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Benevento, 19-09-2022 21:21 ____
Monsignor Pasquale Maria Mainolfi riprende la tradizione della celebrazione della giornata dedicata a San Gennaro
Dalla casa del vescovo di Benevento alla processione per le vie del territorio parrocchiale. Poi la Messa dell'arcivescovo monsignor Felice Accrocca che ha rimarcato: Il sangue dei martiri e' il seme dei nuovi cristiani e la loro morte ha prodotto tante conversioni
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Monsignor Pasquale Maria Mainolfi ha ripreso, dopo la pausa di due anni dovuta alla pandemia, la tradizione della celebrazione della giornata dedicata a San Gennaro, vescovo di Benevento e forse, anzi quasi certamente, nato anche nella nostra città visto che per diventare vescovi, all'epoca, occorreva il voto per acclamazione dei suoi concittadini e lo ha fatto, monsignor Mainolfi, tornando in quella che è considerata essere la casa natale del Santo.
Oggi essa era chiusa, ha sottolineato monsignor Mainolfi, perché i proprietari hanno dovuto raggiungere il nord dell'Italia per assistere una propria figliola.
In verità, forse anche in ragione di quella casa il cui portone è rimasto chiuso, l'impressione è stata di non molta gente partecipante alla funzione che ha visto il parroco di San Gennaro ricordare dottamente il percorso di vita del vescovo di Benevento e poi benedire l'edicola, molto antica, forse dell'epoca orsiniana e dunque del XVII-XVIII secolo, di scuola napoletana, che raffigura il santo.
E' malandata, ha detto monsignor Mainolfi, ha bisogno di cure.
Tutti i sindaci e per ultimo Fausto Pepe e Clemente Mastella, hanno promesso che essa sarebbe stata restaurata ma nessuno ha poi mantenuto la promessa.
Monsignor Mainolfi ha quindi scherzosamente ma affettuosamente presentato anche il piccolo Raimondo, detto il bambino più bello del mondo, così si salutano al mattino il piccolo ed il parroco, che è già un frequentatore della parrocchia in quanto alunno dell'asilo che è lì.
Dopo la benedizione e la lettura della preghiera a San Gennaro composta dallo stesso monsignor Mainolfi, accompagnati dalla "Piccola Orchestra di Santa Cecilia" Città di Montesarchio, il piccolo corteo di auto con le statue di San Gennaro e di San Pio, entrambi venerati nella chiesa del parroco Mainolfi, sono giunti dinanzi al sagrato dove si è poi formata una piccola processione che ha attraversato tutto il territorio parrocchiale.
Qui è giunto anche il sindaco Clemente Mastella, proveniente da un appuntamento elettorale a Potenza, che si è alternato con il suo vice Francesco De Pierro. Presente anche l'assessore Attilio Cappa.
Al termine del corteo, ha avuto inizio la Messa celebrata da monsignor Felice Accrocca.
L'arcivescovo ha ribadito che se hanno perseguitato lui, il Signore, anche noi lo saremo perché al cristiano è concessa la sorte di Gesù.
La fedeltà a Gesù comporta anche diventare segno di contraddizione.
Guai se tutti parlano bene di voi, ha detto Gesù.
Anche al Signore è toccato essere segno di contraddizione.
La croce sta anche davanti al nostro percorso se vogliamo seguirlo il Signore.
Ci sarà la sofferenza fisica, spirituale, relazionale, della contrarietà.
Essa ha un aspetto multiforme, ha proseguito mons. Accrocca e quando si presenta ci è stato chiesto di viverla da cristiani.
La sofferenza non bisogna viverla in funzione dell'anticroce tenendola solo lontana da noi.
La sofferenza si trasforma in grazia quando l'accogliamo con amore come quando si presentò a Gennaro e Desiderio che fecero una scelta di coerenza non rinnegando il proprio Dio.
Morire significa fare un passo in avanti e dunque avere anche la forza di chiedere scusa a chi abbiamo offeso e magari di fare una telefonata a chi non sentiamo più da tanto tempo.
Il sangue dei martiri è il seme dei nuovi cristiani, ha concluso monsignor Accrocca con una citazione e la loro morte ha anche prodotto tante conversioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le foto che seguono sono di Antonio Caporaso per Gazzetta di Benevento

 

 

comunicato n.152306



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