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Benevento, 07-04-2021 15:50 ____
Giuseppe Sauchella risponde alle affermazioni fatte da Giovanni Picone ritenendole solo falsita'
L'amministratore unico di "Sannio Europa" sostiene che nessun dubbio puo' sorgere sulla legittimita' della remunerazione dell'incarico
Redazione
  

Giuseppe Sauchella (foto), avvocato e amministratore unico di "Sannio Europa", risponde alle affermazioni fatte da Giovanni Picone, sostenendo che nessun dubbio può sorgere sulla legittimità della remunerazione dell'incarico.
"Egregio direttore - scrive - non conosco Giovanni Picone, autore di un infamante scritto pubblicato venerdì 2 aprile scorso sulla "GazzettaBenevento.it", devo supporre, contrariamente al noto film del 1983 diretto da Nanni Loy "Mi manda Picone", che nella specie il Picone (Giovanni) non rivesta il ruolo di mandante, come nel citato film, ma semplicemente quello di mandatario.
Non mi risulta, infatti, che Picone abbia fatto richiesta di accesso agli atti in Provincia oppure a Sannio Europa, eppure tratta dell'argomento come se avesse cognizione di documenti giammai pubblicati, come le missive tra l'amministratore e l'Ufficio Partecipate (nulla c'entra l’Organismo Indipendente di Valutazione dell'Ente), con un tempismo senza equali proprio nel momento in cui si sta discutendo con l'Ente Provincia del budget anno 2021 e del contratto di servizi con Sannio Europa.
Devo quindi ritenere che Picone avrà qualche canale non ufficiale di accesso!
Ma andiamo con ordine.
Prima falsità: Non percepisco, né ho mai percepito emolumenti per la carica di consigliere comunale di opposizione di Torrecuso, ergo non esistono "ulteriori emolumenti percepiti".
Sul punto, la Corte Costituzionale (sentenza numero 151/2012 e 99/2014 del 10 giugno 2015) con riferimento all'originario dettato legislativo in materia (molto più restrittivo), ha più volte precisato che il principio di gratuità risponde proprio alla ratio di evitare il cumulo di incarichi retribuiti, nella specie inesistente!
Seconda falsità: L'incarico di amministratore di Sannio Europa, contrariamente a quanto sostenuto, senza cognizione di causa, da Picone, è di natura professionale, tant'è che la nomina presidenziale è avvenuta sulla base di un avviso pubblico che espressamente prevedeva la scelta "secondo criteri di competenza, professionalità e idoneità" con obbligo "di presentazione di un dettagliato curriculum vitae, dal quale emergano elementi quali titoli di studio, esperienze professionali svolte".
Peraltro la legge professionale consente agli avvocati di essere nominati amministratori solo di società ad intera partecipazione pubblica, come Sannio Europa, proprio per la natura professionale dell’incarico, quali esperti di diritto societario.
Terza falsità: Da circa un anno, fermo il diritto al compenso, non percepisco alcun emolumento per rispetto dei dipendenti di Sannio Europa che sono attualmente in FIis (integrazione salariale) per la nota chiusura dei siti museali disposta dai decreti Covid.
Un'ultima puntualizzazione. Il decreto legge 50/2017, convertito con modifiche dalla legge 96/2017, all'articolo 22 comma 4, ha sancito una incompatibilità per quegli incarichi conferiti dal comune (o Provincia) presso il quale il professionista è titolare di carica elettiva o da enti pubblici a carattere associativo, consortile o convenzionale, volontario o obbligatorio, di cui faccia parte il comune (o Provincia) stesso.
Di fatto, quindi, l'articolo 22 comma 4, ha modificato la versione "iniziale" della norma stabilendo che gli incarichi conferiti da una pubblica amministrazione che opera in un ambito territoriale diverso dall'ente presso il quale l'interessato svolge la carica elettiva restano remunerabili e viene eliminata la previsione secondo cui, in caso di carica elettiva comunale, la pubblica amministrazione conferente deve operare in una provincia o in un'area metropolitana diversa.
Alla luce di tale dettato legislativo, è chiaro che la questione della remunerabilità degli incarichi ad un professionista, consigliere comunale (in un comune inferiore a 5.000 abitanti) eletto nel giugno 2019, senza la percezione di alcuna remunerazione e/o indennità, non si pone in quanto il legislatore in sede di conversione del Decreto Legge 50/2017 ha ben specificato l'ambito di operatività della norma eliminando proprio il riferimento "ad area provinciale o metropolitana diversa da quella dell'Ente presso il quale è rivestita la carica elettiva".
A conferma di tale assunto, la Corte dei Conti, Sezione di controllo per la Regione siciliana, con deliberazione numero 111/2019 del 16 aprile 2019 ha statuito che “dalla declamazione complessiva del vigente articolo 5, comma 5, del Dl numero 78/2010, emerge che un Ente locale può conferire incarichi retribuiti per prestazioni professionali a titolari di cariche elettive diverse da quella in cui ricade nonché a qualunque soggetto chiamato a svolgere funzioni pubbliche elettive in qualunque altro Ente locale diverso da quello conferente. Resta insuperabile il divieto di remunerazione per gli incarichi conferiti dallo stesso Comune (o Provincia) presso il quale il soggetto è titolare di carica elettiva o da enti pubblici a carattere associativo, consortile o convenzionale, volontario o obbligatorio, di cui faccia parte il comune stesso”.
Per la verità, già il Ministero dell'Interno, Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, Direzione Centrale per gli Uffici Territoriali del Governo e per le Autonomie Locali, Ufficio V (controlli sugli organi), in un caso identico, con parere class. numero 15900/TU/00-82 del 5 giugno 2015, in merito all'articolo 5 del Decreto Legge 78/2010 così concludeva: "...sono esclusi dalla portata applicativa della disposizione in esame quegli incarichi, eventualmente conferiti all'amministratore nell'ambito della sua attività libero professionale, da enti diversi da quello di appartenenza".
Il parere ministeriale è stato addirittura espresso prima ancora della riforma del 2017 che, come sopra detto, ha limitato l’operatività della normativa restrittiva in accoglimento delle richieste dell'Associazione Nazionale Comuni d'Italia.
In definitiva, alla luce del parere ministeriale sopra indicato, del novellato dettato normativo, confortato dalla recentissima giurisprudenza della Corte dei Conti, nessun dubbio può sorgere sulla legittimità della remunerazione dell'incarico di amministratore di Sannio Europa.
Lo scritto pubblicato sulla "GazzettaBenevento.it" del "giovane ambientalista Giovanni Picone", ha perciò natura diffamatoria e, a titolo personale, ho già conferito incarico ad un collega per sporgere querela nei confronti dei responsabili".

comunicato n.139704



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