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Benevento, 20-05-2023 20:28 ____
Il Movimento Cinque Stelle torna sul proscenio e lo fa con un tema importante l'Autonomia Differenziata e tanti ex di rilievo politico
Il gia' presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico parla di un provvedimento antistorico proposto da una persona, Calderoli, che prendeva l'acqua del Po contenendola in una ampolla e che defini' una porcata la sua stessa legge elettorale. Non sprechiamo il tempo a parlare di questo personaggio...
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Il tema dell'Autonomia Differenziata, una normativa voluta dalla maggioranza parlamentare che non modifica la Costituzione ma che ad essa già si ispira e per questo non abbisognevole di particolari procedimenti parlamentari ma quelli previsti per l'adozione di un normale disegno di legge, se di iniziativa del Governo o proposta di legge se di iniziativa del parlamentare, agita ed agiterà i prossimi mesi della vita politica, questo tema, dicevamo, è stata l'occasione per un ritorno sul proscenio del Movimento Cinque Stelle che lo ha fatto alla grande, anche se con tanti ex: Roberto Fico, già presidente della Camera dei Deputati e le ex senatrici Danila De Lucia e Sabrina Ricciardi che ha curato, quest'ultima, gran parte dell'organizzazione.
Sala piena alla Rocca dei Rettori nonostante si trattasse di un sabato pomeriggio caratterizzato ancora da un tempo piovoso anche se, fortunatamente, senza importanti rovesci o temporali. Almeno sin qui.
Il convegno è stato condotto da Cristiano Vella, giornalista.
Ad aprire i lavori è stato l'intervento di Nino Lombardi, presidente della Provincia, il quale si è detto compiaciuto del fatto che venga animato un argomento che è poco percepibile nella pubblica opinione.
Il Consiglio provinciale si è parimenti occupato dell'Autonomia Differenziata e l'ha respinta con atto deliberativo dello scorso ottobre.
Parimenti attenzione poniamo al ridimensionamento scolastico che cammina di pari passo.
Se la legge passasse si andrebbe ad aumentare la sperequazione, ha concluso Lombardi.
La presenza del presidente Fico ci dà la possibilità di esprimere anche le nostre idee e di proporle a personaggi politici di rilievo nazionale.
Sabrina Ricciardi, animatrice del convegno, ha sottolineato come il tema trattato sia importante anche perché coinvolge ed investe tutta l'Italia, un'Autonomia Differenziata che in pratica è stata già introdotta con la modifica del Titolo V della Costituzine nel 2001.
In quella fessura si sono insinuate ora altre aspettative e richieste, ha proseguito Ricciardi, che provengono essenzialmente da tre regioni d'Italia.
Nel tempo il tema è cresciuto nonostante il disinteresse da parte dei cittadini nel corso di tutti questi anni.
Ed allora ben venga oggi questa attenzione nei confronti della Autonomia Differenziata.
Più persone ne sono consapevoli, ha concluso Ricciardi, tanto più c'è la possibilità che facciano capire gli atti di cui si parla anche ad altri.
Danila De Lucia, che è stata componente della Commissione per le Questioni regionali, ha sottolineato, con rammarico, che di questo tema se ne parla sempre poco.
Abbiamo ascoltato in Commissione l'intervento del ministro dell'epoca che era Gelmini portatrice, già all'epoca, della proposta di legge sull'Autonomia Differenziata: Che brutta parola, ha proseguito De Lucia, in un Paese in cui dovremmo avere tutti gli stessi diritti.
Con Gelimni, ha ripreso l'ex senatore, fu un incontro intenso e battagliato in quanto non teneva in conto i Livelli Essenziali delle Prestazini (Lep) con i quali questa Autonomia potrebbe avere invece una moderata serenità.
Gelmini insisteva ponendo come esempio di buon gioverno il Veneto e la Lombardia soprattutto nella gestione della pandemia.
Ora la proposta di Calderoli, senatore leghista, non tiene conto del diritto di uguaglianza che non deve essere riferito al Nord o al Sud ma tra me ed il mio vicino:
Mi auguro che anche i parlamentari della maggioranza, ha proseguito De Lucia, abbiano un sussulto e riscoprano il senso della politica. Vadano a Roma e difendano il territorio.
