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Benevento, 22-09-2022 19:25 ____
Calcio, Serie B: Il volto sorridente di una persona felice che torna a svolgere il proprio lavoro nella sua terra, in Campania
Cosi' si e' presentato il nuovo allenatore del Benevento, Fabio Cannavaro. A venire nel Sannio mi sono convinto subito ed e' stata una scelta mia. Gli obiettivi ce li teniamo per noi. Oreste Vigorito: Ho subito capito che saremmo andati d'accordo
di Luca Pietronigro
  

Un volto sorridente, di una persona felice che torna a fare il proprio lavoro, nella sua terra, in Campania dove, nel Napoli, ha mosso i primi passi della sua carriera calcistica che lo hanno portato a vincere la Coppa del Mondo nel 2006 e il Pallone d'Oro.
Così Fabio Cannavaro, nuovo tecnico del Benevento Calcio, si è presentato alla Stampa nel vernissage che si è tenuto a Palazzo Paolo V.
Giunto a bordo di un furgone scuro della società, il neo tecnico sannita ha subito assaporato il calore del popolo sannita (nelle ultime due foto in basso) che lo ha accolto a braccia aperte come nuovo condottiero della squadra giallorossa.
Con Cannavaro è stato composto anche lo staff che sarà formato da suo fratello Paolo (è a destra nella sesta foto in basso) nella qualità di vice, dal collaboratore tecnico Francesco (Ciccio) Troise, dal preparatore dei portieri Franco Cotugno e dal preparatore atletico, lo spagnolo Jordi Garcia.
Sul palco oltre al neo allenatore, il presidente Oreste Vigorito, il direttore sportivo, Pasquale Foggia, e il sindaco della città con tanto di fascia tricolore, Clemente Mastella.
Proprio il sindaco, nel suo breve saluto, ha sottolineato come l'utilizzo della fascia fosse d'obbligo davanti ad un uomo di sport così importante che ha portato il calcio nazionali ai vertici mondiali.
"Il presidente Vigorito - ha aggiunto - ha fatto molto bene a chiamarlo, non posso che essere felice della scelta effettuata.
Sono consapevole del fatto che Cannavaro, nel momento in cui ha fatto la sua scelta, ha rinunciato a qualche altra opportunità anche più importante di Benevento.
Voglio solo dire, che non so quale possa essere il compenso che è stato pattuito con Vigorito, ma da noi ricevera tanto affetto, tanta vicinanza, tanta solidarietà".
La parola, quindi, è passata al patron Oreste Vigorito che ha voluto anche lui ringraziare il tecnico: "Dico grazie ad uno scugnizzo napoletano che, in quanto a questo, ha solo la nascita.
Lui vale il riscatto di una città e di una intera nazione. Non perchè abbia vinto il Pallone d'Oro ma perchè si arriva a questi traguadi solo quando si hanno grandi doti morali e umane.
Avrebbe potuto fare la Champions, il Mondiale, eppure ha accettato la "Coppa dei sanniti" e lo ringrazio per questo".
Quindi, il presidente ha voluto presentare al neo tecnico il popolo sannita con queste parole: "Normalmente sono un po' chiusi ma quando abbattono questa barriera la loro sincerità è pari alla tua gioia di quando hai alzato la Coppa del Mondo".
Vigorito ha aggiunto: "Alla mia età non posso fare più l'allenatore: non l'ho mai fatto nel calcio ma ho ottimi dirigenti che guidano questa squadra.
Il mio desiderio è che torniamo ad essere una famiglia e che possiamo tornare ad utlizzare la parola "Insieme" sia quando vinciamo che quando perdiamo.
A vincere così come a perdere lo si fa sempre tutti insieme e mai da soli.
Quando perdo da solo mi rialzo e vorrei che lo facessero anche gli altri.
E' inutile parlare di quello che è accaduto in passato, abbiamo perso delle partite, forse un campionato.
Il calcio non dà mai colpe né ragioni a nessuno: il senno del poi non mi appartiene. In un anno ci sono due giorni in cui non si può fare niente e sono "ieri" e "domani". Io lavoro per l'oggi".
Vigorito, poi, ha risposto alla domanda su cosa Cannavaro avesse chiesto per questa sua nuova avventura: "Per la verità sono stato io a chiedere a lui cosa volesse, sono rimasto sorpreso nel trovarmi di fronte una persona così serena, un giovane vecchio.
Le analisi che faccio sulle persone non sono di tipo tecnico ma sulla persona e della risposta che mi ha fornito ho capito che saremmo andati d'accordo.
Mi ha risposto, infatti, di aver bisogno di un mezzo adatto per giocare, ovvero un campo in ottime condizioni.
