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Benevento, 10-09-2020 13:57 ____
Allarme incendi: Anche il "pubblico" deve fare la sua parte e non puo' ritenersi al di sopra delle regole che indirizza ai "privati"
E' il caso dei residui vegetali di potature autorizzate dal Comune e che da un paio di anni giacciono, oramai essiccati e quindi di facile combustione, ai margini della strada
di Giacomo De Angelis
  

Questione incendi.
Non basta pubblicare avvisi e ordinanze per sensibilizzare e invitare la cittadinanza a porre in essere determinate azioni di prevenzione, quali la potatura di siepi, canneti e ogni specie di vegetazione di facile combustione situata a bordo strada.
Occorre anche controllare che tali indicazioni siano poi realizzate.
Non solo, ma proprio chi dà queste direttive deve dare... l'esempio.
Da svariati giorni abbiamo avuto e, purtroppo, continuiamo ad avere notizia d'incendi che stanno distruggendo vaste aree di vegetazione dei nostri monti.
Quelle dei Comuni di San Lorenzello e Cerreto Sannita a causa dei roghi sui monti del Titerno, in particolare sul Monte Erbano, e quelle dei Comuni di Foglianise e Vitulano per un incendio sul Monte San Menna.
Insomma, ettari di vegetazione andati in fumo nonostante l'intervento dei Vigili del Fuoco, degli operai forestali delle Comunità Montane nonché della Protezione Civile.
Come sempre, vi sono dubbi sulle cause di tali roghi.
Sono dolosi o sono spontanei dovuti al caldo di questi giorni? Difficile dare risposta certa.
Ad ogni modo, ciò che va rilevato è la necessità di attivare ogni possibile azione di prevenzione, d'informazione e, se fattibile, anche di dissuasione.
Tale necessità, è maggiore quando le aree di vegetazione da preservare sono nelle vicinanze o addirittura nei centri abitati.
Il richiamo all'osservanza di elementari regole di buon senso è d'obbligo.
Purtroppo, non sempre basta il richiamo, ma occorre dare seguito con l’attenzione e i controlli.
Anche il sindaco del Comune di Ponte ha emanato apposita ordinanza, la numero 19 del 9 luglio scorso, avente a oggetto il "Divieto assoluto di abbruciamento di residui vegetali, agricolie forestali in tutto il territoriocomunale nel periodo 1 luglio-30 settembre 2020".
Con la stessa, ha in sostanza vietato l'abbruciamento di vegetali, loro residui o altri materiali connessi all'esercizio delle attività agricole; ha ordinato ai proprietari di terreni a rimuovere, per una fascia non inferiore ai cinque metri dalle strade e dai complessi edificati, ogni residuo vegetale o qualsiasi materiale che possa favorire l’innesco d’incendi e la propagazione del fuoco.
Inoltre, ha richiamato il Codice della Strada che fa divieto di gettare dai veicoli in movimento mozziconi di sigaretta su tutte le strade.
Quindi, ha anche invitato i cittadini a segnalare eventuali "trasgressioni”, che presumiamo possano essere anche delle semplici situazioni di criticità.
Intanto, ci risulta che sia stata emanata sanzione a carico di qualche trasgressore.
Tuttavia, ciò che sorprende è la circostanza che proprio il Comune ignori alcune criticità che, oltre ad essere evidenti, sono conseguenza d'interventi pubblici o autorizzati dal Comune stesso.
E' il caso dei residui vegetali di potature autorizzate dal Comune in via De Mennato, che da un paio di anni giacciono, oramai essiccati e quindi di facile combustione, ai margini della strada e, cosa più preoccupante, nella folta vegetazione che caratterizza una vasta area a ridosso del centro abitato, località Vallocchia e area limitrofa.
Sorprende di più che tale situazione sia stata pure segnalata al Comune, addirittura il 14 agosto scorso, ma senza alcun esito e seguito, purtroppo.
Un eventuale rogo, come peraltro è già successo nel 2008 sulla vicina collinetta, oltre a depauperare una zona di rigogliosa quanto d'incantevole vegetazione, creerebbe pericolo ed evidenti disagi.
Non solo, ma a valle, e abbracciata da tale vegetazione, c'è anche la centrale telefonica Telecom.
E' facile immaginare cosa potrebbe succedere se un incendio toccasse tale impianto.
In questi giorni, poi, abbiamo rilevato che anche nella strapazzata (da vandali e da "imbrattitori di plastica") via Latina si è provveduto alla "decespugliazione" lasciando, però, a margine del percorso i residui vegetali oramai essiccati e... a rischio d'eventuale innesco.
Insomma, anche il "pubblico" deve fare la sua parte; non può ritenersi al di sopra delle regole che, intanto, indirizza ai "privati".

 

comunicato n.134485



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