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Benevento, 17-11-2020 17:36 ____
Quei colpi di pistola alla schiena di Yitzhak Rabin sparati 25 anni fa da Yigal Amir "cambiarono il corso della storia"...
Un ricordo emozionante, carico di dolore ma anche forte nella capacita' di saper affrontare le avversita' e di guardare avanti con grande ottimismo e speranza per la Pace, di cui ha parlato Manuela Dviri con gli studenti del "Rummo"
di Alessandra Renis
  

Un ricordo emozionante, carico di dolore ma anche forte nella capacità di saper affrontare le avversità e di guardare avanti con grande ottimismo e speranza per la Pace.
e' la voce di Manuela Dviri, scrittrice e giornalista italiana, naturalizzata israeliana che ha dialogato da Tel Aviv con gli studenti del Liceo Scientifico "Rummo" di Benevento, classe VC di Gaetano Panella, docente, per ricordare Yitzhak Rabin a 25 anni dall'uccisione per mano dell'estremista ebreo, Yigal Amir.
L'incontro, promosso dal Circolo Manfredi di Benevento, coordinato da Enza Nunziato, giornalista, ha visto la partecipazione di molti amici e anche del presidente della comunità Ebraica di Napoli Lydia Shapirer che, nel complimentarsi per l'iniziativa, ha auspicato una sempre più stretta collaborazione per altrettante manifestazioni di grande spessore culturale.
Introdotta da Enza Nunziato e dai saluti di Nunzio Castaldi, delegato del Circolo Manfredi, Dviri, ha raccontato con chiarezza e commozione quell'evento drammatico che avvenne alla fine di una manifestazione a favore degli accordi di Oslo, siglati nel 1993 tra Israele e i palestinesi di Arafat.
Ad emozionare i partecipanti anche le letture di Simone e Fulvia, studenti del Liceo Scientifico "Rummo", su Rabin tratte da un articolo pubblicato su "L'Unità" immediatamente dopo l'assassinio e uno stralcio di un libro di David Grossman "Con gli occhi del nemico".
"Ricordo bene quell'attimo in cui annunciarono la morte di Rabin, Uomo di Pace. Il mio primo pensiero, spiega Manuela Dviri, fu quello di sconcerto, di dolore profondo".
"C'erano stati segnali negativi nei giorni prima dell'evento - ha ricordato Dviri - perché Rabin era stato attaccato pesantemente, ma nonostante questo alla fine decise di partecipare in piazza con Peres alla manifestazione per la Pace, rifiutando di indossare un giubbotto antiproiettile".
Nel racconto di Manuela Dviri avvertiamo una pausa di dolcezza, quasi a riannodare i fili di quei tempi.
Ricordi che immediatamente volano verso il desiderio di Pace che, al di là di qualsiasi "sconfitta", deve albergare sempre nelle nostre coscienze di uomini liberi.
"Dal quel momento - ha dichiarato Dviri - la piazza dell'omicidio, allora intitolata ai Re di Israele, venne chiamata piazza Rabin, in memoria del coraggio di un militare prima e un politico dopo, che aveva aperto ai negoziati con i palestinesi.
Dialoghi forti e propostivi che trovarono molti ostacoli, ma che non fermarono la sua politica di pace, tanto che nel 1994 insieme a Shimon Peres e Yasser Arafat, presidente di quella che poi sarebbe stata l'Autorità Nazionale Palestinese, fu insignito del Nobel per la Pace".
Nell’ascoltare le parole di Manuela Dviri, ancora intrise di emozione si capisce quanto quei colpi di pistola alla schiena sparati da Yigal Amir "cambiarono il corso della storia"... e che la strada della Pace è ancora una meta da conquistare...
La scrittrice e giornalista, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti letterari, ancora oggi porta avanti, con abnegazione e tenacia, le sue campagne a favore della vita contro ogni guerra, tra cui il progetto umanitario Saving Children, avviato con Shimon Peres, che prevede una stretta collaborazione tra medici israeliani e palestinesi.
In particolare, Saving Children si occupa di curare i bambini palestinesi senza assistenza sanitaria negli ospedali israeliani.
Un modo reale e tangibile di essere vicini all’amico sofferente, senza distinzioni, senza fili spinati, solo con la voglia di dare un senso alla Vita e non alle divisioni, alla Pace e non alle guerre.
Manuela Dviri conclude il suo intervento rivolgendosi ai giovani, invitandoli ad avere più coraggio ad amare e a guardare il futuro con occhi pieni di speranza e di ottimismo.
"Siate coraggiosi come Rabin e come tanti altri protagonisti della Storia che si sono opposti alle brutture di ogni tempo".
E' questo il messaggio che Manuela Dviri ha donato a tutti i presenti, abbracciando simbolicamente anche la città di Benevento che ha conosciuto e apprezzato e nella quale tornerebbe volentieri... appena finita l'emergenza Covid.

 

comunicato n.136217



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