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Benevento, 12-11-2020 14:24 ____
Discusse da un Question Time "virtuale" dieci interrogazioni certamente importanti ma rese inutili da un'analisi dei fatti lontana nel tempo
Sulla casa di riposo San Pasquale insoddisfatta l'interrogante Mollica: Mi pare il gioco dell'oca visto che siamo tornati al punto di partenza. Su Citta'-Spettacolo non convinto anche Paglia a proposito delle spese per i due concerti annullati
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Il Consiglio comunale, ancorché in versione Question Time, per la prima volta, si è svolto da remoto, senza la presenza in Aula cioè, e non si può dire: Buona la prima, tutt'altro.
Senza necessariamente dare colpe, il dato oggettivo è che molti interventi non sono stati ascoltati, non sono arrivati completamente ai consiglieri, al pubblico ed a noi giornalisti e le immagini sono state quasi tutte pessime.
In larga parte, se non esclusivamente, queste problematiche sono state prodotte dai protagonisti che hanno agito con collegamenti pessimi; che hanno tenuto accesi i microfoni quando è noto che debbano essere tenuti chiusi nel momento in cui si è smesso di parlare; che non si può avere alle spalle una fonte di luce che spara nella telecamera; che non ci si può mettere con la testa nella telecamera mentre bisogna starne giustamente distanti.
Insomma, occorre che facciano, i consiglieri, dei corsi accelerati e che rivedano le loro connessioni perché così non va proprio.
Certo, se hanno la possibilità di rivedersi, possono così almeno toccare con mano cosa possa significare quando si parla della Didattica a Distanza applicata nelle scuole...
Plauso grande all'assessore Maria Carmela Serluca, da cui tutti possono apprendere: Voce perfetta e collegamento più che valido con nessuna interruzione ed ambientazione da "set televisivo" con luce adeguata e quindi con immagine che si è evidenziata in maniera perfetta.
Bisognerebbe anche che i consiglieri e gli assessori soprattutto, taluni, capissero che resta, questo tipo di collegamento, sempre un fatto emergenziale e che quindi i cosiddetti "comizi" vanno rinviati ad altra occasione.
Detto dell'ambientazione, utile nel momento in cui addirittura qualcuno si è compiaciuto per come è andata, passiamo alla cronaca.
Il Consiglio ha avuto inizio alle ore 9.35 ed è stato presieduto dal vice presidente Italo Di Dio in quanto il presidente Luigi De Minico, che ha fatto poi un breve collegamento con l'Aula, si è posto in quarantena volontaria essendo venuto a contatto con un positivo al virus senza però contrarre la malattia.
Dieci le interrogazioni inserite all'Ordine del Giorno dei Lavori.
Il primo argomento è stato: "Assunzione del personale", proposto dai consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, Marianna Farese ed Anna Maria Mollica.
Farese, nel presentare l'interrogazione, ha detto che è ben difficile proporre l'argomento ad un anno di distanza dal verificarsi della problematica. Tuttavia ha chiesto di sapere come e perché tutto ciò sia accaduto e come e se sia stata superata l’impasse di aver prodotto delle assunzioni di personale in un momento in cui non si poteva fare.
Ha risposto l'assessore Carmen Coppola che, al pari di altri suoi colleghi che interverranno poi su altri argomenti, ha precisato che la vicenda non appartiene alla sua gestione del personale e che quindi si attiene a quanto relazionato dagli uffici.
Ha quindi sostenuto che le assunzioni sono state regolarmente effettuate.
Non esiste nessun problema amministrativo o contabile e che comunque il segretario generale ha inviato tutta la documentazione alla Corte dei Conti che valuterà se vi sono eventuali responsabilità.
Al momento la Corte medesima non si è espressa ancora.
Il secondo argomento all'esame dell'Aula, "Esecuzione progetto di ripulitura monumento a Mandredi di Svevia", a firma Mollica è stato spostato più avanti nella discussione.
Si è passati quindi alla terza interrogazione relativa alla "Casa Albergo San Pasquale", a firma di Anna Maria Mollica la quale ha chiesto di sapere quando e se ci sarebbe stato il ritorno degli anziani al San Pasquale.
