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Benevento, 19-02-2021 11:51 ____
Il "re del vento", a cui sta stretto il solo titolo di presidente del Benevento Calcio, comincia la sua avventura alla guida di Confindustria
Il paventato conflitto d'interesse, essendo anche proprietario di giornali e televisione, non c'e' perche' non persegue interessi personali, ha detto. Sul turismo idee chiare: Dobbiamo andarceli a prendere uno ad uno i visitatori del Sannio
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Oreste Vigorito, fresco di nomina alla guida di Confindustria Benevento, solo, sul palco del Teatro di San Vittorino, si è sottoposto alle domande di fila dei giornalisti presenti a cui è stato dedicato questo segmento della mattinata a cui ha poi fatto seguito l'incontro con i rappresentanti istituzionali.
Non c'è stata, come da tradizione, una sua introduzione ed una esposizione, seppur sommaria, del suo programma di mandato, ma si è passati subito alle domande dei giornalisti che in verità non si sono fatti pregare.
Il presidente di Confindustriua ha voluto manifestare la sua soddisfazione per questa elezione che lo affranca dal toponimo, che gli sta stretto, ha detto, di presidente del Benevento Calcio.
Egli, infatti, è anche il "re del vento" come spesso è definito, dovendo la sua importante fortuna finanziaria proprio agli impianti eolici che ha iniziato ad installare nel 1995, ma è anche un editore essendo proprietario di un giornale cartaceo, di un giornale telematico e di una televisione. Quando gli è stato chiesto se non ritenesse che tutto ciò lo ponesse in conflitto d'interesse rispetto al ruolo che va a ricoprire, ha glissato, ma ha tenuto a precisare che egli non persegue interessi personali con questo incarico ricevuto da una Confindustria che, così come anche è stato detto, lo ha preferito per la sua capacità aggregante e di sedare i dissidi interni che si erano aperti nel momento in cui si è cominciato a parlare della successione a Liverini.
Dunque Vigorito ora è atteso alla prova dei fatti ed anche su come si atteggerà, egli editore, nei confronti dei suoi colleghi "concorrenti".
Relativamente ai temi delle domande poste, il presidente ha voluto sottolineare che il problema ambientale esiste ma non va racchiuso nella demonizzazione di energie alternative che consentono di guardare al futuro e dunque niente no preconcetti ai parchi eolci, al fotovoltaico, agli impianti di biomassa e di incenerimento.
I Governi precedenti, in tema ambientale, hanno lavorato da un punto di vista normativo. Ora il tempo dell'attesa è finito e Draghi è l'uomo del fare e su ciò è atteso.
Noi di "Gazzetta" gli abbiamo chiesto cosa possa fare la sua Confindustria nei confronti di una delle categorie più massacrate dalle regole stringenti della pandemia, quella dei ristoranti e degli alberghi, che peraltro con la loro neonata associazione "Mio" ha aderito proprio a Confindustria.
Vigorito ci ha risposto dicendoci che egli è attento a questa pandemia anche perché è in una età che è considerata a rischio e dunque la scelta di preservare la salute, anche rispetto all'economia, pensa sia ragionevole, ma non si può non trovare percorsi che possano contemplare entrambe le esigenze.
Sono convinto che il covid non esca la sera alle 18.00 (quando i ristoranti devono chiudere in presenza ndr) e che non sia, il covid medesimo, un partecipante alla movida.
Sulla esperienza del precedente Governo, Draghi ci si augura possa convincersi che si possa anche cenare, con le regole date, oltre che pranzare.
Non sono nel delirio di essere un ministro di questo Governo, e quindi aspetto le decisioni che loro prenderanno. Hanno detto che faranno provvedimenti per far ripartire l'economia.
Noi li aspettiamo e ci metteremo in questa scia facendo quanto è possibile per seguirla ed assecondarla.
Vigorito rispondendo poi ad altri giornalisti ha parlato dei giovani, delle intelligenze meridionali che devono andare via dal territorio quando occorre, ma che devono avere anche la possibilità di tornare.
E qui si è innestato il discorso sulle infrastrutture di cui questa provincia ha assolutamente bisogno.
Non bisogna demonizzare il progresso perché l'arrivo di nuova tecnologia e di strade consentirà anche ai piccoli nostri paesi, bellissimi, di veder sorgere una nuova alba che possa riguardarli.
