Portale multimediale d'informazione di Gazzetta di Benevento

 

stampa

letto 880 volte

Benevento, 01-04-2021 12:41 ____
Vorremmo conoscere le soluzioni per uscire in modo definitivo da questa tremenda patologia ed i rimedi per fronteggiarla
La conoscenza a cui si ambisce non e' soltanto di tipo scientifico quanto o soprattutto di tipo politico che e' a piu' largo spettro ed include il contemperamento delle opposte istanze
di Vincenzo Baldini docente Diritto Costituzionale
  

Anche riflettendo sui grandi totalitarismi della storia europea (fascismo, comunismo, nazismo) ci si accorge che la comunicazione, nella forma specifica della propaganda a favore di questa o quella realtà o posizione politica, di questo o quel dittatore di turno, di questa o quella soluzione ipotizzata, è comunque tra i metodi essenziali di persuasione e produzione del consenso popolare.
Un'arma potente, dunque, che gestita in modo unilaterale o monopolistico è in grado di provocare danni enormi alla comunità ed al mondo intero.
In una democrazia pluralista, la comunicazione intesa come flusso complesso e differenziato dell'espressione del pensiero da cui origina il confronto e poi la decisione, si configura non soltanto come esercizio di libertà individuale.
Essa è anche forma di un sapere funzionale all’agire pubblico e, come tale, assume una valenza propriamente istituzionale.
Senza una comunicazione plurale viene a difettare la condizione essenziale del confronto che è metodo generatore di consapevolezza, quella consapevolezza appunto di cui si nutre la coscienza dell'individuo e ne rende genuine le manifestazioni di partecipazione alla vita politica del Paese.
E' evidente, peraltro, come nel tempo un tale pluralismo comunicativo abbia registrato significative evoluzioni nel carattere e nelle forme investendo anche la sfera delle sensazioni e andando oltre la dimensione oggettiva del fatto (si parla, infatti, di una comunicazione post-fattuale).
Ciò vale in ultima analisi ad evidenziarne sempre di più l'articolatezza e, insieme, l'essenzialità in quanto presupposto qualificato e indefettibile del discorso razionale, da cui matura la scelta equilibrata e legittima sul piano democratico.
Il pluralismo comunicativo interessa, invero, non soltanto le determinazioni individuali ma anche quelle dei gruppi sociali (partiti, movimenti, associazioni) che in esso convergono come segmenti ulteriori del flusso, da cui peraltro attingono anche molte suggestioni di azione pratica. In questo senso, non è incongruo ritenere che il pluralismo della comunicazione esterna abbia surrogato le velleità dialettiche del parlamentarismo, superato da tempo da forme di governo in cui domina la sintonia strutturale tra Esecutivo e maggioranza parlamentare.
Ancor più il pluralismo comunicativo rileva in presenza di situazioni di emergenza come quella attuale, ai fini di rendere pubblica la conoscenza della condizione sanitaria nonché delle misure di contrasto assunte dalla pubblica autorità, tanto più quando queste incidono in modo non lieve nella sfera delle libertà costituzionali (nella foto l'avvio della campagna vaccinale nella ex Caserma degli Allievi Carabinieri).
La conoscenza a cui si ambisce non è soltanto di tipo scientifico (anche se vorremmo capire sempre di più di questa tremenda patologia e dei rimedi per fronteggiarla) quanto o soprattutto di tipo politico, essa attiene in particolare alle soluzioni per uscire in modo definitivo dall’emergenza sanitaria evitando, nel contempo, i rischi di una repentina decomposizione sociale.
C'è una chiara differenza tra questi due profili della conoscenza, poiché quella scientifica manifesta, di per sé, una marcatura esclusiva e totalizzante, proponendo soluzioni naturalmente monodirezionali che perseguano il fine di massimizzare il risultato (la tutela della salute). La conoscenza politica, invece, è a più largo spettro, essa include il contemperamento delle opposte istanze entro un quadro sinottico segnato comunque dall'osservanza delle norme costituzionali.
Lo Stato costituzionale di diritto, come si dice, vive di presupposti che esso stesso non è in grado di assicurare (J. W. Böckenförde), tra questi, l'affidamento e il convincimento sociale nelle istituzioni.
Pertanto, il confronto pluralista agisce tra l’altro come fattore d'intelligenza circa i rischi e gli impedimenti di ordine giuridico-normativo che eventualmente ostano a certe iniziative politiche.
Nell'attuale fase della pandemia, tuttavia, quello della debolezza del confronto pluralista sembra profilarsi come un problema molto serio.
Tale confronto riesce infatti inibito e quasi soverchiato dalla forza assoluta delle cosiddette verità scientifiche che non ammettono repliche od obiezioni, così insterilendosi fino a trasfigurare.
La minaccia di misure sanzionatorie (licenziamento, perdita dello stipendio eccetera) verso l'anders Denkenden, la sua messa all’indice come soggetto lontano da un'apprezzabile etica sociale e pericoloso in quanto potenziale untore per la diffusione del contagio, più che i termini di un discorso razionale rappresentano canoni di un ostracismo sociale verso chi ha avuto (o ha) la colpa di esercitare libertà e diritti costituzionalmente garantiti.
Ci si dimentica che, come diceva un grande giurista del secolo scorso, nella formazione della consapevolezza democratica soprattutto "conta l'argomento", cioè, rilevante è il metodo dell'apertura verso ogni espressione argomentata di posizioni e tendenze.
Non la verità dell'argomento quanto piuttosto il confronto degli argomenti genera consapevolezza e consenso, da cui scaturisce la decisione.
Tale consapevolezza, non si impone con la forza del dogma o la leva della minaccia o l’abiura del pensiero solidale ma si lascia indurre, con la mediazione della conoscenza e della ragione che portano al consenso democratico.
L'auspicio di una consapevole ripresa del confronto pluralista deriva dalla certezza che, come si recita in un noto film di Ferzan Özpetek  "la menzogna, alle volte, può essere convincente, ma la realtà lo è molto di più..."
Le verità scientifiche, quando esistono, sono quella realtà in grado di smascherare ogni menzogna della demagogia.
Ma la democrazia pluralista vive e si nutre anche di questo confronto tra verità e menzogna, soffocarlo significherebbe svilire ogni sensibilità democratica. Il danno complessivo è potenzialmente incalcolabile.

comunicato n.139567



SocietÓ Editoriale "Maloeis" - Gazzetta di Benevento - via Erik Mutarelli, 28 - 82100 Benevento - tel. e fax 0824 40100
email info@gazzettabenevento.it - partita Iva 01051510624
Pagine visitate 245094704 / Informativa Privacy