma un incitamento ad impegnarsi ed a superare anche l'eventuale difficoltà che si dovesse presentare.
Possiamo dire, abbiamo infine chiesto a Zigante, che alla musica ci possiamo "aggrappare" in questi momenti difficili che stiamo vivendo?
Ieri, ci ha risposto il maestro, presentando questo concerto al pubblico napoletano, ho parlato di Paolo Hindemith.
E' stato un compositore vissuto a cavallo della fine dell'Ottocento e fino ad oltre la metà del secolo Novecento, è morto nel 1963 ed è vissuto in Germania nel periodo del nazismo.
E' stato boicottato moltissimo dai nazisti perché secondo essi la sua estetica musicale non rispondeva alle norme del partito, non era pompieristico, per così dire, come loro si aspettavano.
Ad un certo punto si innamorò di una ragazza e se la sposò pur essendo ebrea.
Aveva scritto un'opera lirica molto importante, "Mathis der Maler" (Mattia il pittore) ed il direttore artistico dell'orchestra di Berlino aveva deciso di programmarne la prima esecuzione nel teatro da lui diretto e sotto la sua direzione. Goering però si oppose e ne nacque una specie di scandalo ed Hindemith, che aveva la cattedra di Composizione al Conservatorio, si dovette dimettere ed emigrò in Turchia dove gli affidarono il compito di avviare una scuola di musica che oggi è il Conservatorio di Istanbul.
A fine nazismo è tornato in Europa ed in patria dove è morto.
Ho raccontato tutto questo, ha detto ancora Zigante, perché la musica, come qualsiasi altra forma d'arte, ha bisogno della libertà e quindi la musica è una specie di ancora di salvezza alla quale aggrapparsi nei momenti nei quali c'è il rischio di totalitarismi, di guerre.
E' veramente la cura per l'anima.
Io penso che sia veramente importante aprirsi all'ascolto così come è importante la lettura, seguire la storia delle arti figugurative.
Le espressioni più alte dell'ingegno umano sono quelle che danno allo spirito il nutrimento per fortificarsi ed evitare dittature ed anche la crudeltà delle guerre, se possibile, ha concluso Zigante.
A questo punto sul palco si sono avvicendati il presidente degli "Amici dell'Accademia", Maria Buonaguro, e il direttore artistico, Marcella Parziale, che hanno presentato il concerto della serata che è stato preceduto dalla relazione di Fabrizio D'Aloia sul tema "L'arte che fiorisce: Dall'Hortus Conclusus al Giardino del Mago".
Poi spazio alla esibizione dell'Accademia di Santa Sofia composta da Riccardio Zamuner, Saveria Mastromatteo, Chiara Civale e Niccolò Laiso, Violini I; Maria Teresa De Sanio, Teresa Giordano ed Alessandra Rigliari, Violini II; Francesco Solombrino e Martina Iacò, Viole; Danilo Squitieri ed Alfredo Pirone, Violoncelli ed infine Gianluici Pennino, Contrabasso.
Il prossimo appuntamento con la Stagione Artistica è per sabato 31 gennaio al Teatro Comunale, alle 19.00, con "Uno nessuno centomila" di Luigi Pirandello.

  

  

  

  

  

  

  

  

  

    

comunicato n.175530




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