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Benevento, 14-02-2021 09:45 ____
Sono convinto che, salendo le scale del Quirinale, Mario Draghi, magari per un attimo, avra' rivolto il pensiero al suo grande maestro Federico Caffe'
Anche, qui a Benevento, si scrisse molto di lui quando, di buon mattino, alle 5.30, del 15 aprile 1987, usci' di casa scomparendo per sempre nel nulla. Rino Casillo ne parlo' una mattina in Ospedale con i miei medici e le colleghe, ricorda De Lorenzo
Nostro servizio
  

Questa settimana, Peppino De Lorenzo sofferma la sua attenzione su di un personaggio citato più volte nei notiziari nazionali nel momento in cui il presidente della Repubblica ha conferito l'incarico a Mario Draghi per formare un nuovo Governo.
Si tratta di Federico Caffè, maestro di Draghi, la cui particolare storia in pochi ricorderanno.
"Nelle ultime settimane - scrive De Lorenzo - la politica, mai come ora, in precedenza, era scesa a livelli tanto bassi.
Non è affatto mia intenzione esprimere giudizi in merito allo spettacolo cui abbiamo assistito.
Nulla di tutto questo. Del resto, lo stesso si commenta da solo.
In molti, a più riprese, hanno sentito ripetere il nome di Federico Caffè, maestro di Mario Draghi.
La vita di Caffè, uno dei più apprezzati economisti italiani, uomo di grande prestigio, docente universitario, allievo di Luigi Einaudi, si chiuse, improvvisamente, a 73 anni, in un silenzio che, per lunghe settimane, richiamò l'attenzione dell'intero Paese.
Anche, qui a Benevento, si scrisse molto di lui quando, di buon mattino, alle 5.30, del 15 aprile 1987, uscì di casa scomparendo per sempre nel nulla.
Qualche giorno prima era morto suicida Primo Levi, gettandosi dalla tromba delle scale.
Per lunghe settimane tutti i suoi allievi setacciarono Roma con la speranza, in ultimo risultata vana, di trovarlo.
Si parlò di depressione, dopo aver lasciato l'insegnamento, che lo avrebbe indotto a scomparire nel nulla.
Di lui, dopo i tempi di legge, fu dichiarata la morte presunta.
Tante le sue pubblicazioni e gli scritti che, negli anni, descrivendo la sua personalità, testimoniano il grande economista che, in vita, era stato.
Tra gli autori, anche Mario Draghi nel suo lavoro "The economic policy of Federico Caffè in our Times".
Come anche le molteplici intitolazioni alla sua memoria ed i convegni che tante volte hanno visto primo attore proprio Draghi.
Quando Federico Caffè scomparve nel nulla anch'io, come tanti, ebbi modo di seguire la vicenda che, poi, ho sempre ricordato ed è ritornata alla mia mente in questi giorni.
Una mattina, in ospedale, nel corso dei lunghi ed indimenticabili discorsi che avevo con i miei medici e le colleghe (nella foto del Natale del 2011, dieci anni fa, i componenti del Reparto di Psichiatria diretto da De Lorenzo), scambi di idee che ricordo con affetto mai sopito, soffermammo la nostra attenzione sulla depressione.
Quest'ultima, il buco nero, come veniva definita da Roberto Gervaso, che ne soffriva, portò il collega Rino Casillo a parlare di Federico Caffè.
Per lui era l'opportunità onde renderci edotti di quella dolorosa vicenda che sulla depressione fondava le sue radici.
Rino rimase colpito quando mi vide narrare tutti i particolari, date comprese. In più, il giorno dopo, gli portai in visione i ritagli dei giornali dell'epoca (nella foto in basso) che, come da mia incarnata abitudine, avevo gelosamente conservato.
Questa è la storia, una delle tante, di Federico Caffè.
Sono convinto che, salendo le scale del Quirinale, Mario Draghi, magari per un attimo, avrà rivolto il pensiero al suo grande maestro".

                                          

comunicato n.138338



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