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Benevento, 20-11-2020 14:32 ____
Eseguita una misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del responsabile della segreteria e della Biblioteca del Cesn
Pari provvedimento anche per un dipendente della cooperativa Ar Tour, che gestisce la fruizione del Museo Diocesano. Contestato il reato di ricettazione e di riciclaggio
Redazione
  

I militari del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, coadiuvati dal personale della Compagnia di Ariano Irpino, hanno eseguito una misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Tribunale di Benevento, Ufficio Gip, su richiesta della Procura della Repubblica di Benevento, nei confronti del responsabile della segreteria e della biblioteca del Centro Europeo di Studi Normanni (Cesn) di Ariano Irpino nonché dipendente della locale cooperativa Ar Tour, che gestisce la fruizione del Museo Diocesano di Ariano Irpino.
Le ipotesi di reato contestate riguardano la ricettazione e il riciclaggio di diversi volumi antichi risultati provento di furto presso la Biblioteca comunale "Pasquale Stanislao Mancini" di Ariano Irpino, che ha sede nello stesso stabile del Cesn.
Le indagini, dirette e coordinate dalla Procura della Repubblica di Benevento, sono state avviate nel febbraio 2018, quando personale della Sezione Antiquariato del Reparto Operativo del Comando Tpc, ha rinvenuto, nella diponibilità di un collezionista di Ariano Irpino, un cospicuo numero di volumi antichi che, da accertamenti presso una nanca dati dedicata in uso allo stesso Comando, sono risultati provento del furto di più di 600 esemplari, scoperto nel marzo del 2015, dall'allora direttore della Biblioteca "Mancini".
Da qui le investigazioni, anche di natura tecnica, che hanno consentito di ricostruire un'intera filiera di smercio di tali beni librari, consentendo d'identificare e denunciare più persone, attuali detentori di tali esemplari, e di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico del responsabile della Biblioteca.
Questi, infatti, a seguito di perquisizione domiciliare nel 2019, è stato trovato in possesso di vari volumi provenienti da quella Biblioteca, alcuni dei quali ancora con il timbro ad inchiostro dell'Ente proprietario.
Per altri volumi rinvenuti, invece, sono state rilevate abrasioni dei segni distintivi, finalizzate ad ostacolarne l'identificazione della provenienza furtiva.
Si tratta di tecniche che hanno previsto la rimozione del timbro della biblioteca e la cancellatura, mediante copertura con inchiostro moderno, delle antiche note manoscritte che riconducono alla pertinenza della Biblioteca "Mancini".
Da qui anche la contestazione della più grave ipotesi di reato del riciclaggio, prevista dall'articolo 648 bis del Codice Penale.
Nel corso della perquisizione sono stati rinvenuti e sequestrati anche svariati reperti archeologici, alcuni dei quali provenienti da campagne di scavo, condotte negli anni '80 e '90, nel territorio di Ariano Irpino, dall'Università di Napoli e lasciati in deposito presso il locale Museo Civico nonché diversi beni di natura ecclesiastica trafugati dal Museo Diocesano di Ariano Irpino, in epoca antecedente al 2018.
Tra questi alcuni elementi marmorei costituenti parti di altari smembrati.
Tra i beni rinvenuti, vi erano anche due documenti archivistici provenienti dell'Archivio Diocesano, tra questi "l'inventario delle sacre reliquie e dei sacri arredi della chiesa Cattedrale di Ariano Irpino", circostanza che, si legge nell'ordinanza del gip, appare particolarmente significativa poiché l'interessato attraverso la consultazione di tale documento era in grado d'individuare gli oggetti e gli arredi sacri di maggior pregio e valore economico, per poi acquisirli illecitamente ed immetterli nel mercato.
L'indagato è stato trovato in possesso anche di un'arma da fuoco antica illecitamente detenuta ed alcune armi bianche, di epoca Medioevale, provenienti dal Museo della Civiltà Normanna di Ariano Irpino.
Nel corso delle operazioni, sono stati sequestrati all'indagato ulteriori beni ritenuti di provenienza illecita sia oggetti d'arte provenienti da patrimonio ecclesiastico e da esso si ritiene provenga anche la reliquia del Beato Vincenzo Pallotti, ma anche documenti archivistici e numerose pagine di volumi antichi smembrati appartenenti ad epoca compresa tra il XVII ed il XIX secolo, di cui alcune stampate e con iscrizioni riconducibili alla Biblioteca "Mancini".
Complessivamente, oltre quelli sequestrati, le indagini hanno consentito di recuperare, tra la Campania e la Lombardia, ben 130 volumi antichi, tra cui un lotto proveniente anche dalla Biblioteca del Convento di Sant'Antonio di Afragola.

comunicato n.136292



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