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Benevento, 28-11-2021 09:18 ____
Una quantita' enorme di camere da letto, tavoli, poltrone, sale da pranzo, cristallerie, tappeti, materassi, salotti distrutti dalla furia dell'acqua
Fu la ditta Pescatore di piazza Bissolati a subire i maggiori danni dell'alluvione del 1949. I miei genitori, persa l'occasione di affittare un appartamento al viale degli Atlantici, depositarono il mobilio a via Vittorio Veneto. Tutto distrutto, ricorda De Lorenzo
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Peppino De Lorenzo, questa settimana, prosegue, con un terzo ed ultimo intervento, nel ricordo dei danni provocati dall'alluvione del 1949.
"Oltre all'impresa costruzioni Delli Carri, che è stata ricordata domenica scorsa, un esercizio commerciale che subì danni notevoli a seguito dell'alluvione del 2 ottobre 1949 fu quello della ditta Pescatore mobili, con sede nei locali ubicati al piano terraneo di piazza Bissolati.
Forse, senza tema di smentite, da quanto si evince dagli atti visionati, fu proprio la ditta Pescatore ad essere maggiormente colpita dalla furia dell'acqua (nella prima foto in basso un operaio comincia i lavori di ripulitura del fango.
A sinistra su un ramo dell'albero un ragazzo osserva curioso mentre un uomo guarda disperato).
E' un elenco dettagliato che comprende una quantità enorme di camere da letto, tavoli, poltrone, sale da pranzo, cristallerie, tappeti, materassi, sedie, salotti e tanto altro materiale di arredamento.
Nel caso specifico della ditta Pescatore, considerando l'entità dei danni, che condusse ad una controversia con la Prefettura, la stessa, in data 20 maggio 1952, esibì una dettagliata relazione, un certificato delle Imposte Dirette, copia delle note di spedizioni avvenute, nonchè una perizia tecnica con fotografie dei locali devastati (foto che in parte pubblichiamo), a conferma di quanto dichiarato.
Inoltre, furono citati quali testi note personalità dell'epoca tra cui l'onorevole Mario Vetrone, l'avvocato Antonio Basile, il ragioniere Alfonso Cardone, direttore della Banca di Benevento, il ragioniere Vitale, funzionario della ditta Alberti, il dottore Liguori, funzionario della Prefettura, l'avvocato Antonio Tibaldi, il dottore Rispoli, per conto della Società Elettrica, il ragioniere Mazza, funzionario dell'Intendenza di Finanza, il maresciallo della Tributaria, Cecere, il dottore Pasquale Saponaro, funzionario della Cassa Mutua ed il signor Giovanni Mucci.
Molto eloquente, inoltre, è l'elenco della merce in transito e destinata in diverse località che, al momento, era sui treni presso la nostra stazione ferroviaria.
Né bisogna, è ovvio, dimenticare le singole famiglie, come quella dei miei genitori.
Mio padre, infatti, ritornato a casa dopo la guerra ed i diversi anni di prigionia, due anni prima dell'alluvione sposò mia madre.
Concluso il viaggio di nozze, non trovarono più disponibile, malgrado l'impegno in precedenza assunto dal proprietario, un appartamento preso in locazione in uno stabile al viale degli Atlantici.
Fu così che mio nonno materno, Nicola Babuscio, accolse in casa i novelli sposi che, in attesa di una definitiva sistemazione, depositarono tutto il mobilio, acquistato con sacrifici, in un vano cantinato dell'edificio in via Vittorio Veneto.
La furia delle acque portò via tutto.
Mio padre, ai danni della guerra aggiunse quelli dell'alluvione.
Riprese, ancora una volta, il cammino con sacrifici indescrivibili".

 

comunicato n.145458



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