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Benevento, 14-05-2023 08:40 ____
Luigi Campese, a tutti noto quale Gigino, e' da ritenersi un'altra bella figura di educatore che la nostra citta' abbia avuto
Peppino De Lorenzo ricorda anche altri due presidi, Gabriele Collarile che dopo essere stato consigliere comunale ed assessore venne eletto anche sindaco del capoluogo e Mario Ianaro originario di Cividale del Friuli che sposo' una rappresentante della famiglia Delcogliano
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Peppino De Lorenzo, questa settimana, ricorda altri presidi della nostra città, Luigi Campese, Gabriele Collarile e Mario Ianaro.
"Luigi Campese (nella foto di apertura nel 1962 è con il figlio Antonio), a tutti noto quale Gigino, è da ritenersi un'altra bella figura di educatore che la nostra città abbia avuto.
La presidenza dell'Istituto "Alberti", nel periodo che a lui fu affidata, si distinse per sobrietà di gestione, stimolo allo studio per i giovani allievi e rispetto dei valori della vita.
Campese sposò la figlia del senatore della Repubblica Antonio Lepore e, da quella unione, vennero alla luce figli che, oggi, seguendo gli ammaestramenti dei genitori, si distinguono, per preparazione ed integrità morale, nei rispettivi campi professionali (nella prima foto in basso è ancora con il figlio Antonio).
Di Gigino Campese serbo un piacevole ricordo.
Molto legato a mio padre, negli anni del dopoguerra, non furono poche le possibilità di incontro con lui.
Lo rivedo basso di statura, con occhiali inconfondibili, dal portamento serio, ma sempre aperto verso qualsiasi interlocutore.
Conservo, ancora oggi, a distanza di sessant'anni, una lettera affettuosissima (ultima foto in basso) che lui scrisse a mio padre quando morì mia nonna.
In essa si legge: "Carissimo Giovanni, trattenuto a casa da una improvvisa malattia, apprendo solo ora la dolorosa notizia. So quanto dolorose sono queste prove e ti sono vicino con tutto il cuore.
Ti prego di far giungere le mie condoglianze a Salvatore e di gradire il mio fraterno abbraccio. Tuo Gigino Campese".
Un altro preside che non può essere dimenticato è Gabriele Collarile (seconda foto in basso) che fu al vertice dell'Istituto Magistrale "Guacci" dal 1943 al 1951.
In seguito, il suo incarico lo proseguì la figlia Paola che già è stata ricordata tempo fa.
Gabriele Collarile, nato nel 1880, conseguì la laurea in Medicina e Chirurgia e, poi, quella in Scienze Agrarie. Preferì, però, dedicarsi all'insegnamento.
Degna di rilievo fu la sua partecipazione al primo conflitto mondiale quale capitano medico.
Non secondaria fu, inoltre, l'attività politica che, dopo essere stato consigliere comunale ed assessore, il 18 ottobre 1920 lo portò a diventare sindaco.
Il suo mandato, se in sostanza fu breve, solo due anni, si rivelò, tuttavia, ricco di iniziative.
Tra le tante, degna di ricordo fu la realizzazione dell'ossario dei Caduti per la Patria nel corso della prima guerra mondiale.
E' posizionato al centro del Cimitero cittadino e, come a molti è noto, sulla parte alta, si legge: "La vostra tomba è un'ara" (nella terza foto in basso).
L'inaugurazione avvenne alla presenza di Umberto di Savoia, principe di Piemonte.
Tutta la vita di Gabriele Collarile fu ricca di interventi anche quando lasciò l'incarico di preside e la vita politica, fino alla morte avvenuta il 15 dicembre 1957.
Con Mario Ianaro (nella quarta foto in basso), siamo ai giorni nostri.
Prima insegnante di matematica e, poi, preside a Buonalbergo, si è spento di recente, il 24 febbraio scorso.
Ianaro è stato sannita di adozione, essendo nato a Cividale del Friuli il 16 giugno 1934.
Avendo conosciuto, Ersilia Ambrosone, ai tempi dell'università, si trasferì qui da noi ove ha, in seguito, trascorso la vita intera.
Di lui serbo un ricordo molto bello ed indimenticabile.
La moglie, insegnante di matematica anche lei, Lia per tutti noi, era figlia, da parte materna, di una rappresentante della famiglia Delcogliano.
Quando mi laureai, non lo dimenticherò mai, come da consuetudine in quell'epoca, per avviarmi nella professione, mio padre era morto, anche per me iniziò la "caccia", definiamola così, al libretto della mutua.
Di tutti i componenti il parentado, malgrado mi avessero visto crescere, Mario Ianaro, da subito e spontaneamente, con i suoi familiari, fu il solo a scegliere me quale medico di famiglia.
Rapporto continuato con mia moglie che è proseguito sino alla morte, qualche mese fa. Tra loro c'è stato un rapporto veramente bello.
Del gesto di Mario Ianaro di tanti anni fa, ripeto, spontaneo e disinteressato, gli sarò sempre grato finchè la mia vita duri.
Anche a lui non sono mancati, come per tanti, dolori. Uno in particolare che, d'improvviso, gli spense per sempre il sorriso sulle labbra".

 

 

                                                                       

comunicato n.156908



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