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Benevento, 06-06-2015 22:26 ____
Il Corteo per i diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali passa, "orgoglioso", tra sguardi benevoli e non, per le vie di una citta' stranita
Una comunita' in parte contraria, di certo sopresa dalla numerosa partecipazione cittadina e regionale, dalla travolgente allegria e dai colori di una parata unica nella storia beneventana
di Eugenio Russo
  

Il Corteo per i diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (e non solo) è passato, "orgoglioso", tra sguardi benevoli e non, per le strade di una città stranita, solo in parte contraria, di certo sorpresa.
Sorpresa dalla numerosa partecipazione cittadina e regionale, dalla travolgente allegria e dai colori di una parata unica nella storia beneventana.
Di certo una sfilata non risolve i problemi di tolleranza, civiltà ed educazione sessuale, ma quantomeno li evidenzia e li pone al centro, su carri volutamente pittoreschi, tra drag queen, transessuali, omosessuali, eterosessuali, bambini.
Si, erano presenti anche diversi bambini, raggianti, contenti, consapevoli.
Beati loro che (si spera) cresceranno senza pregiudizi.
Intorno alle 16.30 una pioggia inattesa ha bagnato la partenza del corteo, da piazza IV Novembre, accompagnando i manifestanti per la prima parte del percorso, lungo viale degli Atlantici.
In testa la madrina dell'evento, Giulia Innocenzi, giornalista e conduttrice del programma tv "AnnoUno", insieme agli ideatori ed organizzatori del Collettivo beneventano Wand e l'ospite d’onore Carlo Gabardini, attore e comico, noto per avere interpretato il ruolo di Olmo Ghesizzi nella sitcom "Camera Café" e per aver pubblicamente espresso la propria omosessualità dopo il suicidio di un ventunenne discriminato a causa del proprio orientamento sessuale; da allora Gabardini è impegnato nella lotta all'omofobia.
Da rilevare anche la presenza della pornostar Valentina Nappi.
Così come l'assenza delle istituzioni beneventane.
Gli striscioni delle varie Associazioni aderenti all'iniziativa si sono susseguiti uno dopo l’altro: le Famiglie Arcobaleno, Associazione di genitori omosessuali; Arcigay Napoli; Arcilesbiche Napoli; Associazione Transessuale Napoli; Arcigay Salerno; Firework Lgbt Salerno; Associazione Lgbt Rain Caserta; Gruppo Psicologi Sanniti; Greenpeace; Amnesty International.
Ancora rappresentanze di Cgil e Uil insieme a quelle del Centro Sociale Depistaggio, del Lap Asilo 31 e del gruppo anarchico "Senza Patria".
Non sono potuti mancare all'appello gli Antichi Femminielli Napoletani e i devoti della Chiesta Pastafariana.
Di sicuro dimentichiamo qualcuno, altrettanto sicuramente non di proposito.
Canti e balli dei manifestanti hanno allontanato le nuvole nere, mentre il corteo ha proseguito in via Meomartini, salutando le persone ai balconi, i quali hanno ricambiato con sorriso il saluto, a parte qualche occhiataccia e qualche smorfia di disapprovazione. 
Scendendo, poi, lungo il viale Mellusi, verso piazza Risorgimento, unico breve momento di apprensione: bandiere nere all'arrivo.
Neanche il tempo di bisbigliare: "Non è che c'è Forza Nuova?" che l’atmosfera è subito tornata serena e gioiosa.
Le bandiere erano bianconere e venivano vendute da ambulanti in occasione della finale di Coppa dei Campioni.
Una volta giunti in piazza, tutti intorno al palco, è stato forte il colpo d'occhio e la girandola d'interventi non è potuta che iniziare con: "Siamo tantissimi!", "Ma quanti siamo?!?".
Andrea Maio del Circolo Virtuoso Bukò ha accolto i manifestanti e coinvolto uno ad uno i rappresentanti delle diverse associazioni, dando loro la possibilità di salutare il pubblico, coadiuvati da una interprete della Lis, la lingua italiana dei segni.
Tutti interventi passionali e sinceri, come quello di Carlo Gabardini: "Sono orgoglioso di essere qui, non è il mio primo Pride, ma mi sono ugualmente emozionato.
La nostra battaglia sta cambiando, non vogliamo essere più semplicemente tollerati, ma inclusi.
Voglio poter limonare liberamente il mio compagno per strada o allo stadio se la mia squadra vince, ma dato che tifo Inter, anche se perde, sennò chissà quanto dovrei aspettare.
Vorrei sposarmi ed avere dei figli.
Noi ci autodeterminiamo, ogni singolo fa la sua parte, stiamo uniti e risolviamo il problema.
Se prendi 10 bambini e a 9 dai da bere mentre ad uno no, è chiaro che quello poi si lamenta perché ha sete, non è colpa sua, ma di chi non lo fa bere.
Così accade a noi per i diritti non riconosciuti.
Infine voglio ringraziare gli etero presenti qui oggi.
Quando gli negheranno dei diritti io non organizzerò contromanifestazioni, ma scenderò in piazza con loro".
Critiche alle istituzioni assenti sono arrivate invece da Giulia Innocenzi e dallo storico attivista Vanni Piccolo.
La madrina del Benevento Campania Pride ha affermato: "Ho letto che Giovanni Zarro ed il sindaco Fausto Pepe saranno presenti ad una manifestazione sulla famiglia "naturale", noi invece li salutiamo da qui e li invitiamo a raggiungerci.
La civiltà di un popolo, diceva Voltaire, si misura da come tratta i propri carcerati.
Oggi bisogna aggiungere che si misura anche in base ai diritti che una nazione riconosce ai propri cittadini, per questo mi vergogno di essere italiana.
Non è accettabile che ci siano cittadini di serie A e di serie B".
Ha preso quindi la parola Giuseppina La Delfa, presidente delle Famiglie Arcobaleno: "Noi non facciamo tutti i giorni festa e baldoria, ma abbiamo vite normali, come tutti.
Quando chiediamo dei diritti, in realtà chiediamo dei doveri.
Fate le vostre scelte di vita, anche se sono difficili.
Ringrazio soprattutto i giovani, abbiamo bisogno di loro".
Infine, vogliamo riportare le parole di Porpora Marcasciano, per il Movimento transessuale italiano: "Sono originaria di Benevento, quaranta anni fa mi diplomai al Liceo Scientifico "Gaetano Rummo".
Poi partì, perché da queste terre si parte, per miseria, disperazione, solitudine.
Si parte soprattutto per il pregiudizio.
Ho attraversato i movimenti lgbt e i Pride di tutta Italia, li ho visti nascere, ma questo per me ha un significato molto diverso.
Me ne andai convinta che qui non sarebbe mai stato possibile organizzare qualcosa del genere, in una città papalina e democristiana, dove la gente si gira da un'altra parte e magari si chiede cosa c’entri Benevento con le persone trans".
E invece…
Altri interventi hanno rivendicato diritti e ipotizzato domani migliori prima del saluto finale del collettivo promotore, il Wand di Benevento, che con le parole di Giulia Tesauro e Luca Pedicini ha ringraziato tutti per la partecipazione e rinnovato l'invito per la serata, in piazza Arechi II, con concerto e dj-set.

Le foto sono di Debora Maiale per "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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