Vigorito, nel concetto più generale di tutela dello sviluppo del territorio, ha anche sottolineato il fatto che se le nostre regole di produzione, molto stringenti, non vengono applicate anche negli altri Paesi esteri, non è più globalizzazione quella che viviamo, ma invasione.
Relativamente al decremento demografico delle nostre zone, il presidente ha detto che occorre serenità mentale per la sua ripresa.
Non è bello sentir dire ad una coppia di giovani sposi: Mettiamo al mondo un figlio e che farà questo piccolo per il futuro?
Questa pandemia ci sta togliendo anche i sogni e le aspettative nel futuro, appunto, non dobbiamo consentirlo ma ricordiamo anche che il virus ha solo dato il colpo di grazia ad una società che aveva già smarrito il senso della realtà.
L'ipotesi di lavoro immediato, nei cosiddetti 100 giorni dall'insediamento, prevede che ci siano sempre più intenti ed obiettivi comuni perché quelli soggettivi affondano nel mare generale delle vicende e per questo cercheremo di rendere tutti partecipi del cammino.
Ci sarà anche un collegamento tra le sezioni di Confindustria in modo che si passi dalle buone intenzioni, alla cocretezza delle nostre azioni.
A tale riguardo, ha detto Vigorito, ci metterò il tempo che occorre, ma vorrei visitare tutte le nostre aziende anche perché il territorio e le strutture dei nostri aderenti deve essere ben conosciuto per poter meglio operare.
Relativamente alla questione del Turismo, Vigorito ha confermato che esso è l'elemento attraverso il quale passa lo sviluppo del Sannio ma attenzione: Continuare a pensare che sia la gente a venire da noi è una concezione un bel po' arretrata, viceversa dobbiamo andarceli a prendere i turisti.
Non certamente diventa settore produttivo, il turismo, perché qualcuno di noi ha parlato bene del sito Unesco di Santa Sofia ad un proprio amico.
Le Istituzioni sappiano che l'industria del Sannio è, appunto, il turismo. In questo settore tanto è stato fatto, ma bisogna fare ancora di più, molto di più.
Ed in questo ragionamento è inserito il tema ambientale e la "gestione" dei fiumi che da sempre hanno rappresentato la ricchezza di un popolo.
Qui forse sarà la loro denominazione, ha detto ironizzando, a farli agire così.
Avremmo dovuto chiamarli Fede e Speranza e non Sabato, che allude alla giornata prima della festa e quindi al non far nulla e Calore che è un sostantivo che dà fastidio solo a pensarlo.
Sono preoccupato per la loro gestione. La colpa di quello che ogni tanto accade non è dei fiumi ma di chi li ha abbandonati e lasciati senza manutenzione. Chiederò con forza che al riguardo si provveda.
Restando sui temi ambientali Vigorito ha sottolineato nuovamente che l'acqua, il vento, il sole sono stati dati all'uomo affinché li utilizzasse per il proprio benessere.
Bisogna essere consapevoli che c'è una trasformazione in atto altrimenti torniamo all'età delle caverne.
Un impegno forte, quindi, sul tema ambientale partendo da questi presupposti e dal convincimento che non esiste l'industriale cattivo e l'ambientalista buono. Sono due aspetti dello stesso sistema.
Anche quando nasce un bambino inquina perché comincia a fare la cacca. Che facciamo non gli permettiamo di venire alla luce? Non bisogna, quindi demonizzare il progresso ma bisogna ben gestirlo.
Queste resistenze vanno vinte e superate.
E qui Vigorito ha parlato del suo Benevento Calcio ed ha detto che lo sente come un fatto limitativo essere considerato solo come il presidente del Benevento.
La prima vittoria del campionato e l'ascesa in serie A, ci aveva dato la possibilità di far salire Benevento sul Freccia Rossa dello sviluppo e tutti erano stati invitati a salirci.
Ma questa visibilità grande che è stata data, è stata poi anche colta?
Non tanto, ma sono rimasto felice del fatto che un giorno una signora mi disse che il figlio le aveva detto che proprio sull'esempio di una piccola città che riesce ad andare in Serie A, aveva confidato alla mamma: Questo vuol dire che se questa città può vincere, anche noi giovani che l'abitiamo possiamo farcerla.
Dobbiamo smetterla solo di dire che siamo sfortunati.
Infine, Vigorito ha confermato che in questa sua nuova avventura metterà tutto se stesso anche a costo di perdere gli ultimi 50 capelli che gli sono rimasti in testa ma se mi accorgo di fallire, ha concluso, me ne vado, non c'è bisogno di attendere la fine dei quattro anni del mandato.

 

comunicato n.138458



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