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Benevento, 11-09-2020 18:17 ____
Giorgia Meloni, puntualissima, giunge a Palazzo Paolo V per accogliere la promessa dei suoi: Saremo il primo partito nel Sannio in queste elezioni
Uno sguardo al prossimo anno: Non saremo con Mastella, questo e' certo, del resto non lo abbiamo sostenuto nemmeno quattro anni fa. Paolucci candidato sindaco? Solo una provocazione ma con una percentuale di serieta'...
Nostro servizio
  

Apriamo con una, anzi con due curiosità, riferite alla venuta a Benevento di Giorgia Meloni, il presidente di "Fratelli d'Italia".
La prima.
Stavamo attendendo nel cortile di Palazzo Paolo V l'arrivo dell'ospite e ci eravamo già predisposti a farci quattro chiacchiere nell'attesa di far passare almeno una mezz'oretta, se non un'ora, prima dell'avvio dei lavori. Un classico.
Ed invece ad un certo punto abbiamo sentito un applauso forte ed una invocazione: Giorgia, Giorgia.
Ci siamo voltati ed era proprio lei che aveva varcato il portone del Palazzo alle 16 e 31, un minuto oltre l'orario fissato.
Non abbiamo potuto che andare col ricordo ai racconti dei tempi lontani quando tutto era puntuale, ci dicevano, e si spaccava il minuto...
La seconda è che poco prima che Meloni entrasse nel Palazzo, una voce impostata, dall'altoparlante ha annunciato: Preghiamo tutti i presenti di lasciare libere le sedie, che non sono molte per via del rispetto delle regole della pandemia, ai giornalisti perché è questa una Conferenza Stampa.
Mamma mia, il nostro commento, che differenza abissale rispetto al trattamento ricevuto non più tardi di qualche ora prima...
Detto delle curiosità, veniamo alla cronaca dell'evento.
Ad aprire i lavori, è stato Federico Paolucci il quale ha sottolineato la sua emozione nell'accogliere il presidente nazionale del partito. E' la prima volta che ciò accade da quando ne sono il portavoce di "Fratelli d'Italia" a livello provinciale.
Paolucci ha salutato anche la presenza dei parlamentari Antonio Iannone ed Edmondo Cirielli.
Domenico Matera, candidato alle elezioni regionali, ha ricordato che egli appartiene alla terra della Valle Caudina, territorio in cui il fiero popolo dei sanniti le suonò sonoramente ai romani facendoli passare sotto le Forche. Lì per lì è parsa una gaffe, visto che Giorgia Meloni è romana, ma poi Matera ha saputo raddrizzare la barra ed ha chiesto ora la collaborazione dei romani per cacciare da questre terre il Centrosinistra e l'anno prossimo anche Mastella.
Pioi ha aggiunto: Siamo anche un po' presuntuosi ed abbiamo la voglia ed il convincimento di risultare, alla fine della competizione, il primo partito nel Sannio.
Francesca Pedicini, l'altra candidata ha fatto solo un breve cenno di saluto ed affidato alla platea l'auspicio di far rinascere nella gente l'amore per la politica e di tornare, come Centrodestra, nuovamente alla guida della Campania.
A questo punto è stata la volta di Giorgia Meloni, uno scricciolo, accanto al candidato Matera, ma dotata di una forte carica di simpatia e di capacità di essere attrattiva e convincente nell'eloquio.
Il Centrodestra, ha esordito, al contrario dell'indescrivibile coacerbo di liste del Centrosinistra, sta insieme compatto e motivato da una scelta e da una visione comune di sviluppo economico.
Al contrario di noi, i nostri avversari stanno insieme solo per interesse.
Qui in Campania la realtà in cui viene a trovarsi questa terra, non è un destino.
Non è destino avere le tasse più alte del Paese, una emigrazione di giovani verso altri territori, un mancato utilizzo dei fondi europei.
Tutto questo non è destino ma il risultato delle scelte di una politica che è brava a parlare ma che all'atto pratico non è poi capace di concludere nulla.
