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Benevento, 15-09-2020 11:16 ____
Vittoria Principe dell'Associazione "Io piu' forte di... te" ha inviato una lettera aperta ad Antonio Febbraro
In essa racconta le sue vicissitudini di salute, passate e presenti, supportate dalla assistenza del primario di Oncologia del Fatebenefratelli
Redazione
  

Vittoria Principe dell'Associazione "Io più forte di... te" ha inviato una lettera aperta ad Antonio Febbraro (foto).
In essa racconta le sue vicissitudini di salute, passate e presenti, supportate dall'assistenza del primario di Oncologia del Fatebenefratelli
"Dal 13 gennaio - si legge - ogni sera mi sedevo lì.
Quando l'Ospedale si svuotava di visitatori, mi recavo su quello sgabello di fronte ad una bellissima statua della Vergine Maria, carica di fiori e profumi, con in braccio il suo Bambino.
La mia vestaglia nascondeva un pancione enorme che però, a differenza di quanto credevano i più, non nascondeva la gioia di una gravidanza, ma la presenza di un mostro con il quale stavo intraprendendo la mia battaglia.
E con le lacrime che mi scendevano silenziose tenevo dentro tutto il mio dolore.
Spesso passava di lì un uomo alto in camice bianco che tutti mi avevano indicato essere Antonio Febbraro, il primario di Oncologia del Fatebenefratelli.
Non ci conoscevamo ma io avevo già riposto in lui tutte le mie speranze di vita.
E in effetti non mi ero sbagliata.
Dopo un lunghissimo intervento chirurgico nel quale Recce praticò quasi un mezzo miracolo, dopo qualche giorno incontrai lui.
Era un giorno in cui il cielo era plumbeo, le nuvole pesanti.
Erano le tre del pomeriggio, per chi è cristiano l'ora della Divina Misericordia.
La porta si spalancò ed in contemporanea nella stanza entrarono Antonio Febbraro e un raggio di sole.
Fu in quel momento che capii che Dio mi stava portando nelle mani prima di un uomo e poi di un medico.
Fu dolce, rassicurante, determinato. Mi sentii forte, capace di affrontare ogni difficoltà e la sua professionalità in questi anni non ha mai smentito tutto ciò.
Abbiamo fatto insieme un cammino tra sorrisi e paure, ma sempre con il suo garbo, la sua signorilità, il suo profondo rispetto per il paziente.
Oggi stiamo combattendo un'altra battaglia e se le altre volte mi ha tenuta per mano, oggi mi ha presa davvero in braccio e con Dio mi sta sostenendo.
Racconto queste cose per testimoniare che la professionalità esiste e se viene condita da profonda umanità diviene un mix che dà vita a medici come Antonio Febbraro.
Grazie Antonio non esisterà mai alcun termine per poter esprimere a pieno i sentimenti che ho nel mio cuore".

comunicato n.134621



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