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Benevento, 08-09-2020 12:54 ____
Buona la prima. A Giurisprudenza sono riprese le sedute di laurea in presenza ed e' stata una gioia essere tornati ad una quasi normalita'
Tra gli argomenti trattati dai laureandi, anche l'affidamento in prova ai servizi sociali ed il caso di Silvio Berlusconi. Si e' parlato anche del consenso informato e dell'autodeterminazione del minore e del segreto bancario
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Nonostante la sensazione di ansia e di pericolo che incombe su tutti noi, sensazione rappresentata ed esaltata dai gesti che dobbiamo compiere: indossare la mascherina, rimanere distanti l'uno dall'altro di almeno un metro, sanificare le mani, quella che ha prevalso stamane nell'Aula "Ciardiello" dell'Università del Sannio di via delle Puglie, è stata la gioia per essere tornati a vedersi, ad incontrarsi.
Infatti, il corso di laurea in Giurisprudenza, così come gli altri, ha ripreso le sedute di laurea in persona ed oggi è stata la prima di esse.
Certo, bisogna dire, che i laureandi in Giurisprudenza hanno sempre sostenuto il loro esame finale nella prestigiosa sede settecentesca di Palazzo De Simone, nella sala affrescata, lì dove tutti si augurano si possa ritornare al più presto.
Detto del momento emozionale, bisogna anche dire che tutte le regole dettate dal contrasto alla pandemia, anche quelle che talvolta si trascurano, sono state osservate.
I componenti della Commissione, presieduta oggi da Gaspere Lisella, non hanno indossato la toga e quindi non è stata apposta nemmeno sulle spalle dei laureandi al momento della proclamazione, per evitare eventuali contaminazioni e la firma sui verbali, non appena conclusa la discussione della tesi, i laureandi l'hanno apposta con una penna loro riservata, una bic, che è stata poi donata a ciascuno di loro.
Questo oltre la sanificazione delle mani, le mascherine e via dicendo.
E dunque osservate in maniera stretta e rigorosa le regole, è giunto il momento tanto atteso dopo cinque duri anni di studio, l'esposizione della propria tesi di laurea.
Il primo ad essere chiamato è stato Mario Cevoli, che ha trattato una tesi in Diritto Penale sul tema: "L'affidamento in prova ai servizi sociali", relatore il docente Flavio Argirò che ha sottolineato come spesso sia importante la connessione tra vita e studio.
Quello dell'affidamento in prova è un istituto che doveva essere innovativo e che invece, per tanti motivi e riforme, occupa un posto di nicchia. Il candidato, ha proseguito Argirò, ha fatto anche la storia dell'affidamento in prova con un esame della casistica ed in essa includendo anche il caso di Silvio Berlusconi ed il suo affidamento ai servizi sociali.
L'altra candidata è stata Sara Piazza che ha discusso una tesi in Diritto Civile sul tema: "Consenso informato ed autodeterminazione del minore", relatore la docente Antonella Tartaglia Polcini che, in congedo straordinario, è stata sostituita dal docente Vincenzo Verdicchio a cui è stata affidata la lettura della sua relazione.
L'evoluzione della normativa, ha scritto Tartaglia Polcini, e l'irrompere della tecnologia ha fatto porre l'attenzione sull'autodeterminazione del minore. La tesi è composta da tre capitoli che non mancano di approfondire anche i rapporti patrimoniali e le scelte terapeutiche che riguardano questo istituto.
Nel testo è anche analizzato il ruolo dei social network ed il ciberbullismo. Uno scritto puntuale anche nella ricostruzione delle premesse.
L'ultimo candidato è stato Alessandro Carbone, che ha discusso una tesi in Diritto degli Strumenti Finanziari sul tema: "Il segreto bancario. Profili evolutivi". Relatore il docente Stefano Addabbo che ha sottolineato come questa tesi sia assolutamente attuale anche in ragione del grande impatto che il segreto bancario, appunto, ha sul mondo bancario e finanziario e sul sistema territorio.
In realtà, però, ha proseguito Addabbo, l'argomento ha colto più l'attenzione dei mezzi d'informazione che della letteratura giuridica. Esso, peraltro, non è stato mai normato dal legislatore ed è stato definito solo da una sentenza della Corte di Cassazione degli anni Settanta e poi da un più recente pronunciamento della Corte Costituzionale.
La tesi, ha detto ancora Addabbo, si sofferma anche sulle deroghe al segreto bancario che vengono in qualche modo giustificate dal bilanciamento degli interessi.
Degno di nota, infine, è l'ultimo capitolo del lavoro di Carbone, che affronta il rapporto tra il sistema italiano e quello elvetico dove sembra che ci sia stato un tramonto di questo segreto bancario ma in realtà esso ne uscirebbe addirittura rafforzato.
Ultimata la discussione delle tesi la Commissione, presieduta da Gaspare Lisella e composta da: Vincenzo Verdicchio, Cristina Ciancio (nel ruolo di segretario), Flavio Argirò, Marco Mocella, Stefano Addabbo e Mauro Travaglione, si è ritirata per esprimere le sue valutazioni.
Al termine, c'è stata la proclamazione dei tre neo laureati magistrali in Giurisprudenza a cui anche noi di "Gazzetta" facciamo giungere tanti auguri con l'auspicio di un radioso avvenire professionale.

 

 

 

 

 

 

 

comunicato n.134430



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