Mollica ha anche interrogato per conoscere se gli anziani trasferiti dal San Pasquale alla struttura di Ceppaloni fossero poi ritornati nella sede di Benevento affidata in concessione alla cooperativa sociale “Noi” che avrebbe dovuto completare anche i lavori di recupero della struttura che, però, ad un anno dall’affidamento, non sono stati effettuati.
Mollica ha anche chiesto se fosse stata applicata la clausola sociale di salvaguardia del posto di lavoro per i dipendenti licenziati e se l’Amministrazione si fosse impegnata a contemperarla anche nel nuovo bando.
A rispondere è stato l'assessore Luigi Ambrosone che è partito dalla visita ispettiva dei Carabinieri dei Nas che hanno riscontrato situazioni che non consentivano il propsieguo dell'attività.
Ambrosone ha detto che l’amministrazione Mastella non ha avuto la possibilità di intervenire su questa struttura datata e che i rilievi riguardano le amministrazioni precedenti.
La Giunta, proprio per risolvere a queste questioni, ipotizzò l'affidamento della gestione a terzi per dieci anni per modo che i lavori che l'aggiudicataria avrebbe dovuto fare sarebbero poi stati scomputati dai canoni di affitto.
Una prima cooperativa che aveva partecipato al Bando non aveva i requisiti e quindi si proseguì fino a quando nel 2019 fu fatta una nuova gara rispetto alle predenti andate deserte.
Tre furono le partecipanti e l'appalto se lo aggiudicò la coop. "Noi" nel settembre 2019.
La aggiudicataria chiese al Comune di venire in possesso dell'autorizzazione antincendio che non è stata però mai trovata, come se non ci fosse mai stata.
Ambrosone fatto la cronistoria di un anno di questa vicenda.
Il dirigente Verdicchio ha sollecitato la coop "Noi" il 22 giugno scorso dopo aver ad essa notificato il computo metrico per la realizzazione dell'impianto antincendio.
La Coop. è stata quindi invitata a firmare il contratto di appalto ma la stessa a questo punto ha chiesto di attendere prima di iniziare i lavori.
Questo covid potrebbe frenare l’investimento.
Non vorremmo avviare una Casa di riposo mentre le altre chiudono, ha riferito Ambrosone la risposta dell'azienda.
Comunque sia, se non ci sarà la firma del contratto, ci sarà la revoca dell'appalto e si andrà ad un nuovo bando di gara.
Riguardo le persone ospiti, 12 in totale, le famiglie chiesero di sapere le strutture disponibili sul territorio. Il settore si fece carico del trasporto degli anziani mentre la struttura avrebbero dovuto sceglierla i parenti i quali chiesero che ci fosse continuità anche per mantenere il rapporto di relazioni tra gli anziani. Essendo quella di Ceppaloni l'unica struttura resasi disponibile ad accettare dieci di queste persone, tutti si orientarono per questa soluzione mentre altre due famiglie scelsero altro.
Mi auguro, ha concluso Ambrosone, che la struttura possa riaprire al più presto. Per i dipendenti nel bando c’è la clausola di salvaguardia.
La quarta interrogazione è stata relativa allo "Stato di attuazione Fase 2 Reddito di Cittadinanza. Obbligo di attivazione progetti utili alla collettività", a firma ancora di Mollica che ha chiesto quali siano state le azioni organizzative di coordinamento che si stanno ponendo in essere per dare completa attuazione al decreto 149 del 2019 e quanti progetti utili siano stati presentati nei vari settori di interessi pubblico e quanti possessori del reddito di cittadinanza si intende utilizzare.
Mollica ha anche chiesto perché i dirigenti comunali non hanno ancora attivato i Progetti di Utilità Comunale (Puc).
Ha risposto ancora Ambrosone il quale ha detto che è stata avviata la piattaforma a gennaio poi il covid ha bloccato tutto.
Con le persone coinvolte non era possibile proseguire nel progetto ipotizzato.
E' stata però avviata una manifestazione di interesse. Finora solo una cooperativa si è dimostrata sensibile.
Una delibera di Giunta ci porterà però ad utilizzare 190 percettori del reddito di cittadinanza anche con lavoro da remoto.