Così come stanno combinate le regioni, e si noti cosa sta succedendo in Emilia e Romagna, ha concluso De Lucia, pensate siano veramente in grado di gestire nuove competenze che dovessero loro provenire dallo Stato?
Vito Fusco, sindaco di Castelpoto, ha parlato dell'Autonomia Differenziata come di un tema fondamentale che bisogna sensibilizzare nella gente esponendo le sue potenzialità.
In pratica si va a mettere una ipoteca su almeno 20milioni di abitanti.
Ma l'Italia, si è chiesto Fusco, ha veramente bisogno di questa Autonomia?
Sarà una cosa enorme ma per onestà intellettuale si deve partire da quella che fecero i progressisti (il centrosinistra ndr) nel 2001. E fu uno scempio.
Ora ci dobbiamo organizzare per procedere alla lotta alle disuguaglianze.
La Riforma del Titolo V della Costituzione fu un frutto avvelenato, ha concluso Fusco ed ora Calderoli vuole insistere e spaccare il Paese e cristallizzare le differenze.
Giovanni Tommaso Manganiello, sindaco di San Nazzaro ha esordito dicendo, con una battuta, che i componenti dei 5 Stelle, di differenziata conoscono solo la raccolta, ma qui evidentemente si parla d'altro.
Con l'Autonomia Differenziata si tratta del trasferimento in via esclusiva alle regioni di talune materie dello Stato ma ci sono i Livelli Essenziali di Prestazioni (Lep) che aiuteranno il territorio.
Poi ci sono anche i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) in ambito sanitario che maggiormente farà emergere cosa sia l'Autonomia Differenziata.
I Lep ci dovrebbero tutelare nel garantire l'unità del Paese che è però obiettivo difficile da perseguire in quanto l'Italia non è un paese uniforme.
Tutto sta avvenendo, infine, nelle stanze del potere senza interessare le parti sociali, magari non finanche le mamme di WhatsApp...
Gabriele Iarusso, vice sindaco di Circello, ha voluto offrire il suo contributo partendo dallo stato dei fatti e quindi ha affrontato i temi caldi del dimensionamento scolastico e la demedicalizzazione delle ambulanze (due temi che attengono però già alla responsabilità della Regione Campania ndr), un processo avviato dall'Asl che rappresenta un dramma soprattutto per i paesi sanniti lontani dal capoluogo.
Riguardo il dimensionamento scolastico, in Campania è prevista la chiusura di 150 scuole ed in tutto ciò sarà proprio il Sannio ad essere il più penalizzato.
E meno male che esistono a livello nazionale ancora le perequazioni.
Mobilitiamoci, ha concluso Iarusso, per sostenere gli sforzi di chi si ostina a rimanere in queste zione.
Fuori programma l'intervento di Gino Abbate, consigliere regionale, che ha parlato di cinismo delle competenze di cui si ha la presunzione di conoscerle.
Rosy Bindi nel 2001 fece marchette politiche consentendo che la salute della gente fosse passata alle competenze del privato.
Ed ancora, quante persone hanno diritto allo studio?
Questa che ci apprestiamo a vivere è una grande rivoluzione che ci deve trovare pronti a lottare. Lamentarci solamente, non basta, ha concluso Abbate.
Roberto Fico ha chiuso i lavori sottolineando il fatto che non si convince del fatto che le regioni possano legiferare in competenze che sono dello Stato.
E' tutto antistorico.
E poi siamo proprio convinti che l'Autonomia Differenziata possa giovare all'imprenditore del Nord?
Egli oggi è abituato ad un mercato globale mentre domani si troverebbe ad agire in regime di caos avendo una normativa in Lombardia ed un'altra in Calabria.
Fico ha anche espresso un giudizio sul personaggio Calderoli.
Non dovremmo neanche sprecare il tempo a parlarne di lui, di una persona che prendeva l'acqua del Po contenendola in una ampolla e che ha definito una porcata la sua stessa legge elettorale.
I tanti soldi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), 209 miliardi, sono stati assegnati all'Italia proprio con la prospettiva e la consegna di ridurre i divari territoriali.
Con questa Autonomia Differenziata noi ragioniamo proprio all'opposto.
Comunque bisogna parlarne, ha concluso Fico, e fare in modo che la gente sappia perché essa spaccherà il Paese e svuoterà la Repubblica delle sue competenze.

 

 

 

 

 

 

 

comunicato n.157071



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