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Benevento, 21-02-2021 13:29 ____
Non sono affatto d'accordo con l'ipotesi semplicemente di affidamento delle strutture teatrali della citta'
Occorre prima definire il quadro di insieme e il progetto complessivo di rilancio delle politiche culturali, afferma Jean Pierre el Kozeh a proposito della richiesta fatta dall'Orchestra Filarmonica di Benevento per il Teatro Comunale
Redazione
  

Jean Pierre el Kozeh (foto) è intervenuto a proposito della richiesta, fatta dall'Orchestra Filarmonica di Benevento, per l'affidamento del Teatro Comunale.
"Carissimo direttore - scrive - ho molto apprezzato la presa di posizione chiara che ha assunto a favore dell'affidamento del Teatro, una volta riattato.
Non tutti i suoi colleghi, purtroppo, accompagnano, con una propria valutazione o un commento, i fatti rinunciando così a quell'indispensabile contributo che la stampa può dare a una sana dialettica derivante da una valutazione critica dei fatti e delle circostanze.
E a proposito di dialettica le dico, senza che questo minimamente intacchi l’affetto e la stima che ho per lei, che io non sono affatto d’accordo con l’ipotesi da lei sostenuta.
Chiarisco subito che la mia non è una posizione contro l'Orchestra Filarmonica di Benevento di cui apprezzo i meriti e riconosco il fatto di essere innegabilmente una risorsa per la città.
Ma, come trovo riduttivo e inefficace quelle proposte di rilancio delle politiche culturali della città che si limitano ad un elenco di eventi e iniziative (l'ultima quella del Movimento 5 Stelle) trovo ancor più pericoloso e limitante per il futuro sviluppo delle potenzialità artistiche e attrattive di Benevento legate alla cultura, parlare di affidamenti senza aver prima definito il quadro di insieme e il progetto complessivo di rilancio delle politiche culturali all’interno del quale le suddette iniziative, se valide, e gli eventuali affidamenti, se fatti a norma di legge, dovrebbero necessariamente essere contestualizzati.
Sento ancora parlare, da oltre trent'anni, di "attrattore turistico" e il massimo della fantasia e della proposta sono poi gare di equitazione, feste del cinema e fantasiosi e pindarici collegamenti tra antiche figure mitologiche sannite e eventi d’oltreoceano.
Come d’altro lato accade che si chieda un affidamento di uno spazio come il Teatro Comunale senza spiegare qual è il progetto complessivo di rilancio, sia economico che artistico, che si ha in mente.
Farlo solo sulla base di titoli artistici, seppur encomiabili, non è sufficiente perché quello spazio è anche ma soprattutto un simbolo e dovrebbe essere il cuore pulsante dell’intera attività artistica e culturale della città che da li si dovrebbe irradiare fino alle contrada più lontana.
Ciò può accadere solo con l’impegno e il coinvolgimento attivo di tutte le forze artistico-culturali professionali della Città ingaggiate in modo paritario per competenze e ambiti.
D’altro lato ci sono decine di altri spazi chiusi per incauto affidamento operato nella logica della deresponsabilizzazione dall'Amministrazione Mastella e che bisogna urgentemente recuperare al patrimonio attivo facendoli diventare vitali e vivaci centri di produzione.
Ma, e mi scusi se mi ripeto, tutto questo può avvenire con fortuna e successo solo se c'è un piano, una visone, un progetto complessivo di valorizzazione, da un alto, e di proposta verso l'esterno, dall'altro.
Detto questo ed elevando l'angolo di visuale, vede direttore, nel 2000 dobbiamo decidere definitivamente se vogliamo davvero mettere la Cultura al centro di un processo economico espansivo e come leva di una strategia di crescita della città o vogliamo ridurci ancora una volta a creare monadi scoordinate tra loro che riusciranno a sopravvivere giusto il tempo di una stagione politica.
Dobbiamo decidere se vogliamo ridurci a ragionare in termini di singole iniziative e singoli soggetti o vogliamo davvero provare a immaginare un progetto complessivo di città che grazie al suo patrimonio artistico e monumentale riesca a produrre crescita attraendo investimenti e non solo sussidi in perdita.
Dovremmo capire anche che il tanto auspicato "turismo", giustamente citato anche dal neo presidente di Confindustria come opportunità di crescita per la città, vada inteso non come semplice attività economica (più vocata allo sfruttamento) ma come industria (che ha invece insito il germe della crescita complessiva) il cui sviluppo deve procedere di pari passo con la crescita di una consapevolezza identitaria della città e dei suoi cittadini che solo la Cultura può determinare.
Il rischio altrimenti è che la città diventi definitivamente, come già avvenuto negli ultimi cinque anni, un non-luogo o una splendida ma triste scenografia senza anima.
Lei che ne pensa direttore?"

ap - Caro Jean Pierre el Kozeh, va tutto bene quello che lei ha scritto e lo sottoscrivo.
Il problema però è anche un altro e cioè che bisogna agire subito per preservare queste strutture dal vandalismo altrimenti avremo poco o niente su cui discutere.
Oggi parliamo sul presupposto che esse (Teatro Comunale, Auditorium Spina Verde, Teatro San Nicola ed anche l'Auditorium Calandra che è piombato nel più assoluto dimenticatoio) esistano e siano funzionali o stanno per diventarlo e quindi ci chiediamo come bene utilizzarle.
Domani potremmo argomentare addirittura sul nulla se qualcuno non procurerà di tutelarle.
Siamo dell'opinione che le cose debbano camminare insieme e non l'ho letto, ma sono convinto che l'Orchestra Filarmonica di Benevento non abbia fatto al sindaco (a proposito Mastella, dopo averci detto che scriviamo sciocchezze, ma questo è quasi nella normalità, ci ha anche detto di aver consigliato loro di richiedere l'affidamento dell'Auditorium della Spina Verde, cosa che però sembrerebbe che abbiano già fatto, senza esito sin qui ndd) una semplice richiesta ma che l'abbiano argomentata e supportata con un progetto corposo.
Vedremo nel prossimo futuro come si svilupperà anche questa vicenda.
Ora l'importante è aver riaperto il dibattito.

comunicato n.138505



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