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Benevento, 08-01-2021 11:22 ____
Procura della Repubblica promossa con un giudizio "buono", anche se con qualche lacuna da colmare
Annamaria Nifo, presidente del corso di laurea in Giurisprudenza di Unisannio ha condotto l'analisi sulla efficienza e la qualita' di questa parte della magistratura sannita. Soddisfatto il procuratore Policastro: Proseguiamo su questa strada
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Procura della Repubblica promossa con un "buono", anche se con qualche lacuna da colmare.
L'analisi, denominata "Efficienza e qualità della Procura di Benevento", è scaturita dagli oltre 500 questionari distribuiti a cinque categorie di utenti (magistrati, giornalisti, polizia giudiziaria, avvocati, cittadini utenti) dei servizi offerti da questo segmento della magistratura ed è stata affidata all'Università degli Studi del Sannio ed in particolare alla riconosciuta preparazione e professionalità di Annamaria Nifo, presidente del Corso di laurea magistrale in Giurisprudenza, che con rigore scientifico è riuscita a trarre da quelle schede e dai dati che ha messo a disposizione la stessa Procura della Repubblica, tutti gli elementi utili per una esposizione dello stato di salute di questo ufficio giudiziario, con l'intento di migliorare la prestazione lì dove è necessario.
Una analisi, dunque, di qualità e di quantità.
I più severi nelle risposte date al questionario, dirà Nifo nella sua relazione, sono stati proprio i giornalisti.
Ad aprire la conferenza Stampa di presentazione degli atti, è stato il rettore Gerardo Canfora  che ha voluto subito precisare che qualità ed efficienza sono due dimensioni difficilissime da misurare.
Non è come la temperatura che esprime subito un proprio valore certo.
Il qualitatimetro non è stato ancora inventato, ha detto Canfora.
Allora, di fronte a sistemi complessi da misurare, come quelli al nostro esame, si rinuncia ai numeri e si ragiona su aggregati di grandezza.
Questo è il metodo ed il lavoro che abbiamo offerto alla Procura della Repubblica di Benevento.
Gli indicatori tutti li abbiamo poi misurati e confrontati con i dati nazionali anche per verificare se vi siano spazi di miglioramento.
Il procuratore della Repubblica, Aldo Policastro, nel suo intervento ha sottolineato come lo scopo della indagine sia stato quello di verificare la qualità e l'efficienza della Procura e quale impatto essa abbia sull'utenza e quindi sul territorio.
Quello che viene presentato oggi è il terzo step realizzato in collaborazione con l'Università degli Studi del Sannio e grazie alle 500 schede analizzate, abbiamo sia i numeri che la percezione che si ha all'esterno del lavoro che quotidianamente svolgiamo.
Ovviamente, ha sottolineato Policastro, quello che presentiamo, è un punto di vista parziale, nel senso che non si ha intenzione alcuna di rappresentare l'intero sistema giustizia ma solo quello che riguarda il segmento affidato alla Procura e che va dalla notizia di reato alla definizione del carteggio.
Il percorso successivo, quello cioè della causa dinanzi ai vari Tribunali, non è stato valutato.
Quando di questa iniziativa ne parlai con qualche collega, ha proseguito il procuratore, fui scoraggiato dall'intraprendere questa analisi, peraltro fatta da una Università con il rigore che ne consegue.
Io invece dissi di non avere nulla da temere se non il riscontro di effetti positivi. E così è stato.
Ovviamente qui si parla anche di un dato che riguarda il profilo costiituzionale della ragionevole durata di un processo che rappresenta un elemento del giudizio qualitativo.
La risposta è apprezzabile quando è tempestiva.
La complessità di ogni singola indagine qui però non è stata valutata.
Il periodo di tempo sotto esame è di quattro anni, dal 2016 al 2019 e per me le risultanze, ha ancora detto Policastro, sono soddisfacenti in quanto l'elemento che emerge netto è che abbiamo dimezzato i tempi del procedimento.
Questo è un risultato che tiene conto, necessariamente, di una collaborazione ampia dei nostri uffici ma anche dell'azione sinergica che c'è, certamente, nella considerazione dello sforzo compiuto dalle indagini poste in essere dalla Polizia Giudiziaria nelle sue varie articolazioni della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.
C'è poi un altro elemento di grande importanza e cioè il trend costante di definizione delle sopravvenienze di un anno con la graduale ma decisa eliminazione delle pendenze degli anni precedenti.
Il prossimo passo, ha concluso Policastro, sarà quello di una consultazione sul territorio per capire se questa qualità che emerge viene poi effettivamente percepita in termini corretti dalla gente.
Giovanni Conzo, procuratore aggiunto, ha sottolineato come sia proficua, anche nel corso di talune indagini, la collaborazione con l'Università degli Studi del Sannio.