Del progetto Ceppaloni utilizzerà 12 unità; Apollosa 13; Arpaise 6; il Comune di Benevento nel servizio cultura 4 persone; all'istruzione, 3 unità; ai servizi demografici 8; ai servizi sociali 4.
Otto unità richieste dalla coop sociale "Benessere"; 6 unità dalla coop. "Emergenza e soccorso", mentre il progetto dell'Asia prevede l'impiego di 112 unità.
Saremo comunque tra i primissimi comuni a partire. Gli altri Enri parlano, ha proseguito Ambrosone, ma finora non hanno concluso nulla.
Mollica ha replicato sui due argomenti essendoci stati problemi di audio.
Sui Puc ha detto di prendere atto dei lavori ma che alla fine aspetta la prova dei fatti.
Sul San Pasquale mi pare il gioco dell’oca, ha detto, visto che siamo tornati al punto di partenza.
La successiva interrogazione discussa è stata quella della "Promozione Serie A Benevento. Festoni pali pubblica illuminazione" a firma di Luigi Scarinzi, Vincenzo Sguera e Luca Paglia di "Patto Civico".
Ed è stato proprio quest'ultimo, Paglia, ad intervenire dicendo che la stessa interrogazione era oramai superata dagli eventi e quindi l'ha ritirata chiedendo nel contempo di passare all'altra interrogazione presentata dagli stessi consiglieri di "Patto Civioco" con l'aggiunta della firma di Anna Rita Russo sul tema: "Rassegna Città-Spettacolo".
Ha illustrato l'interrogazione lo stesso Paglia il quale ha chiesto di sapere se fosse stato approvato il programma senza la condivisione e la partecipazione della Prefettura trovandoci già in quel momento in piena pandemia.
E' intervenuto il Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica a disporre il divieto di far tenere i due ultimi concerti per motivi di sicurezza?
Ed ancora Paglia ha chiesto di sapere se è vero che sia stato concordato un compenso di 96mila euro per questi due spettacoli non tenuti.
Il costo complessivo della Rassegna era stato preventivato a 550mila euro. A quanto si è arrivati realmente?
A rispondere è stato il neo assessore Alfredo Martignetti. Anche lui, fresco di nomina, ha detto di attenersi a quanto scrittogli dal dirigente di Settore, Enzo Catalano.
Alla Promo Music di Orta di Atella, ha detto Martignetti, sono stati commissionati tre spettacoli per un totale di 138mila euro.
Il direttore artistico del Festival, Giordano, ha presentato l'elenco degli artisti con gli importi dovuti ed è stato approvato dalla Giunta: Si trattava dunque anche di Gabbani, Geolier e di Ghali.
Il dirigente Catalano ha affidato la realizzazione dello spettacolo di Gabbani per 37mila euro.
Gli altri due interventi sono stati annullati su disposizione del Comitato Ordine e Sicurezza e per essi  non c'è stato né l'affidamento né la contrattualizzazione.
Paglia ha chiesto ancora: Il programma è stato approvato ma senza la partecipazione della Prefettura nonostante le problematiche in atto?
Il programma non va approvato dal tavolo tecnico, ha risposto Martignetti.
E Paglia di rincalzo: Ma c’era o non c’era il coinvolgimento della Prefettura prima di affidare il servizio alla Promo Music?
Martignetti ha risposto: Io posso solo prendere atto del carteggio che mi è stato affidato.
Ed allora, ha detto Paglia, prendo atto solo che la Prefettura non è stata preventivamente interessata. Mi può bastare anche questo.
Martignetti ha ancora dettoi: Se si ritiene che, dopo la protesta di Associazioni sulla inopportunità di far tenere questi spettacoli, sia intervenuto il prefetto per l'annullamento degli stessi, debbo dire che questa supposizione non trova spazio nei verbali della Prefettura.
Per i due artisti il cui concerto è stato annullato è stato concordato il pagamento di 97.400 euro, ha proseguito Paglia.
No, ha risposto ancora Martignetti, perché non si è proceduto né al contratto, né all'impegno.
Non è stato firmato nulla ed il Comune ritiene di non dover pagare nulla.
Riguardo il costo della Rassegna esso è contenuto, ha detto Martignetti, nelle delibere di Giunta pubblicate.