Se votate qualcuno solo perché vi fa ridere quando parla, sappiate che poi quello vi troverete, una risata.
I dati dell'Autorità Nazionale Anti Corruzione (Anac) dicono che qui, in Campania, per ogni malato da coronavirus sono statri speri 76mila euro rispetto ai 5mila della Lombardia ed i 10mila del Veneto!
La verità è che qui vi trovate di fronte ad un parolaio, De Luca e ad un operaio, Caldoro, un parolaio che ancora inaugura opere che sono state tutte avviate dalla presidenza di Stefano Caldoro. Di suo non c'è nulla.
Meloni, con un tono di voce sempre più alto, ha detto che non bisogna mantenere le persone con la paghetta di Stato, ma sostenerle ed aiutarle ad inserirsi nel mondo del lavoro che produce libertà ed evita che i giovani debbano andare via.
C'è necessità di sostenere i prodotti soprattutto dell'agroalimentare qui nel Sannio, una terra che non ha mai avuto un assessorato di rappresentanza nella Giunta regionale se non nei decenni lontani.
Relativamente alle prospettive riguardo l'avvio del nuovo anno scolastico Giorgia Meloni si è detta scettica: Siamo al nulla ed al ministro dell'Istruzione, Azzolina a cui non possiamo che assegnare il voto di non classificata.
Ancora oggi metà dei docenti non hanno fatto il tampone ma siamo invece pronti ad introdurre i banchi con le rotelle acquistati con una procedura opaca.
Quindi il leader di "Fratelli d'Italia" ha sottolineato la insipienza di una politica governativa che ha utilizzato con estrema discrezionalità le norme sulle pandemia.
Ha rincorso con gli elicotteri gli italiani sulle spiagge ma non ha fatto e non fa nulla per fermare l'arrivo di migranti portatori anche di positività al covid-19.
Le Istituzioni non si usano così.
Quando è toccato a noi giornalisti fare le domande, abbiamo chiesto a Meloni se fosse in grado di darci una spiegazione convincente sull'atteggiamento di questa Regione Campania che nei giorni più terribili della pandemia aveva certamente numeri molto bassi di contagiati.
Nonostante tutto questo la Campania è stata tra le Regioni che ha applicato regole tanto ferree da distruggere l'economia già fragile pur non essendovene bisogno, si dice oggi.
Però in quei mesi quella forma di decisionismo serviva a De Luca per crescere nel consenso dei campani impauriti da una malattia di cui non si conosceva e non si conosce nulla.
Oggi, con numeri altissimi di contagiati, non si fa nulla o quasi.
Almeno, si pensa, questo stato di cose reggerà fino alle elezioni.
Ed allora la domanda è: Quando siamo stati fregati? Prima o dopo, abbiamo chiesto a Meloni?
La verità, ci ha risposto la giovane leader, è che il Governo sui dati e sulle emergenzxe non è mai stato chiaro ed ha agito come meglio gli serviva e De Luca è andato avanti con atteggiamento di comodo.
Riguardo alle domande di altri colleghi, il grande raggruppamento di liste che sorreggono la candidatura di De Luca, ha detto Meloni, è in pratica uno strumento per il controllo del voto e per fare in modo che chi deve quei voti li dia con certezza tramite semplicemente il nome di un candidato che sa bene che non sarà mai eletto.
Sul futuro politico del centrodestra a Benevento, dove il prossimo anno si vota, Meloni ha confermato: No a Mastella, del resto non lo abbiamo votato nemmeno quattro anni fa.
Riguardo poi il candidato sindaco si vedrà. Molto dipenderà anche da come andranno le elezioni regionali.
Qui, sul piano strettamente locale, a proposito della candidatura di Paolucci a sindaco della città, egli ha detto che quella sua provocazione sta a significare che esiste chi è in grado di rappresentare il centrodestra.
Diciamo che è stata una provocazione con una percentuale di serietà.

 

 

 

 

 

comunicato n.134529



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