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Benevento, 13-11-2020 19:02 ____
Abbiamo rilevato il 50% in piu' di presenze alla Caritas e sono persone che non avevamo mai visto prima
Vista una mamma che non potendo pagare le medicine ha preferito privarsi delle sue pur di curare la figlia. Dati crudi dal rapporto sulla poverta'. La gente porta via i pasti per non farsi riconoscere mentre li consuma a quei tavoli
Nostro servizio
  

I dati che sono stati descritti da Maria Pia Mercaldo (nella penultima e nell'ultima foto in basso) che ha curato per la Caritas, di cui fa parte, in collaborazione con don Nicola De Blasio, Barbara Donatiello, Mariaelena Morelli ed Adele Caporaso,  il "Dossier Povertà 2020" che quest'anno ha avuto per tema: "Umanità al bivio: L'emergenza che divide, la fraternità che unisce", dati già preoccupanti ed allarmanti, quasi certamente saranno ancora stravolti, in negativo s'intende, dal provvedimento del ministro della Salute che, senza curarsi delle differenti posizioni epidemiologiche nel Sannio, rispetto a Napoli o Caserta, ha decretato zona rossa l'intera Campania.
Questo signigfica massacrare quel poco di economia rimasta coraggiosamente attiva dopo la prima ondata e che ora si sente stremata e senza più forza per lottare.
Vediamo volti che non ci saremmo mai aspettati di incontrare qui da noi, ha detto don Nicola De Blasio, direttore della Caritas, presentato da Gabriella Debora Giorgione, giornalista, che ha voluto anche sottolineare, Giorgione, come lo stesso titolo dato al Dossier sia evocativo e certamente diverso a quello dello scorso anno.
Don Nicola De Blasio ha confermato che quel titolo è stato così organizzato perché ci si è resi conto che questa emergenza non è attuale e sanitaria ma economica e rischia di essere sociale.
Si parla di economia e quindi si privilegia il profitto e non l'uomo con la sua dignità.
Dire che siamo tutti sulla stessa barca è profondamente sbagliato, ha proseguito don Nicola. Una cosa è vivere la quarantena  in una villa a tre piani ed un'altra è stare in un piccolo ambiente; una cosa è servirsi della sanità pubblica dove il ricovero, in questi giorni, è sulle barelle e nei corridoi, quando va bene, ed un'altra è portarsi in una struttura sanitaria privata.
Non è vero, dunque, che siamo tutti sulla stessa barca.
Le disuguaglianze si stanno sempre di più evidenziando.
Anche nel linguaggio politico c'è ora il bianco ed il nero, il nord ed il sud in una competizione che è alimentata anche nei bambini spinti ad essere sempre i primi, soprattutto nella pratica sportiva.
In questo modo si mette in evidenza solo l'individualismo a cui dobbiamo rispondere, per contrasto, con l'amore.
Come Chiesa beneventana e come Caritas, ha proseguito don Nicola De Blasio, abbiamo seguito le indicazioni di papa Francesco e del nostro vescovo Accrocca e creato una rete di solidarietà, anche tra Caritas locali, con una opera-segno che è stata rappresentata ad esempio dai panieri alimentari.
L'economia ha visto il fermo dell'edilizia e del piccolo commercio. Così fermiamo tutto e problemi forti stanno avendo anche i lavoratori delle piccole compagnie dello spettacolo.
In quest'anno abbiamo rilevato il 50% in più di presenze alla Caritas e sono persone che non avevamo mai viste.
Ho visto una mamma che non potendo pagare le medicine per tutti ha preferito privarsi delle sue pur di curare la figlia.
Ed allora è la fraternità, più che la solidarietà, è quella che unisce l'essere umano.
In tutto questo è importante il gioco di squadra. Da soli, ha dibadito don Nicola, non si va da nessuna parte.
La Caritas sollecita tutti al sogno evangelico della comunuità e non venga solo vista come l'organizzatore della distribuzione di pacchi alimentari.
Il direttore De Blasio ha anche ringraziato l'arcivescovo per aver potenziato, con la presenza di don Pino Mottola e di don Giovanni Tagliaferro, la struttura della Caritas che mira ad essere efficace più che all'efficienza che invece può portare agli errori come nel passato.
A questo punto Maria Pia Mercaldo, aiutata dalle slide, ha presentato il Dossiera Povertà 2000 che ha trattato anche della disoccupazione, soprattutto giovanile, che sconta numeri importanti.
Riguardo i dati dell'Ascolto, nel 2019, le persone accolte per la prima volta all'ascolto della Caritas diocesana di Benevento sono state 333. Il loro numerio è ancora una volta in diminuzione rispetto all'anno precedente.
Delle 796 persone accolte all'ascolto nel 2019, l'87,5% proviene dal territorio diocesano e di esse il 45% sono di Benevento.
Insieme al servizio mensa gli interventi effettuati dal market solidale rappresentano le attività di sostegno all'indigenza più rilevanti.
Nel 2019 il numero di buoni spesa emessi dalla Caritas è stato di 2.744  con una crescita del 13,2% rispetto all'anno precedente.
Il totale dei pasti somministrati nel 2019 dalla mensa Caritas "Monsignor Carlo Minchiatti" è di 28.550, in aumento del 4,1% con una media giornaliera di 71 pasti.
Di questi oltre 17.000 sono stati da asporto, cioè la gente li ha consumati nel privato e non sui tavoli della Caritas.
Nel dormitorio sono state accolte 95 persone di cui addirittura 90 sono stati i nuiovi ingressi. La maggior parte degli ospiti risulta essere di cittadinanza straniera e di sesso maschile.
Gli assistiti alla Sala Medica "San Giovanni di Dio" sono stati 74 in netta crescita sulle 55 presenze delle scorso anno.
Infine, i panieri alimentari, la cui prima distribuzione c'è stata lo scorso aprile (440 panieri) ed a cui ha fatto seguito quella di maggio (406) e di giugno (325).
In totale la Caritas ha risposto alle esigenze generate dalla pandemia con 1.171 panieri alimentari. I pastri da asporto da marzo a giugno sono stati 9.310.
A questo punto ha preso la parola l'arcivescovo Felice Accrocca che ha risposto ad una domanda di Giorgione, a proposito della sinergia istituzionale necessaria per far fronte a questi dati sconvolgenti, ha risposto che i vescovi non hanno agito da soli ma come gruppo metropolita e questo è già un segnale. Ci si salva assieme e non smarcandosi dal gruppo magari rivolgendosi all'amico influente per ottenere di più. Questa è una tattica suicida.
I nostri parlamentari devono accentuare il loro contatto con il territorio. Dobbiamo agire insieme e con cerchi concentrici per modo che emerga anche un contributo di intelligenze e di pensiero di cui si ha assolutamente bisogno.
Dunque sinergie che confluiscano in un progetto, altrimenti non ne usciamo.
Si fa prima a segnalare il bisogno che trovare la via per risolverlo.
La zona rossa, ha concluso Accrocca, ci farà aumentare i nostri dati già drammatici e saremo ammazzati sul versante economico.

 

 

comunicato n.136126



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