Paglia ha concluso dicendo che c’è comunque una responsabilità precontrattuale da parte del Comune per i due concerti annullati.
A questo punto si è ritornati a dare risposta alla seconda interrogazione posta all'ordine del giorno e relativa a: "Esecuzione progetto di ripulitura monumento a Mandredi di Svevia", a firma ancora di Mollica la quale ha illustrato la sua richiesta del 2 dicembre dello scorso anno presentata per capire lo stato del progetto di pulitura del monumento a Manfredi dopo aver sollecitato più volte la richiesta nella Commissione cultura.
Sono passati circa due anni di interlocuzione con la Sovrintendenza. Il progetto ha un importo di 5.565 euro più iva.
A marzo scorso la Soprintendenza ha risposto che il Comune non è autorizzato a tali interventi.
In realtà dopo 18 mesi non si sa ancora nulla di concreto su questa vicenda.
A Mollica ha risposto l'assessore alla Cultura, Rossella Del Prete la quale ha esordito dicendo che il monumento formalmente non sarebbe di competenza dell'Ufficio Cultura.
E così, dopo aver costituito l’ufficio Unesco, ho promosso anche un gruppo di lavoro intersettoriale per condividere informazioni sul patrimonio culturale e le iniziative che vengono messe in campo. La risposta della Soprintendenza, ha proseguito Del Prete, e che la richiesta del Comune non è stata ritenuta idonea in quanto carente di indicazioni specifiche. Gli interventi sui beni culturali devono essere fatti da restauratori abilitati.
Noi non abbiamo nell’Ente le professionalità richieste, ha proseguito l'assessore, e non avendo altre risorse disponibili l’intervento è sospeso, questo però non significa che l'attenzione sul da farsi sia calata.
C’è bisogno di un intervento integrato nella buffer zone che peraltro ci è imposto dal documento Unesco del 2011.
Mollica ha risposto di aver ascoltato l'intervento di Del Prete con grande disappunto.
Sono completamente insoddisfatta. Non si conosce nemmeno il costo per affidare il restauro a persone specializzate.
Del Prete ha risposto: Il suo disappunto è anche il mio, ma è oggettivo.
A questo punto è stata illustrata dall'interrogante Francesco De Pierro, capogruppo del Pd, lì'interrogazione sul tema: "Lavori di manutenzione contrada Torre Alfieri".
Sollecitato in più occasione dagli abitanti della contrada, ha detto De Pierro, che vedono il tratto stradale privo di illuminazione e con erbacce ovunque.
A rispondere è stato l'assessore alle Opere Pubbliche, Mario Pasquariello il quale ha detto che la contrada è stata interessata da due sopralluoghi e quindi da un primo intervento la scorsa estate in agosto per la riparazione delle buche più vistose.
Ci sono tratti stradali ammalorati e bisogna rivedere la regimentazione delle acque visto anche che la strada è in salita.
Bisogna anche sollecitare nuovamente i frontisti a curare meglio le loro proprietà.
L'impegno è a vigilare su tutto ciò anche attraverso la Polizia Municipale.
I lavori di rifacimento del manto stradale e la regimentazione delle acque, sono in programma così come lo sono per altre strade. Stiamo vedendo come trovare i fondi necessari.
A questo punto, sempre interrogante De Pierro, è stata anticipata la discussione sulla decima interrogazione relativa alla: "Problematica dissesto ed Osl".
Il problema è atavico, ha detto De Pierro, visto che il dissesto è stato dichiarato quattro anni fa. Si tratta di un tema delicatissimo con la gente che aspetta ancora delle risposte.
Ai creditori del Comune bisogna legittimamente restituire quello che è dovuto.
In particolare De Pierro ha detto di aver chiesto nella sua interrogazione anche se le strutture comunali hanno rimesso all’Osl tutta la documentazione per consentire di arrivare alla determinazione della massa passiva.
C'è poi la necessità di capire anche se esiste un cronoprogramma che preveda la fine del lavoro dell’Osl, comprese le retribuzioni da dare ai dipendenti comunali per il lavoro svolto.
A rispondere, è stato l'assessore Maria Carmela Serluca la quale ha detto di essersi fatta portavoce direttamente all'Osl delle domande inserite nella interrogazione di De Pierro visto che l'Organismo Straordinario di Liquidazione è indipendente dal Comune.
