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Benevento, 14-10-2020 17:57 ____
Il responsabile del "Mio", Paolo Bianchini denuncia la falsa attribuzione da parte di De Luca del termine di untore per bar e ristoranti
Mario Carfora, imprenditore sannita, parla di un calo insopportabile negli incassi per larga parte della settimana. Valeria Pennino, gestore di un bistrot nel Centro Storico: Che succedera' alla scadenza dei termini per occupare spazi all'aperto?
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Mario Carfora, imprenditore sannita, responsabile regionale del Movimento Imprese Ospitalità (Mio), ha accolto nel pomeriggio Paolo Bianchini, responsabile nazionale di "Mio Italia", per discutere con i giornalisti il delicatissimo momento che sta attraversando il comparto cosiddetto "Horeca" che tiene conto di tutti gli esercizi commerciali che attengono, appunto, all'ospitalità e dunque dagli alberghi ai ristoranti, alle taverne, alle trattorie, ai bar, vinerie e via discorrendo.
E' la seconda volta che Bianchini viene a Benevento, sempre ospite di Carfora, per parlare del dramma che stanno vivendo queste realtà imprenditoriali in ragione della pandemia da coronavirus.
A giugno, ha detto Bianchini, quando venni qui la prima volta, descrissi già uno scenario difficile che si stava preparando dinanzi a noi.
E non mi sbagliavo. Così è stato ed è, ma non perché noi siamo dei maghi e prevediamo il futuro ma perché siamo gente che quotidianamente lavora nelle proprie aziende, spesso a carattere familiare, e sulla nostra pelle quotidianamente sapevamo che l'autunno, con tutto ciò che avrebbe comportato questo periodo, sarebbe arrivato ed infatti è giunto cion tutto il suo fardello di problematiche.
In questo periodo che ci ha preceduto, la zone costiere hanno lavorato così come quelle di montagna e dei laghi, ma al Governo, che non ci ha ascoltati, dicevamo già allora che avrebbe dovuto guardare all'intero territorio nazionale ed alle sue differenziazioni.
Hanno ragionato su Rimini ma in realtà le città sono deserte e la ristorazione non è ripartita se non con percentuali basse.
Qui in Campania il presidente De Luca sta facendo del terrorismo psicologico considerando bar e ristoranti come untori ma non tiene in nessuna considerazione lo stato in cui agiscono le metropolitane e gli autobus.
Scene terirbili quelle che abbiamo visto in televisione, frutto di una incapacità gestionale.
Da marzo già sapeva che con la riapertura degli uffici avremmo assistito ad un ripopolamento delle strade e non ha fatto nulla per preveni9re quanto poi è successo.
Gli untori però per lui sono i bar ed i ristoranti. Questo è solo terrorismo mediatico.
Quando il Governo dice che alle 21.00 devono rientrare tutti a casa, in pratica si pone in essere un lookdown nascosto. Con ogni probabilità lo fa con uno scopo che è quello di non cacciare i soldi per risarcirci se ci dovesse essere una chiusura dichiarata.
Con la scadenza delle tasse, ha proseguito Bianchini, ci viene chiesto di pagare l'acconto nel 2020 sul reddito del 2019: Siamo alla follia!
Si vuole a tutti i costi mungere una vacca che di latte non ne ha più, lo ha finito.
Noi oggi dobbiamo decidere se pagare le bollette delle utenze, i fornitori, gli affitti ed i dipenenti o le tasse.
E tutto questo quando sappiamo bene che il 94/95% dei positivi è rappresentato dagli asintomatici.
Noi sappiamo bene che dobbiamo fare attenzione e che dobbiamo rispettare le regole imposte dalla pandemia, anche perché se risultiamo positivi i primi a pagare saremmo proprio noi con le nostre aziende perché dobbiamo chiudere le nostre attività.
Agostino Zollo, un imprenditore della ristorazione e dell'accoglienza ha ipotizzato una prossima chiusura se continua così. Non si può andare avanti.
Lo stesso Mario Carfora ha precisato che nei fine settimana ancora qualcosa si riesce a fare ma dal lunedì al giovedì è praticamente notte fonda.
Negli ultimi 15 giorni, in pratica da dopo il voto per le regionali, su di noi è calato il coprifuoco.
Valeria Pennino, che gestisce un bistrot nel centro storico del capoluogo ha detto, con ironia ovviamente: Ben venga l'esercito auspicato da Mastella così almeno ci sarà un po' di gente in giro.
I bar ed il mondo della notte siamo tra i più colpiti da ciò che sta avvenendo.
Raffaele Sica, titolare di una degusteria a Montoro, ha denunciato anch'egli le difficoltà di una gestione che è sempre più problematica.
Valeria Pennino ha ricordato ancora che fra un paio di settimane, il 31 ottobre, scadrà il termine di autorizzazione ad utilizzare a titolo gratuito gli spazi antistanti i locali per mettere sedie e tavolini.
Che succederà se non ci sarà una proroga?
Per noi quello spazio è diventato vitale per rispettare la distanza sociale.
Anche in inverno ci occorre, magari metteremo un "fungo" per riscaldare l'ambiente e proseguire l'attività facendo rimanere seduti i nostri clienti. Dentro i nostri locali non abbiamo spazio a sufficienza. Io da 20 posti sono scesa ad 8. Di qui l'appello al Comune affinché conceda una proroga fino alla fine dell'emergenza.
A Pennino ha rispostio Carfora confermando la necessità di questa proroga. Lo scorso anno già di questi tempi chi mai pensava a dover tenere i tavolini all'aperto...
L'incontro si è chiuso anche con la denuncia di difficoltà interpretative dei vari provvedimenti, nazionali e regionali, interpretazioni che spesso sono lasciate alla "fantasia", non sempre benevola, dell'operatore delle forze di polizia di turno.
E questo non è possibile, è stato detto.
Abbiamo bisogno di regole chiare anche per poterci tutelare nel corso dei quotidiani controlli ed affermare i nostri diritti.

 

 

comunicato n.135374



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