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Benevento, 06-04-2021 09:15 ____
Il candidato sindaco, se veramente vogliamo il necessario e radicale cambiamento, deve nascere dal basso
Frutto di un largo dibattito che superi la logica degli steccati. Anche nella nascente alleanza di "centro-sinistra". Beata quella citta' cooperante e ad alta socialita' che non ha bisogno di un portentoso leader, afferma Piero Mancini
Redazione
  

E’ necessaria una civile ampia partecipazione per alimentare e arricchire il dibattito sul futuro della città.
Un futuro cooperante per resistere alla deriva in atto.
A sostenerlo, in una nota, è Piero Mancini (foto).
"Caro direttore - scrive - vi sono molti modi per impostare una campagna elettorale, politica o amministrativa che sia.
Nella nostra città, le campagne elettorali sono sempre uguali e a senso unico.
I partiti approntano il programma, tutti simili che pochi leggono, e il leader carismatico, o presunto tale, promette pubblicamente mirabilie. Mentre privatamente ben altre sono le promesse.
Per seguire questa stolta consuetudine ci troviamo, come comunità, in grandi difficoltà in tutti i campi. Ciò è innegabile.
L'elezione di Mastella, che dal 1976 è un grande campione in questo deleterio comportamento, è stata l'ultima e ulteriore dimostrazione che, alla fin fine, il capace leader ha pensato solo alla sua famiglia.
Perfino i suoi fedelissimi sono stati, come è trapelato, trattati in male modo.
Un delirio di onnipotenza di tipo nordcoreano.
Non elenco tutti i disastri, frutto di cotanta arroganza amministrativa. Tutti gli avveduti cittadini ne sono consapevoli.
Più volte ho letto sul suo giornale interventi di chi si dichiarava pentito di averlo votato, sperando che potesse cambiare le sorti della città.
E' questa una lezione che dovrebbe essere presa in grande considerazione da tutti i cittadini.
Sugli errori si cresce, quando si è consapevoli. Benevento non ha bisogno di leader, supposti carismatici.
Tutti siamo consapevoli che la situazione è disastrosa.
Per tentare la necessaria resistenza alla dolorosa deriva in atto, serve una forte coscienza sociale e una grande capacità organizzativa collettiva.
Serve un afflato cooperante.
Penso che tutti coloro che prometteranno sviluppo e crescita non faranno un buon servizio alla nostra comunità.
Che non ha bisogno anche di disonesti ciarlatani millantatori.
Altro vecchio e grande problema da superate, comune ai leader e ai dirigenti di tutti i partiti, è la teoria, e la deleteria pratica conseguente, dell’autonomia del politico che tanti disastri ha causato nel nostro Paese.
Perfino l'enorme dramma della lotta armata.
Cambiare paradigma si può. E' possibile anche nella nostra lenta e dolente città.
Qualcosa, infatti, si muove.
Luigi Diego Perifano, si è comportato da vero consapevole gran signore, nel modo e soprattutto nei contenuti, intervenendo pubblicamente per declinare l'offerta del ruolo di salvifico leader.
Non è una sua aspirazione, né ritiene utile la figura di leader carismatico.
Da persona esperta e leale ha anche criticato l’autonomia del politico, avulso da ogni contesto sociale, con presunte capacità di comando su una indistinta moltitudine.
Fosse stato un capitano di ventura, non amando la città, avrebbe approfittato del regalo ponendosi al comando di chi, partendo da una posizione di estrema debolezza, lo invocava come guida.
Perifano è veramente l’opposto di Mastella!
Altro intervento degno di nota, anche se poteva e doveva essere fatto prima, secondo il mio modesto parere, è stata la chiara e netta presa di posizione del segretario politico di Civico 22, Pasquale Basile, che finalmente pone al centro della discussione il reale nodo gordiano da sciogliere per battere Mastella e il mastellismo.
Ovvero, come si conquista e per quali fini deve essere gestito il potere.
Una questione politica di primaria importanza su cui tutti i cittadini sono chiamati a confrontarsi.
Come non essere in sintonia quando afferma: "Mentre è in atto un vero è proprio processo di estinzione di una comunità tutto il dibattito sembra impantanato sulla scelta di un "leader" che possa cambiare da solo le sorti di una città in agonia e in asfissia.
Aggrapparsi ancora a una visione leaderistica, se non messianica dell’impegno politico, alla convinzione che oggi un leader possa incarnare da solo un sogno e determinare un processo di riscatto collettivo è tutto quello che non si dovrebbe fare.
E' necessario ed urgente concentrarsi e connettersi ai problemi reali che vive il nostro territorio, essere protagonisti attivi di un processo che  sappia invertire una tendenza che altrimenti ci porterebbe alla scomparsa".
Sono talmente in sintonia con questa realistica e oggettiva analisi, da spingermi a invitare il leader di Civico 22, Angelo Moretti, persona specchiata, professionista di alto livello e di sani intenti, a fare coerentemente un passo indietro.
Il candidato sindaco, se veramente vogliamo il necessario e radicale cambiamento, deve nascere dal basso.
Frutto di un largo dibattito che superi la logica dei confini identitari e degli steccati. Anche nella nascente alleanza di "centro-sinistra".
Beata quella città cooperante e ad alta socialità che non ha bisogno di un portentoso leader.
Bisogna superare non solo il leaderismo ma anche vecchie e stantie formule politiche come il centro-sinistra".

comunicato n.139664



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