Ho atteso quindi una loro relazione in merito mentre per quanto riguarda la tempistica e le modalità di attività e gestione del dissesto, sono normate dal Testo Unico degli Enti Locali.
L'attività dell'Osl si estrinseca poi in atti deliberativi che vengono pubblicati sul sito del Comune ed anche questa risposta da me ricevuta, è stata approvata con delibera dell'Osl del 10 novembre scorso e pubblicata.
E’ vero che sono passati oltre 3 anni e mezzo dall'insediamentro dell'Organismo, ha detto Serluca, ma la collaborazione con il Comune c’è stata anche se l’Osl lamenta la mancanza di una collaborazione stabile.
C’è un nostro funzionario a loro dedicato al 100% del tempo ed altri due dipendenti per un tempo abbastanza lungo li abbiamo loro destinati al 100% mentre altri al 50% dell'impegno lavorativo.
La carenza di nostro personale non consentiva di più. Dare 10 dipendenti solo all'Osl è assolutamente impossibile.
La Commissione ha poi autorizzato il progetto di massa passiva dando così uno sprint, nelle intenzioni, all'analisi delle richieste pervenute.
Questo significa che c'è collaborazione tra Comune e Osl anche grazie all'istituto del lavoro straordinario dei nostri dipendenti.
Sono state 680 le istanze esaminate e dovranno esserne viste altre 700 di domande.
All'Osl sono giunte 1.600 istanze di ammissione allo stato passivo.
A breve 887 loro delibere saranno pubblicate e conterranno l’esito di ogni singola istanza di ammissione al passivo.
Riguardo il cronoprogramma l’Osl dice che è difficile rispondere a questo interrogativo anche perché c'è bisogno di capire anche la massa attiva derivante dalla vendita del patrimonio ed i residui attivi.
Da parte nostra entro la fine del 2020 ci saranno gli avvisi di accertamento Imu 2015 e 2016 che devono essere inviati entro il 31 dicembre per evitare la prescrizione.
De Pierro ha replicato dicendo che i ritardi, dice l'Osl, sono attribuibili ad una mancata collaborazione con il Comune.
Una risposta, questa, imbarazzante per il Comune.
La verità è che dopo quattro anni siamo a metà del lavoro dell'Osl.
Lei non ha polemizzato, ha detto De Pierro a Serluca, ma mi sembra di assistere un po' ad uno scaricabarile.
Si faccia carico di interloquire di più e spesso con questi componenti dell’Osl. Non si può brancolare nel buio dopo quattro anni e dire che non c'è ancora la possibilità di fissare un cronoprogramma.
Se ritiene siamo disponibili, anzi ci fa piacere, interloquire con questo Organismo anche alla nostra presenza.
Mi riservo, ha concluso De Pierro, di trasformare l'interrogazione in mozione.
La successiva interrogazione trattata è stata "Servizio pubblico scolastico", a firma dui Floriana Fioretti, consigliere comunale del Pd, la quale ha sottolineato come il trasporto scolastico sia una delle cose più delicate e pericolose in questa pandemia e quindi ha chiesto di conoscere quanto sia stato fatto per rispettare tutte le norme ed anche se il parco degli scuolabus potrà subire incrementi.
Ha risposto l'assessore Ambrosone il quale ha detto che il trasporto dalla Trotta Bus è gestito in sicurezza e secondo i parametri previsti anche con attività di sanificazione sperimentate come quelli degli ambienti ospedalieri per neutralizzare la carica batterica.
E' stata messa in atto anche sessione formativa per il personale.
La misurazione della temperatura, come è noto, deve invece essere fatta a casa.
E' anche sempre pronto un nuovo autobus se la percentuale di presenza di passeggeri a bordo superi il numero previsto.
Fioretti si è dichiarata soddisfatta della risposta con l’auspicio che di questo se ne parli anche in Commissione Mobilità, se si riesce a convocarla (è una di quelle prive di presidente ndr).
Luigi Ambrosone ha sottolineato come al più presto in Commissione arriverà anche il Piano della Mobilità.
L'ultima interrogazione discussa ha visto il presidente Di Dio, coinvolto come interrogante. L'argomento è stato quello della "Sospensione utilizzo acqua Rione Libertà".
