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Benevento, 11-10-2020 09:10 ____
Un giorno il nonno mi bacio', mi pare ancora di avvertire sulla fronte il solletico della sua barba e disse sottovoce: Vieni, devo darti una cosa...
Mi porto' nella sua camera. Sopra il cassettone c'era l'orologio che, l'altra sera, ho tenuto in mano. Ecco, ora e' tuo, mi disse e non so perche' me lo diede. Per Peppino De Lorenzo e' l'occasione per ricordare con affetto la figura dei nonni
Nostro servizio
  

Peppino De Lorenzo, questa domenica, apre un altro cassettino della sua memoria e ritorna, con il pensiero, all'affetto dei nonni che, per tutti noi, rappresentano figure che ci accompagnano per la vita intera.
Quello dei nonni, infatti, è stato sempre un affetto particolare che rimane, intimamente, legato agli anni dell'infanzia.
"L'ora della sera invita, più di tutte le altre, alla riflessione.
Infatti, si è soliti ripetere che, quando la natura dorme, l'anima si muove.
La voce di quest'ultima, nel corso della giornata lavorativa e di attività, rimane soffocata, inascoltata, ma, di sera, nel riposo, parla, quasi senza farsene accorgere.
Tra le tante cose che conservo, in un angolo di una delle stanze del mio studio, c'è una vecchia cassa. Contiene ricordi di ogni tipo.
L'altra sera l'ho riaperta e mi sono messo a rovistare.
Tanti gli oggetti, è vero, ma uno in particolare ha permesso che, alla mia mente, affiorassero ricordi dolcissimi.
Mi sono seduto, come un automa, su di una poltrona, rigirando, tra le mani, quell'oggetto: un
orologio, sì, un vecchio orologio da tasca, consumato dal tempo (foto).
Ho rivisto nella mente mio nonno paterno, di età avanzata, ma dal portamento eretto, i capelli bianchi e dagli occhi ancora vivi e ridenti.
Un giorno mi baciò, mi pare ancora di avvertire sulla fronte il simpatico solletico della sua barba e, prendendomi per mano, disse sottovoce: Vieni, devo darti una cosa.
Disse proprio così, me ne ricordo, e mi portò nella sua camera. Sopra il cassettone c'era l'orologio che, l'altra sera, ho tenuto in mano.
Ecco, ora è tuo, mi è sembrato la sua voce affermare.
Non so perchè me lo diede.
Un giorno, dopo un intervento alla gola che gli tolse la parola, si spense in silenzio.
Ora di lui non mi resta che questo orologio e qualche fotografia molto scolorita dal tempo.
Mentre rovistavo ancora, lo squillo insistente del cellulare mi ha distolto da quella specie d'incantesimo in cui ero piombato.
Si era fatto tardi.
Ho chiuso la cassa ed i ricordi se ne sono tornati, buoni buoni, da dove erano venuti".

comunicato n.135293



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