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Benevento, 21-02-2021 09:04 ____
Il bassorilievo in bronzo del monumento intitolato a Manfredi, dimenticato ed abbandonato, fu opera di Bruno Mistrangelo
Maestro d'arte fu mio insegnante alla Scuola Media "Giovanni Pascoli" ricorda Peppino De Lorenzo. Il 26 febbraio ricorrono 755 anni dalla battaglia di Benevento e nulla si e' fatto per ridare dignita' a quella stele commemorativa
Nostro servizio
  

Il prossimo 26 febbraio ricorrono 755 anni dalla battaglia di Benevento.
Quest'anno, inoltre, cadono 700 anni dalla morte di Dante Alighieri e tante sono, coronavirus permettendo, le cerimonie in cantiere nell'intero Paese.
Peppino De Lorenzo, ricordando che la nostra città è citata nella Divina Commedia, invita, per l'occasione, le istituzioni preposte a togliere dal totale abbandono e dall'incuria il monumento posto all'angolo di via Lungo Calore Manfredi eretto a ricordo, appunto, di quella citazione. Coglie, nel contempo, l'opportunità per ricordare Bruno Mistrangelo (nelle foto di apertura), noto ed apprezzato insegnante beneventano di storia dell'arte, che, nel tempo, partecipò all'opera di ricostruzione del monumento stesso.
"Tra qualche giorno, saranno trascorsi 755 anni dalla battaglia di Benevento tra le truppe di Carlo D'Angiò e quelle ghibelline di Manfredi.
Dante Alighieri, nella Divina Commedia, ricorda solo 11 città italiane e, tra queste, la nostra Benevento.
La citazione fa riferimento all'incontro immaginario che Dante Alighieri avrebbe avuto con Manfredi. Quest'ultimo perito nella battaglia di Benevento, nel 1266.
Secondo la narrazione, fu proprio Carlo D'Angiò a fare seppellire il cadavere di Manfredi presso il ponte di Benevento, coperto da una grande mora di sassi.
In seguito, l'arcivescovo di Cosenza, Bartolomeo Pignatelli, con il consenso di Papa Clemente IV, lo fece diseppellire e gettare i resti di quest'ultimo fuori i territori della Chiesa, così come appariva doveroso verso uno scomunicato, lungo il fiume Verde, nome medioevale del Liri.
"L'ossa del corpo mio sarieno ancora in co del ponte, presso a Benevento, sotto la guardia della grave mora. Or le bagna la pioggia e move il vento di fuor del regno, quasi lungo il Verde, dov'ei le transmutò a lume spento" (canto III del Purgatorio).
Un secolo fa, nel 1921, per ricordare l'incontro di Dante, fu eretto un monumento sul luogo ove era ipotizzata l'originaria sepoltura di Manfredi (nelle prime due foto in basso).
Il monumento fu progettato da Nicola Silvestri, artista beneventano.
Lo stesso, però, non ebbe molti consensi. Venne, in seguito, distrutto nel corso della seconda guerra mondiale.
Fu, poi, nel 1947, che si decise di ripristinarlo.
Questa volta in forma più sobria, il monumento (nelle penultime due foto in basso) venne progettato dall'architetto Renato Bardoni. Il bassorilievo in bronzo, invece, fu opera di Bruno Mistrangelo.
Mi è gradita, in questo momento, l'occasione per ricordare il mitico maestro d'arte che fu Bruno Mistrangelo, mio insegnante alla Scuola Media "Giovanni Pascoli".
Un uomo dalla grossa statura, ma dal cuore meraviglioso.
Nello studio di mio padre, del quale era affettuoso collega, conservo un dono che Mistrangelo gli fece. Una collana d'arte, in due volumi (nell'ultima foto in basso), poco prima che i due si spegnessero a breve distanza di tempo.
Oggi, il monumento sul ponte di Calore versa in uno stato di totale abbandono. A quanto è dato sapere, l'ultima pulizia risale al 1996.
Per tale motivo, rivolgo un accorato appello a chi è preposto alla manutenzione, di provvedere, da subito, a rivitalizzare quest'ultimo che fa parte delle ricchezze storiche della città e che, di sicuro, rimarrà a futura memoria.
Infatti, non è affatto perdonabile dimenticare la propria storia.
Tra l'altro, non è richiesta una spesa eccessiva, anche considerando il quotidiano sperpero di danaro pubblico.
Nel concludere, mi è gradito anche ricordare un libro "In co del ponte presso a Benevento", pubblicato da Edimedia, curato da Danila De Lucia, oggi senatrice della Repubblica, che raccoglie, egregiamente, tante storie di Benevento, con la collaborazione di autori di prestigio.
Ed ancora, nel 1948, Antonio Pascarella e Bruno Mistrangelo progettarono una monumentale fontana delle streghe che doveva sorgere nello spazio antistante la Stazione Ferroviaria.
Nulla venne, però, realizzato.
Fu Rito Martignetti, presidente dell'Associazione Iside Nova a riprendere quel progetto sollecitando l'amministrazione in carica a renderlo esecutivo.
All'appello seguì il silenzio e si realizzò, invece, quanto, oggi, sorge in piazza Colonna. Ulteriori commenti, di sicuro, apparirebbero superflui".

 

 

                                                       
 

comunicato n.138498



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