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Benevento, 15-11-2020 09:44 ____
Il viaggio del cronista nella citta' del dopoguerra. Incontrarsi alla "Cantina Fasulo" al Triggio per decenni ha rappresentato un punto di riferimento
Titolare era Ignazio Fasulo che, si narra, accoglieva tutti con un sorriso inconfondibile. Le lunghe chiacchierate con il figlio Mimi' che spesso imprecava per i lavori che avrebbero rivitalizzato la zona, ma che non approdavano a nulla
Nostro servizio
  

Percorrendo, questa settimana, la zona Triggio, Peppino De Lorenzo sofferma l'attenzione sul nascente bed & breakfast in quell'area.
Lo stesso sorgerà al posto della nota "Cantina Fasulo".
"Proseguendo nel ricordo, in piazza Santa Maria, rivedo il volto di mia madre che correva ad aprire l'uscio ad ogni mio rietro a casa.
Più in là, il Triggio.
E qui c'è, oggi, una notizia veramente lieta, in una città avvolta in un torpore incarnato.
La prossima costruzione di un moderno e funzionale bed & breakfast nella storica zona cittadina. Il che mi permette di ritornare indietro nel tempo.
La struttura, a quanto è dato sapere, sorgerà nell'area che, prima degli ultimi eventi bellici, ospitò l'antica "Cantina Fasulo", luogo di incontri, giochi a carte, discussioni, in un tempo in cui non vi erano ancora i moderni bar e ristoranti diffusi a macchia d'olio su tutto il territorio.
Ecco perché incontrarsi alla "Cantina Fasulo", per decenni, rappresentò un sicuro punto di riferimento.
Titolare era Ignazio Fasulo (nella foto di apertura mentre riceve da Mario Vetrone, alla Camera di Commercio, un attestato per la sua attività. A destra, seduto, si nota anche il sindaco Ernesto Mazzoni) che, si narra, accoglieva tutti con un sorriso inconfondibile.
Del figlio Mimì sono stato, sino alla morte, avvenuta alcuni anni or sono, non solo amico, ma non esagero a dire confidente.
Dopo aver insegnato per alcuni anni, Mimì fu assunto alla Cassa Mutua di piazza Risorgimento, divenendo, per medici e funzionari, un sicuro punto di riferimento, segnatamente, nei passaggi che, nel tempo, si sono avuti, Usl e, poi, Asl.
L'altro fratello Angelo, braccio destro dell'allora onorevole Mario Vetrone, fu divorato dal cancro in giovane età.
Divenuto medico, sin dall'inizio, ebbi modo di stabilire con Mimì Fasulo un rapporto fraterno che si intensificò con il trascorrere degli anni.
Sì, il mio rapporto affettivo con lui, iniziato con il mio ingresso nel mondo della sanità, si rafforzò, giorno dopo giorno, divenendo tale da essere una delle persone cui mi sentivo più legato e, in reiterate occasioni, non ho mai disdegnato di fare ricorso a lui onde cogliere dalla saggezza ed imparzialità del suo giudizio consigli che, in ultimo, si rivelavano preziose regola di vita.
Ricordo le nostre lunghe chiacchierate, nella sua stanza, il mercoledì quando mi recavo alla sede dell'attuale Asl per partecipare alle sedute della Commissione per il riconoscimento delle invalidità civili, di cui ho fatto parte per 13 anni.
Molte volte lo trovavo irritato, stizzito, nervoso, contrariamente a quello che era il suo vero carattere, perché i componenti il consorzio sorto per rivitalizzare tutta l'area ove sorgeva la "Cantina Fasulo" non approdavano, oramai da anni, a nulla di concreto.
Quelle imprecazioni le riascolto vive e forti.
Il tempo è trascorso, Mimì non c'è più, ma, in ultimo, quel suo desiderio, non so se condiviso in questa forma, si è realizzato, comunque, con le più fulgide aspettative.
Ecco perché l'odierna notizia della citata costruzione, appunto, è stata bella e triste insieme.
A Mimì Fasulo rivolgo il mio pensiero affettuoso. Mentre scrivo, intorno a me, vedo tutti gli oggetti che mi ricordano di lui, frutto di scambio di regali che ci facevamo in occasione di ricorrenze.
Nel contempo, riascolto le sue parole: "La politica non è per te. Dammi retta".
L'ultima mia disavventura gravissima non l'ha vista. Fortuna per lui. Non saprei, in tutta sincerità, quale reazione avrebbe sortito. Meglio così".

 

 

comunicato n.136156



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