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Benevento, 07-09-2020 19:41 ____
Quello che si fece con la viticoltura e la tabacchicoltura 50 anni fa oggi va fatto con la carne marchigiana
Sarebbe il caso che i nostri consiglieri regionali evidenziassero che due sono le eccellenze zootecniche della nostra regione, dotate di un riconoscimento europeo: La mozzarella di bufala campana e la carne bovina marchigiana sannita
di Roberto Costanzo
  

Nei dibattiti preelettorali si parla anche di agricoltura, così come si faceva durante la prima campagna elettorale regionale del 1970.
Allora ci si concentrava sui due comparti produttivi più praticati, la viticoltura e il tabacco.
Oggi si parla anche di altro.
La nostra viticoltura allora risultava già la più specializzata della regione: Avevamo ottenuto la prima Denominazione di Origine Controllata (Doc), il vino Solopaca; erano partite le prime due grandi Cantine sociali, la Guardiense e la Solopaca.
Comunque eravamo ancora una provincia vitivinicola quasi anonima, in quanto oltre l'80% del nostro vino veniva imbottigliato altrove, soprattutto al Nord.
Il tabacco si era avvantaggiato della riforma del sistema monopolistico della coltivazione, imposta dalla Comunità Europea.
Benevento divenne così una delle principali province tabacchicole d'Italia e d'Europa.
Tabacco e vino ormai facevano il massimo fatturato, però la vitivinicoltura non riusciva a raggiungere la stessa capacità di reddito del tabacco.
Basti ricordare che mentre negli anni '60 si producevano soltanto 60mila quintali di tabacco, successivamente, negli anni '80 si raggiunsero i 900mila quintali.
A cavallo dei due secoli, purtroppo, tramonterà l'epopea del tabacco, e non solo nel Sannio, per effetto della nuova politica agraria europea che annullerà quasi tutte le ricche agevolazioni applicate alla tabacchicoltura per oltre un trentennio: Così l'agricoltura sannita che si reggeva su due robuste gambe perderà la sua gamba più trainante.
Con la sola vitivinicoltura diventerà difficile mantenere quel ritmo economico-produttivo dei decenni decorsi, anche perché la nostra vitivinicoltura nel terzo millennio dovrà fare ancora un po' di strada per raggiungere i livelli mercantili di tante altre aree vinicole del Centro-Nord.
Di tutto questo certamente vorranno tener conto i nuovi consiglieri regionali.
Inoltre, va considerato che a partire dagli anni '90 l'agricoltura sannita aveva tentato di riattivare un'altra gamba storica e forte ma non sempre produttiva, quale la zootecnia da carne.
Inizia, allora, l'ammodernamento degli allevamenti bovini di razza marchigiana, già presenti nella nostra provincia da circa un secolo, sebbene mai valorizzatia dovere.
Saranno appunto alcuni tabacchicoltori di nuova generazione dell'area Fortore-Tammaro, in particolare a San Giorgio la Molara, che all'inizio degli anni '90 cominceranno a pensare che nella loro zona con la sola gamba tabacchicola si sarebbe rischiato il fermo e, pertanto, progettarono di utilizzare i maggiori guadagni del tabacco per riprendere e modernizzare gli antichi allevamenti bovini da carne.
Parte così la grande scommessa della "marchigiana sannita", che da San Giorgio la Molara si estenderà silenziosamente verso nord e sud del Fortore-Tammaro.
Oggi in quell'area appenninica vi sono ben oltre trecento allevamenti bovini di razza marchigiana Indicazione Geografica Protetta (Igp), una delle cinque eccellenze italiane di carne, certificate a norma europea: circa cinquemila bovini adulti; oltre duemila vitelli da macello venduti ogni anno in tutta Italia.
Pochi sanno che oltre ai rinomati vini Doc il Sannio è dotato anche di un altro primato gastronomico, appunto la carne marchigiana, nota soprattutto fuori provincia.
Difatti, si utilizza e si consuma nelle macellerie, nella ristorazione e nella cucina di casa, ma non sempre se ne apprezza tutta la specificità.
Quello che si fece con la viticoltura e la tabacchicoltura oggi va fatto con la carne marchigiana.
Sarebbe il caso quindi che i nostri consiglieri regionali evidenziassero nei competenti organi che due sono le eccellenze zootecniche della nostra regione, dotate di un riconoscimento europeo: La mozzarella di bufala campana e la carne bovina marchigiana sannita.
I due grandi primati degli allevamenti della nostra regione.

comunicato n.134422



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