Per la verità, si tratta di un qualcosa non semplice poiché non è facile curarlo, soprattutto in inverno, con il clima che c'è qui.
Quello che, però, ho avuto modo di notare è stato che se un allenatore ti chiede il campo e non la macchina, oppure l'alloggio o altro vuol dire che vuole fare calcio e per me è quello che conta.
Ad intervenire, quindi, il direttore sportivo Pasquale Foggia il quale ha subito sottolineato di essere orgoglioso e felice di aver contribuito al suo arrivo nel Sannio.
Ha evidenziato come il neo allenatore abbia sottoscritto un accordo biennale con la società di via Santa Colomba e che non sono previste clausole particolari per la prossima stagione.
"Cannavaro - ha aggiunto - ha scelto Benevento perché straconvinto della sua decisione.
Con lui abbiamo solo e sempre parlato di calcio, di un'idea di gioco e di come amare questo sport.
Sarà un valore aggiunto per tutti noi, in campo e fuori.
Un grazie va al presidente per aver reso possibile questo arrivo e allo staff di averci scelto".
Infine, l'intervento più atteso, quello di Fabio Cannavaro: "Dopo l'accoglienza che ho ricevuto, posso solo dire che esse aumentano le mie responsabilità.
Dopo essere stato tanto tempo all'estero sia da calciatore che da allenatore, sentivo che era giunto il momento di ritornare a casa.
Dal primo momento in cui ho parlato con il direttore Pasquale Foggia ho capito di avere di fronte una persona professionale, sincera e competente, tutte qualità per me molto importanti.
Credo che la tranquillità che ha Pasquale Foggia venga da un presidente che gli trasmette questo.
Si tratta di una sfida che ho deciso di accettare in un campionato, quello di Serie B, importante e difficile in cui noi possiamo crescere e migliorare. I nostri obiettivi, comunque, ce li teniamo per noi.
Una parola, però, vorrei spenderla anche per chi mi ha preceduto, Fabio Caserta, con cui mi sono sentito in queste ore ed a cui voglio dedicare un pensiero.
Gli auguro di trovare presto un'altra squadra.
Quello che posso dire ora è che bisogna lavorare, spero che un giorno sappia farmi apprezzare più da allenatore che da ex giocatore.
Aspettare una panchina a campionato iniziato non è un qualcosa che mi piace e non mi era mai capitato in precedenza, quindi è una situazione nuova.
Foggia ha utilizzato come tramite per giungere a me, mio fratello Paolo e quando lui me lo ha chiesto ho detto di sì, mi sono convinto subito ed è stata una scelta mia venire qui.
Dopo l'annuncio ho parlato con Pippo Inzaghi che voi ben conoscete ma non solo con lui.
Inzaghi mi ha parlato benissimo della città e della società, la sua esperienza qui è stata fantastica ed eguagliarlo non sarà facile.
Sulla condizione in cui ho trovato la squadra e sulla questione legata ad una attacco che fa un po' di fatica posso dire che alcuni calciatori sono in ritardo e che uno degli obiettivo che mi sono posto a breve è quello di recuperarli tutti fisicamente.
In un secondo momento inzieremo a lavorare sul gioco ma di sicuro non possiamo arrivare in area con soli due giocatori.
Bisogna essere positivi. Il morale è un po' basso e dobbiamo lavorare anche su quello.
L'idea sul campionato me la sono fatta, sono tutte "rose" importanti con squadre che sono partite forti ma anche la nostra ha delle qualità.
Bisogna ritrovare la giusta forma e, come una volta diceva un mio vecchio allenatore Fabio Capello, c'è bisogno di dieci partite".
Su quello che sarà il suo credo calcistico ha spiegato: "Nel corso della mia carriera, spesso mi capitava di annotare delle cose su di un quaderno, cercando di apprendere quanto più possibile dai miei allenatori.
L'esperienza in Asia mi ha permesso di rimettere in ordine tutto ciò che ho raccolto.
Ho una mia filosofia e spero di trasmetterla ai miei giocatori.
Sono un allenatore che vuole vincere, giocando bene.
In Asia e in Spagna ho acquisito questa mentalità. Non mi piace aspettare, meglio un passo avanti che un passo indietro.
Il mio è un calcio propositivo.
Il lavoro che ho davanti non mi spaventa ma credo di avere una buona squadra a mia disposizione".

 

 

 

 

   

 

 

comunicato n.152364



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