Una chiesa gremita ha dato l'estremo saluto a Gaetano Olivieri. Sono contento, ha detto don Amedeo, di questa larga partecipazione di fedeli
All'Immacolata l'ho rimproverato perche' non stava facendo cio' che doveva in campo sanitario. Lui mi abbraccio' e mi disse: Faccio il bravo. Ma tanto bravo pero' non lo sei stato... gli risposi io. Il sindaco Mastella molto emozionato ha detto che mi segnalava, mi incoraggiava ed era partecipe da persona che ha nel cuore la serenita'. Non sempre chi ti sta attorno lo fa per ragioni affettive come invece ha sempre fatto Gaetano
Nostro servizio
Gaetano fisicamente non c'era quest'oggi, il suo corpo di questa terra era oramai in quella bara dal colore chiaro ma è come se fosse stato presente a questa cerimonia svoltasi nella chiesa di San Modesto anche perché lui, alle cerimonie, non ha mai mancato.
La città ha onorato questo suo figlio che ci ha lasciati, con una presenza corposa, non scontata, fatta di amici e conoscenti che hanno riempito la chiesa ed il sagrato.
A rappresentare interamente Benevento, il sindaco Clemente Mastella, molto emozionato per la perdita di questo suo amico.
La Santa Messa è stata celebrata da don Amedeo Varricchio che ha subito voluto precisare che con l'assemblea dei fedeli c'era idealmente anche don Leonardo Lepore, impossibilitato ad essere presente, ma che teneva molto a Gaetano Olivieri.
Un rione, una città è con lui oggi, ha detto don Amedeo, con l'auspicio di ritrovarsi insieme nuovamente nell'eternità.
Per noi cristiani la morte, ha proseguito il presbitero, non è la fine di tutto ma un passaggio che non fa venire meno i legami fin lì avuti, in vita, con le persone a noi care.
Oggi è San Modesto e di solito alla festa della parrocchia lo vedevo sempre spuntare in chiesa con l'intento di rendersi utile in qualcosa.
Alla processione egli prestava il suo servizio e quello che faceva in parrocchia poi lo riverberava anche nel quartiere che amava così come fortemente perimenti amava la sua Benevento.
Ed allora teniamo nel nostro cuore le cose più belle che ci ha sempre indicato: L'attaccamento alla propria terra e lo spirito di servizio.
Non di rado Gaetano colloquiava con il nostro sindaco a cui rimproverava anche le cose che secondo lui nel quartiere non andavano e gli chiedeva di rimediare.
Sono contento, ha proseguito don Amedeo, di questa larga partecipazione di fedeli. E' il giusto riconoscimento per ciò che ha fatto.
L'ultima volta che l'ho visto è stato all'Immacolata, l'8 dicembre e poi alla inaugurazione di un negozio.
Mi sono girato e ad un tratto, come spesso accadeva, me lo sono ritrovato accanto.
L'ho rimproverato perché non stava facendo ciò che doveva in campo sanitario.
Lui mi abbracciò e mi disse: Faccio il bravo.
Ma tanto bravo però non lo sei stato... gli risposi io.
In parrocchia l'ultima volta l'ho visto è stato a novembre e stasera mi piacerebbe vederlo spuntare da una delle due porte della chiesa come talvolta faceva.
Non ci fermiamo al Venerdì Santo, ha proseguito il sacerdote, ma andiamo alla Luce della Pasqua dove egli ora è.
Gaetano spesso ci richiamava anche per farci fare le cose che dovevano essere fatte come ed innanzitutto ciò che non andava nell'ambito sociale.
Don Amedeo ha quindi annunciato una lettera che sarà pubblicata sul sito della parrocchia a firma di don Leonardo Lepore.
Al termine della Santa Messa ha preso la parola il sindaco Mastella che non ha trattenuto la sua emozione nell'evidenziare che non sempre chi ti sta attorno lo fa per ragioni affettive come invece ha fatto Gaetano.
Mi segnalava le cose che non andavano ma lo faceva in punta di piedi.
Oggi siamo qui in tanti per salutare questo nostro amico.
Mastella ha ricordato anche il siparietto che fece con Gianni Morandi a piazza Risorgimento, una scenetta che fu vista da oltre 350mila persone sui social.
Lo stesso Gianni Morandi, ha detto il sindaco, ha lasciato, mio tramite, un messaggio di cordoglio per la famiglia.
Con Gaetano si era generata una sintonia sociale.
Mi segnalava, mi incoraggiava ed era partecipe da persona che ha nel cuore la serenità.
Talvolta in occasioni come queste, ha proseguito Mastella, ci domandiamo spesso se Dio c'è.
Penso che questa vostra partecipazione quest'oggi sia una testimonianza ed una risposta al nostro interrogativo perché questo è un piccolo miracolo, farci ritrovare tutti qui quest'oggi tutti insieme, anche con chi ha idee diverse idee della politica.
La morte non chiude una porta ma ne apre un'altra a nuova vita per chi crede.
Andare al di là e non pensare che tutto finisca nel momento in cui chiudiamo gli occhi, significa avere Fede. Io non so fino dove arriverò e dove andrò ma lui, è certo, è già in Paradiso.
Poi il sindaco ha fatto un annuncio.
Non so se riesco e se il prefetto mi autorizzerà in deroga ma a Gaetano dedicherò qualcosa che lo possa far ricordare nel tempo.
Mi fermo qui e non la tiro per le lunghe perché Gaetano così vorrebbe, ha concluso Mastella.
Quante volte prima che cominciassi a parlare a qualche evento mi ha detto: Sindaco, mi raccomando...
Ultimata la cerimonia religiosa, la bara ha fatto il suo ingresso sul sagrato della chiesa dove è stata accolta dal lancio di palloncini bianchi e da tanti occhi rossi di lacrime.
Buon viaggio Gaetano.
Pensiamo tu sia stato contento per come è andata quest'oggi.
Proprio come volevi tu.
Sei stato al centro dell'evento, tra la tua gente, i tuoi amici, i tuoi familiari.
E sono stati veramente in tanti che sono venuti a salutarti.
Puoi esserne fiero e contento.
comunicato n.175425
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