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Benevento, 13-01-2022 20:16 ____
Una mamma partorisce tre figli, tutti positivi al Covid, lei compresa. Uno di essi e' all'Ospedale "Rummo" alla Terapia Intensiva di Neonatologia
Il direttore generale Mario Ferrante non nasconde la sua preoccupazione per il grande aumento dei positivi anche tra il personale sanitario ma la struttura regge con spostamenti del personale tra i vari reparti. Il rapporto tra i ricoverati e' sempre di un 80% composto da non vaccinati
Nostro servizio
  

La situazione è oggettivamente difficile nei reparti Covid dell'Ospedale "Rummo", una situazione che si riverbera ovviamente su tutta la struttura ospedaliera anche perché il contagio, la positività al virus, colpisce anche il personale sanitario che è vaccinato, ovviamente, e che deve essere spostato, talvolta anche con numeri importanti, da un reparto ad un altro.
Di quanto sta accadendo, ne abbiamo parlato ancora una volta con il direttore generale Mario Ferrante (foto) che, come ha sempre ha fatto, è stato franco sullo stato delle cose e sulla prospettiva, aperto per quanto lo autorizza il ruolo.
Gli abbiamo chiesto subito di questa crescita spropositata di nuovi positivi e lui con ironia ci ha risposto: Oramai è diventato difficile trovare i negativi, come a dire, ma non lo ha detto, rincorrere i positivi asintomatici non serve più.
Stiamo lavorando, ha proseguito Ferrante, con la gestione dei 103 posti che abbiamo allestito nei reparti Covid dando anche la disponibilità per due posti di Terapia Intensiva nel reparto di Neonatologia.
Proprio oggi è giunto un neonato da Salerno, mamma positiva e così anche gli altri due fratellini del parto trigemellare. Due piccoli sono andati alla "Federico II" di Napoli ed uno con la mamma è qui da noi.
La saturazione dei posti disponibili ci preopccupa perché siamo sempre intorno a 70-80 posti occupati sui 103 disponibili.
Non varia la percentuale tra i vaccinati, circa il 20% ed i non vaccinati, circa l'80%.
Ovviamente, le altre patologie già in possesso del paziente fanno la differenza.
Per coloro che si sono vaccinati c'è anche la possibilità dunque di problemi molto seri per la salute ma sono casi rari, dipende dal precedente stato di salute.
Questo vaccino è un po' particolare ma riesce a darci una certa sicurezza nell'arginare la gravità dell'evolversi della malattia.
Ovviamente essendo esponenziale il contagio, più tampioni si fanno e più scoviamo dei positivi. Senza sintomatologia si dovrebbe agire diversamente.
Oramai non mi separo mai dalla mascherina, ci ha ancora detto Ferrante, perché la positività è riscontrata nella persona che meno ti aspetti e con la quale magari sei stato a colloquio fino a qualche minuto prima senza che ne tu né l'interessato fossero messi in condizione di verificare i sintomi di una probabile positività.
Ovviamente una volta fatto il tampone ed accertata la positività anche l'asintomatico deve essere messo da parte per tutto il periodo della quarantena e questo ci sta procurando non pochi problemi nella gestione del personale.
Le emergenze, i malati oncologici ovviamente continuiamo ad assisterli, ci mancherebbe, ma c'è un freno oggettivo tirato sulle altre patologie perché abbiamo bisogno di spostare il personale, soprattutto infermieristico, lì dove occorre.
Abbiamo assunto 89 nuovi infermieri.
In totale, con questa qualifica professionale ne abbiamo, in tutta l'Azienda Ospedaliera, 760 e posso dire che non sono pochi, di cui un centinaio sono destinati all'area Covid ma coloro che si ammalano vanno rimpiazzati, fino al compimento della quarantena che dura dieci giorni e dopo la negativizzazione certificata dal tampone, attingendo sempre al personale che opera nell'Azienda.
Per i vaccinati la quarantena può essere anche più breve ma sempre dopo che si è abbandonata la positività.
Abbiamo anche chiesto al direttore Ferrante del fatto che più della metà del posti occupati nei reparti Covid sia di persone non sannite.
E' possibile avere una disponibilità piena dei nostri posti letto? Se si va alla saturazione corriamo il rischio di vedere i beneventani (intendendo con questo termine tutti i sanniti, ovviamente) dover lasciare il proprio ospedale del territorio ed essere ricoverati altrove?
Su questo non possiamo farci nulla ha detto Ferrante. Rappresentano il 60% dei posti occupati nei nostri reparti covid i non sanniti.
Il 118 regionale destina i pazienti dove c'è la disponibilità di posti. Del resto per altre patologie i nostri vanno fuori provincia e non possiamo agire solo pensando a noi stessi.

comunicato n.146531



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