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Benevento, 21-05-2024 18:21 ____
Desertificazione sociale nel Sannio, una riflessione elementare, commenta Piero Mancini
Viviamo in tempi tragici, disumani, bui e superficiali, intrisi d'odio e, per questo, estremamente pericolosi
Redazione
  

Desertificazione sociale nel Sannio, una riflessione elementare
E' il titolo della nota di riflessioni di Piero Mancini (foto).
"Caro direttore - scrive - è oggettivo che il nostro tempo è caratterizzato dall'ambiguità dialettica.
Dove abilmente si mistifica la realtà, in modo da creare e alimentare scientificamente una confusione e un tale smarrimento da impedire ogni umana comprensione e consapevolezza del tempo, storico-economico, in cui si vive.
L'effetto più rilevante è la non partecipazione in massa a tutte le scadenze elettorali.
Locali, regionali, nazionali e europee che siano.
Un diritto conquistato con fatica e dolore. Un diritto rifiutato con convinzione, nella consapevolezza che non serve più a cambiare la propria condizione materiale e esistenziale.
A risolvere i gravi problemi collettivi e generali: cambiano gli orchestrali ma la musica è sempre la stessa.
Da anni tutti i sindaci sanniti lamentano lo spopolamento dei comuni amministrati.
Alcuni, con iniziative improvvisate, tentano invano di arrestarlo. La velocissima mobilità, di tipo statunitense, influisce sulla qualità della vita.
L'inverno demografico, vera e propria emergenza, di cui tutti si dolgono, in prima fila la Chiesa per difendere le nascite e l’unità delle famiglie, però non è una calamità localizzata solo nel Sannio.
Tutto il Paese, soprattutto nelle fasce giovanili, soffre per lo sradicamento di tante persone.
L'emigrazione è più elevata dell'inarrestabile arrivo, in vari modi, di migranti provenienti dal Sud povero del mondo.
Un fenomeno epocale mondiale senza alcuna reale soluzione.
La concentrazione delle popolazioni nelle metropoli e megalopoli è una conseguenza diretta e segue il fenomeno della concentrazione dei capitali in poche mani e della concentrazione di tutto il potere politico nelle mani di pochi leader.
Quindi, per capire concretamente il gravissimo fenomeno dello spopolamento e della desertificazione sociale si dovrebbe andare alla radice del problema.
Ciò, però, non significa che aiuterebbe alcuno a trovare la soluzione per superarlo, o alleviarlo.
Ormai il neoliberismo, che produce concentrazione in tutti i campi con i derivati e devastanti effetti collaterali, domina in ogni piega della nostra società e in tutti i paesi del mondo.
Per questo "elementare" motivo nessun cambiamento è possibile.
Alla Chiesa, ai politici e ai sindaci non resta che, impotenti, rassegnarsi e abbaiare alla luna.
Ps. Per tanti l'Argentina è molto lontana, identificata solo con il calcio e Maradona.
Invece è stata, negli anni Settanta, dopo il colpo di Stato, il più iportante laboratorio, insieme al Cile, della sperimentazione delle teorie economiche neo-liberiste.
Il primo provvedimento preso dal nuovo presidente argentino turbo-neoliberista, Javier Milei, è stato abolire il Ministero della Cultura e, coerente, intende imporre anche il superamento dell'istruzione scolastica obbligatoria.
Dopo la sua elezione, è cresciuto l'odio per gli omosessuali, lesbiche e transgender.
Lo scorso 17 maggio su RaiNews.it ho letto: "Argentina, bruciate vive perché lesbiche. Periferia di Buenos Aires, un uomo lancia una molotov nella stanza di due coppie lesbiche: tre morte.
Per la Federacion Argentina Lgbt l’odio è aumentato con l’elezione di Milei".
Viviamo in tempi tragici, disumani, bui e superficiali, intrisi d'odio e, per questo, estremamente pericolosi".

comunicato n.164113




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