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Benevento, 09-01-2022 09:34 ____
Paola Collarile fu rappresentante di un modello d'insegnamento che, con il trascorrere del tempo e le abitudini mutate, non esiste piu'
Malgrado il suo carattere forte e deciso, nei momenti di difficolta', non mancava di schierarsi a difesa dei suoi insegnanti e degli allievi. Getto' le basi per la realizzazione del nuovo Istituto. Palazzo Mosti era divenuto troppo piccolo ricorda De Lorenzo
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E' di Paola Collarile (nella foto di apertura), indimenticata preside dell'Istituto Magistrale "Giuseppina Guacci" (nella seconda foto in basso una immagine dell'anno scolastico 1928-29), che Peppino De Lorenzo parla questa settimana.
Professori di un tempo che, ancora oggi, tanti allievi ricordano con affetto.
"Tra gli insegnanti che, con il quotidiano impegno e la dedizione verso gli allievi, il nostro territorio ha avuto, un posto particolare deve essere, ed a ragione, riservato a Paola Collarile.
Per diversi anni insegnò matematica e fisica negli istituti superiori della città per, poi, approdare alla guida del "Guacci".
Con passione simile, prima di lei, la stessa scuola era stata diretta dal padre, Gabriele, figura esemplare di pubblico amministratore di alto profilo, cittadino ed educatore.
Non bisogna dimenticare che le fondamenta, a pensionamento di Paola Collarile raggiunto, portarono alla realizzazione del nuovo edificio che, in seguito, ha ospitato il "Guacci", furono gettate da lei con forza e tenacia.
Infatti, quando l'Istituto, aumentando il numero degli allievi, si ingrandì, Collarile si rese conto che palazzo Mosti fosse divenuta una sede ristretta e limitata prodigandosi onde avere, appunto, una nuova sistemazione logistica.
Anche se quelle fondamenta fossero state prodotte con tempestività, lei non vide, da preside, coronato il suo sogno.
Fu, infatti, nel gennaio 1978, che Paola Collarile varcò per l'ultima volta l'ingresso di palazzo Mosti, oggi sede del Comune, che, in quel tempo, ospitava l'Istituto Magistrale "Giuseppina Guacci" (la terza e quarta foto in basso mostrano la struttura dell'epoca).
Nell'Aula magna che, per vent'anni, la vide figura di spicco della scuola sannita, il giorno del commiato si ritrovarono amici, studenti, insegnanti che, spontaneamente, giunsero lì per festeggiarla, nel momento in cui lasciava il suo ruolo di preside d'indiscusso valore.
L'Aula magna era quella in cui oggi si riunisce il Consiglio Comunale e lo studio di Collarile la stanza destinata al segretario generale odierno.
In quella circostanza, nel corso della cerimonia, intervennero il provveditore agli studi, Leopoldo Gagliardi (nella prima foto in basso, del 1963, Gagliardi, allora funzionario del Provveditorato agli Studi di Brescia, è con Giovanni De Lorenzo, a sinistra, docente), i presidi Rocco Maria Olivieri e Raffaele Matarazzo, nonché Antonio Pietrantonio, anch'egli docente, in quel tempo non ancora sindaco della città.
Paola Collarile fu rappresentante di un modello d'insegnamento che, con il trascorrere del tempo e le abitudini mutate, non esiste più.
Malgrado il suo carattere forte e deciso, nei momenti di difficoltà, non mancava di schierarsi a difesa dei suoi insegnanti e degli allievi.
Considerando il tipo di scuola, la frequenza era maggiormente destinata alle studentesse.
A lei, oggi, a distanza di anni dalla scomparsa, rivolgiamo il nostro pensiero affettuoso."

 

 

comunicato n.146401



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