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Benevento, 29-03-2021 14:19 ____
Una crisi economica senza precedenti sta strangolando il comparto del commercio, linfa vitale di tutta una comunita'
Se anche queste attivita' dovessero soccombere come sta avvenendo nel settore della ristorazione, le conseguenze sarebbero irreparabili. Veronica Sanginario occupa simbolicamente l'Aula consiliare di Palazzo Mosti. Ricevuta da Pasquariello
Nostro servizio
  

Veronica Sanginario, intorno alle dieci di stamane, insieme ad alcuni esercenti commerciali, ha voluto mettere in atto una pacifica e civile protesta recandosi nella Sala consiliare del Comune di Benevento, nella Casa del popolo mettendo in atto una simbolica occupazione.
Con dei sacchi neri sono state coperte alcune poltrone (nella foto in basso).
Quella occupata dal presidente del Consiglio e quella occupata di solito dal sindaco, oltre qualche altra.
Un gesto a significare l'assenza delle Istituzioni su aspetti così problematici ed importanti della vita cittadina.
Ho voluto tutto questo, ci ha detto Sanginario, per attirare l’attenzione cittadina sulla grave crisi economica che colpisce un comparto importante della città, quello commerciale che è la linfa economica vitale di tutta la comunità.
Se si ferma il commercio, se delle attività dovessero soccombere a questa crisi, così come sta accadendo nel settore della ristorazione, le conseguenze sarebbero gravi anche per altre attività produttive.
Basti pensare che con le restrizioni sulla ristorazione anche macellerie, pescherie, produttori della filiera agro alimentare ne subiscono le conseguenze con i mancati acquisti.
Lo stesso dicasi per tutte le altre forme di commercio che hanno come clienti dei ristoratori senza escludere settori dell’abbigliamento, della utensileria, del consumo a dettagli sino ad arrivare alle forme di artigianato.
I ristoratori sono clienti come tutti i cittadini e se non ci sono entrate non possono permettersi sicuramente delle uscite relative agli acquisti.
Ecco, è proprio su questa gravità, a volte non considerata, che ho voluto accendere un riflettore, ha proseguito Veronica Sanginario con noi di Gazzetta.
Se muore la ristorazione si crea una grave ferita a tutta l’economia commerciale cittadina.
La protesta è terminata, anche grazie all’intercessione di una operatrice delle forze dell’ordine, della Digos, e siamo stati ascoltati dal vicesindaco Mario Pasquariello e dall'assessore alle Finanze, Maria Carmela Serluca, alla presenza del comandante della Polizia Municipale, Fioravante Bosco.
Pasquariello ha promesso di portare le nostre istanze a conoscenza del sindaco, oggi assente, e di tutta la Giunta comunale.
Sono cosciente che questa nostra protesta non ha dato vita al miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, né che abbia potuto produrre una bacchetta magica ma sono anche certa che oggi la situazione che si sta creando, con la sofferenza delle attività di ristorazione, sarà un po’ più chiara a tutti i cittadini che sino ad ora ci vedevano quasi esclusivamente come venditori e non, come giusto che sia, anche fruitori e veicolatori di economia locale
So bene che il sindaco non può certo emettere ordinanze di apertura, là dove il governo nazionale e regionale dispongono diversamente, ma spero che egli possa immaginare e mettere in atto azioni e decisioni che aiutino noi ristoratori a sopravvivere anche per evitare che altri padri di famiglia vadano ad aumentare il numero già allarmante di coloro che hanno perso il posto di lavoro senza speranza di trovarne un altro.
Noi non chiediamo elemosine o mendichiamo chissà che, noi vogliamo comunque vivere del nostro lavoro e forse, se possibile, una convenzione tra comune e qualche istituto di credito per dei fidi o prestiti a tasso zero già potrebbe essere un segno di apertura mentale e solidale oltre che lo studio di un contributo fitto comunale a tutte quelle attività che pur chiuse hanno dovuto continuare a versare i fitti a privati.

 

 

 

comunicato n.139490



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