In questa analisi ci sono delle lacune da colmare, è vero, ma che facciamo ci piangiamo addosso per quel 30% di scopertura del personale occorerente?
Non è così noi andiamo avanti e vogliamo metterci in discussione per migliorarci e da qui il metodo di analisi e di ascolto.
E' evidente che da queste risultanze scaturirà poi anche la nostra programmazione futura che certamente terrà conto anche del benessere organizzativo del personale, un elemento questo di fondamentale importanza per produrre un buon lavoro.
Poi sarà necessaria un'ultetriore verifica perché siamo consapevoli di dover agire per il meglio in quanto, dietro ad ogni fascicolo ci sono persone che soffrono e che chiedono giustizia.
A questo punto ha preso la parola Annamaria Nifo, docente di Economia Applicata e presidente del Corso di laurea Magistrale in Giurisprudenza di Unisannio, la quale ha voluto subito ringraziare tutti i componenti del gruppo di lavoro e dunque gli stessi Policastro, Conzo, Marotta e Biele.
Nifo ha detto che il lavoro svolto ha tenuto conto anche di una valenza e di una lettura collettiva dei dati in termine di benessere sociale.
Abbiamo agito tenendo certamente conto del Common Law, termine anglosassone che esprime il sistema di regole certe nell'applicazione del diritto, con l'intento di migliorare la qualità della giustizia che va associata ad una migliore gestione anche dell'intero territorio.
Così facendo, infatti, ha proseguito Nifo, attiriamo anche materiale umano in quanto è risaputo che c'è la possibilità di lavorare al meglio dove c'è una sostanziale tranquillità anche dal punto di vista di fenomeni criminali e malavitosi.
La qualità della giustizia, del resto, si basa su giudizi qualitativi e nella capacità di risolvere controversie in termini razionali. In tutto questo deve, dunque, tener conto anche della percezione del territorio.
Ovviamente c'è storia, cultura, contesto territoriale che danno poi una diversa domanda e percezione di giustizia.
Di questo tipo di indagine, ha concluso Nifo la sua introduzione prima di illustrare le tabelle del lavoro svolto, ne è stata condotta una sola in Italia, nel 2013, per il Tribunale di Torino.
A questo punto la parola è passata ai numeri.
L'organico della Procura di Benevento, in base alla popolazione amministrata, è di 15 magistrati mentre ne ha 12 (tutti i dati esposti sono fermi ovviamente alla data dell'esame delle carte ndr) a cui si aggiungono poi i vice procuratori onorari, 12 persone, che, in base ai costi, sono stati paragonati ad 1,6 magistrato ordinario che così passano a 13,6.
L'analisi è stata condotta è raggruppata in tre indicatori principali.
Il primo: Efficiency rate, che misura la produttività.
I casi sono 20.500 di cui circa 17mila dell'anno. Ogni magistrato ne smaltisce circa 1.364 di quelli riferiti all'anno mentre il totale poi sale a 1.567.
Questo vuol dire che vengono gestiti anche circa 200 fascicoli arretrati. La produttività, dunque, rimane alta, nonostante ik calo del numero dei magistrati.
Il secondo elemento è stato rappresentato dal tempo medio di defiizione di un procedimento. Occorrono 193 giorni utili per smaltire un fascicolo con un trend che indica un decremento del numero totale di questi giorni.
Il terzo elemento è riferito alla capacità di smaltire l'arretrato e qui si è visto che ogni magistrato riesce ad esaminare anche 200 fascicoli riferiti agli anni precedenti.
Ovviamente, le casistiche sono diverse a seconda delle fattispecie penali esaminate ed ai "modelli" che vengono richiamati.
Il questionario distribuito alle varie categorie interessate, è stato composto da cinque parti per modo da ottenere una analisi qualitativa della percezione esterna, ha proseguito Nifo.
Il responso è che essa è buona e sufficiente.
Certo ci sono valutazioni più modeste per quanto attiene alla trasparenza, agli orari di apertura degli uffici ed alla segnaletica ma a questo si può porre rimedio con provvedimenti immediati e rapidi.
Altro punto debole è stato quello del sito della Procura.
La stragrande maggioranza degli avvocati non lo usa o addirittura non ne conosce l'esistenza, in quanto non ritiene che in esso vi siano notizie utili.
L'altra area da migliorare, ha concluso Nifo, è quella della modulistica e della comunicazione.
A concludere la Conferenza Stampa è stato il pro-rettore Giuseppe Marotta che ha voluto sottolineare come questa esperienza con la Procura della Repubblica venga da lontano, soprattutto con il Dipartimento Demm di Unisannio di cui è stato direttore.
Quella di oggi ci apre un quadro di conoscenza molto ampio. L'analisi, peraltro, è collegata fortemente allo sviluppo del territorio.
La collaborazione, quindi, ha concluso Marotta, tra le Istituzioni, rende più forte l'intero territorio.
Nelle piccole province come la nostra tutto questo è più agevole da fare ed è un vantaggio che dobbiamo sfruttare.
Da parte nostra abbiamo interpretato i dati che ci spingono alla conoscenza.

 

comunicato n.137437



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