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Benevento, 16-02-2017 16:08 ____
Il direttore dell'Asia Massimo Romito contesta le affermazioni fatte dalla Flaica Cub
La questione e' quella della fruizione dei permessi. Il Sindacato in pratica si scaglia contro una legge dello Stato, dice il dirigente
Redazione
  

Prosegue la polemica tra la Flaica Cub, con il segretario provinciale Marcelo Amendola, e l'Asia di Benevento sulla questione della fruizione dei permessi ex Legge 104/1992.
Ad intervenire, ora, è il direttore generale della Muncipalizzata, Massimo Romito (foto).
"Sono purtroppo costretto a ritornare sulla questione - scrive - alla luce del nuovo comunicato a firma Flaica Cub, ma solo ed esclusivamente per una forma di rispetto nei confronti dei lettori.
Nello scritto a firma dell'esimio Amendola, il nostro si scaglia contro una norma contenuta in una Legge dello Stato, ritenendola illegittima, ed accusa Asia Benevento di un condotta non corretta per aver ottemperato alla detta norma (Sic); continua a sbagliarsi quando parla di pagamento in denaro, di costo a carico dei cittadini; cita addirittura il Giudizio Universale, mi accusa di sbagli di ogni genere (abbandono di disabile, eliminazione del diritto alla salute, aggravamento di condizioni di salute); mancano sola la peste bubbonica e l'invasione di cavallette!
La verità è che tutta questa stucchevole polemica è basata sul nulla più assoluto...; ci si chiede quali siano le motivazioni di un attacco così estremo nei confronti di un accordo che instaura una mera facoltà: non sarà la voglia di acquisire visibilità mediatica a tutti i costi..., pur di ottenere un titolo sui giornali?
Nel ritenere di avere, con la precedente nota di risposta, chiarito l'assoluta liceità dell'accordo sottoscritto nel rispetto di una Legge dello Stato, spiegato le modalità di erogazione del welfare sostitutivo e fornite tutte le necessarie spiegazioni a totale confutazione di quanto asserito, una eventuale mera ripetizione di quanto già dichiarato rappresenterebbe solo una offesa all'intelligenza dei lettori.
Risulta opportuno, tuttavia, rimarcare solo tre aspetti fondamentali: 1) L'adesione al welfare sostitutivo può avvenire esclusivamente su richiesta del dipendente; restando integralmente invariati i benefici della Legge 104, con l'unica differenza che viene offerta all'avente diritto un'opzione aggiuntiva da sfruttare solo ove ve ne sia l’opportunità o la necessità.
Tant’è che ad oggi, decorsi circa due mesi dalla sottoscrizione dell’accordo, dei 17 dipendenti aventi diritto ai tre giorni di permesso retribuito, 15 hanno continuato senza alcuna variazione ad usufruire dei detti permessi e 2 hanno optato per il welfare sostitutivo, con estrema tranquillità e senza il verificarsi delle sette piaghe d'Egitto; 2) L'accordo sul welfare aziendale è posto a margine di un più articolato ad ampio accordo sottoscritto per la fruizione dell’istituto della detassazione (e ribadisco, ottimo accordo) a fronte del raggiungimento di obiettivi di miglioramento della produttività, pertanto non vi è alcun rapporto diretto tra welfare e produttività (per capirci, il bonus viene erogato senza alcun legame con la produttività); è palese che con l'adesione al welfare l'Azienda indirettamente ottiene un miglioramento della produttività del dipendente in ragione del maggior numero di giornate lavorative prestate, ma ciò sembra del tutto lecito (o la Flaica Cub ritiene di dover sottoscrivere solo accordi peggiorativi della produttività?); 3) Ribadisco per l'ennesima volta: non è previsto alcun "compenso" in denaro, né cash né in busta paga; al dipendente che aderisce al welfare vengono corrisposti esclusivamente buoni (così non usiamo neanche la parola "voucher" tanto odiata) personalizzati non cedibili a terzi e spendibili preso strutture convenzionate per ottenere, guarda caso, proprio servizi a favore del soggetto disabile.
Risulta, ancora, opportuno rimarcare che l'accordo è stato sottoscritto volontariamente e con piena soddisfazione da tutte le altre sigle sindacali presenti in Azienda (Cgil, Cisl, Uil, Fiadel), firmatarie e no del contratto nazionale, rappresentate nella Rsu aziendale (la Flaica CUb non è firmataria di contratto nazionale, non è rappresentata nella Rsu e conta in Azienda numero 3, dicasi tre, iscritti).
Con questo ritengo di aver chiarito quanto necessario e chiuso definitivamente la questione; pertanto non risponderò ad eventuali altri attacchi della Flaica Cub: non intendo in alcun modo contribuire a dare visibilità mediatica all'esimio Amendola nella sua battaglia".

comunicato n.99596



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