Di Dio ha fatto riferimento all’ordinanza del 18 settembre scorso del sindaco Mastella sulla sospensione dell’utilizzo dell'acqua per uso potabile in una zona del rione Libertà.
Ci preoccupò molto il fatto che il 15 settembre l'Arpac aveva già segnalato la non potabilità.
Il successivo giorno 17 aveva ordinato la immediata sospensione.
L'ordinanza del sindaco arrivò invece due o tre giorni dopo.
Di Dio ha sottolineato poi le perplessità sulla mancata sospensione dell'erogazione del servizio idrico ma imposto solo il divieto dell'utilizzo dell'acqua ai fini potabili.
Chi non sapeva dell’ordinanza, ha continuato ad utilizzarla quell'acqua ed anche a berla.
C'è bisogno di capire poi quali erano questi batteri trovati nella fontanella e quali danni potrebbero causare alla salute pubblica.
Infine, ha detto Di Dio, come mai non furono utilizzati anche altri canali di comunicazione come il megafono sulle auto, cosa che invece il Comune utilizza in altri momenti dell’anno e che ha fatto Gesesa per portare acqua potabile nelle case degli anziani e dei disabili.
Ha rispondere è stato l'assessore Pasquariello il quale ha ricordatro la procedura che si adotta in questi casi. La verifica dell’acqua è solo in capo all’Asl che si serve poi materialmente delle Arpac.
Il superamento del valore può essere anche non indicativo per l’uso o meno per l’alimentazione umana. Se la conclusione conduce che non c’è conformità e che il rischio c’è, all’atto del ricevimento l’Asl lo comunica al sindaco ed al gestore e programma un campione ripetitivo. Se è tutto a posto, con il secondo prelievo, si ritiene di rimuovere ogni divieto se c’è la conferma si chiede di promuovere anche interventi per il ripristino dei parametri.
Il 15 settembre aveva già segnalato la non potabilità dell’acqua, ha chiesto Di Dio?
Non può farlo l'Arpac, ha risposto Pasquariello, essendo competenza dell’Asl.
Il 15 settembre fu fatto solo il prelievo ed una prima risposta non può essere data prima delle 24 ore. Quindi non la poteva dare l'Arpac e non l'Asl.
Il 17 settembre l’Asl aveva chiesto la sospensione?
Neanche questo corrisponde al vero, ha detto Pasquariello perché si invitava il Comune a provvedere alla sospensione seguendo le indicazioni dell’Ente gestore senza dare, dunque, un ordine perentorio.
Pasquariello ha quindi proseguito con esposizioni tecniche.
E' un fatto normale che in una fontanella questo batterio possa persistere se non non si superano determinati parametri.
Lì si trattava di 69 Unità Formanti Colonie (Ufc) e dunque di una presenza minima ed insignificante atteso che il valore di soglia è di un miliardo ufc per ml.
Avendo avuto assicurazioni da Gesesa si è ritenuto che non ci fossero le condizioni per sospendere l'erogazione dell’acqua ma solo di vietarne l'uso potabile.
Riguardo la comunicazione sono stati fatti comunicati Stampa.
Non si è attivato il call center (quello famoso degli avvisi di Mastella ndr) o il megafono ma ci sono stati i Vigili urbani in giro per sensibilizzare le persone e sono stati apposti anche cartelli.
La pubblicità, dunque, è stata resa.
Con Gesesa convenuto che se la cosa si fosse prolungata si sarebbe ragionato sul come rifornire la zona, ma non ce ne è stato bisogno.
Di Dio ha replicato dicendo che oggi, a metà novembre, è anacronistico parlare di un fatto accaduto a metà settembre e che ha destato forti preoccupazioni della gente in quel momento.
Grosse problematiche non ce ne sono state, fortunatamente, tranne quella della comunicazione che è stata carente anche per dare tranquillità all'ambiente rispetto alle preoccupazioni che c'erano.
Resta comunque la necessità, ha concluso Di Dio, di migliorare la qualità dell'acqua che non è uguale in tutte le zone della città.
Alle 12.43 è terminata la seduta.

 

 

 

 

 

comunicato n.136091



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