I soci rispondono del danno erariale nel caso sia stato prodotto nel corso della vita della societa'?
E' la domanda a cui dare risposta relativamente alla vicenda della societa' SannioAcque, societa' mista del servizio idrico integrato a controllo pubblico, commenta Pompeo Nuzzolo
Redazione
Gentile direttore, ci scrive Pompeo Nuzzolo (foto), già segretario comunale, bisogna chiedersi, a questo punto sulla vicenda società SannioAcque, società mista del servizio idrico integrato a controllo pubblico, i soci rispondono del danno erariale nel caso sia stato prodotto nel corso della vita della società?
Inoltre, chiedersi quali siano le cause che avrebbe indotto il gestore privato a non assumersi il rischio della gestione del servizio idrico integrato.
E’ questo uno dei rilievi che la Corte dei Conti ha sollevato nell’esercizio del suo potere di controllo sulla delibera del comune di Solofra.
L’intelligenza artificiale ci viene in aiuto esprimendo il suo parere.
“Sì, sia il gestore che i soci possono essere responsabili del danno erariale in una società mista di servizio idrico integrato a controllo pubblico, specialmente in caso di gestione inefficiente o uso improprio delle risorse che danneggia il patrimonio pubblico. La responsabilità può estendersi ai soci ed al gestore, a seconda del loro coinvolgimento nella gestione e del nesso causale tra il loro comportamento e il danno.”
Se l’intelligenza artificiale avesse ragione, quale sarebbe il futuro scenario? La Corte ha rappresentato lo scenario probabile dei pericoli. La Corte, nell’esaminare la delibera, ha rilevato che “una sostanziale elusione delle disposizioni che, anche nel nuovo impianto del Codice dei contratti pubblici, regolano la corretta allocazione del rischio nelle operazioni di partenariato pubblico-privato, in quanto tutti i compiti affidati al socio operativo vengono remunerati senza la previsione di un meccanismo di riduzione dei corrispettivi, coerente con la scelta di trasferire all’operatore privato i rischi di domanda e di disponibilità”.
Per semplificare il privato è sollevato dai rischi di gestione che è la natura di qualsiasi società.
Al privato fa piacere di gestire una società mista che per lui è priva di ogni rischio. In virtù di questa regola, che gli stessi gli organi Ente Idrico Campano provinciale e regionale hanno sancito, si ritiene logica e giusta liberare il socio privato da ogni rischio trasferendolo ai comuni ovvero ai cittadini-consumatori.
La corte dei Conti “ha ritenuto che dalla lettura integrata delle norme statutarie e pattizie emergesse il pericolo di una sostanziale alterazione della stessa natura del contratto di concessione, caricando il solo socio pubblico dei rischi dell’operazione al pari di quanto avviene nel caso di ricorso al contratto di appalto.
Infatti, la Corte aggiunge, “per effetto delle previsioni dello schema di contratto e dei patti parasociali, il socio privato avrà diritto, oltre che alla restituzione dell’anticipazione con il pagamento di interessi, ad un corrispettivo, sia per la prestazione dell’attività che dei servizi, proprio come avviene in un appalto in cui è l’Amministrazione a remunerare direttamente l’operatore per i lavori o per i servizi svolti, esonerandolo da ogni rischio operativo”. In sintesi il cittadino-consumatore dovrà accollarsi non solo gli aumenti delle tariffe ma anche il rischio d’impresa. Ma si è certo che in questo scenario il privato sia portato ad un comportamento che rende più efficiente e quindi più economico il servizio? Come consumatore l’utente farà fronte al versamento dell’evoluzione delle tariffe e come cittadino dovrà essere tartassato in qualche modo per riparare i danni economici, qualora i rischi diventassero reali. Il controllo pubblico non c’è, ma non c’è mai stato fin dalla prima delibera inoltrata alla corte.
Non c’era nello statuto, ma delibera in delibera (cinque pareri della corte) il controllo privato è scivolato nei patti parasociali come se esso, a causa della diversa collocazione cartacea, diventi legittimo il controllo privato.
La lettura di quest’ultima delibera apre orizzonti non sereni e bisogna cominciare a riflettere sul futuro, sia sul destino dell’acqua, sia sullo stato di diritto.
comunicato n.174649
Società Editoriale "Maloeis" - Gazzetta di Benevento - via Erik Mutarelli, 28 - 82100 Benevento - tel. e fax 0824 40100
email info@gazzettabenevento.it -
partita Iva 01051510624
Pagine visitate 717988742 / Informativa Privacy