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Benevento, 01-08-2020 10:45 ____
La nostra rubrica "Lo sport ai tempi del coronavirus" questa settimana e' dedicata al Tiro a Segno Benevento
Il presidente Vittorio Cavalluzzo: Il Covid non ha fermato le nostre attivita' e siamo attrezzati per garantire la massima sicurezza. La campionessa Maria Varricchio: Sogno le Olimpiadi di Parigi 2024
Nostro servizio
  

La rubrica "Lo sport ai tempi del coronavirus", questa settimana, approda nel mondo del Tiro a segno.
Uno sport essenzialmente individuale, che non ha particolari problematiche legate al pubblico spettatore se non per le manifestazioni sportive e le principali norme di sicurezza, da sempre in vigore mediante apposite direttive tecniche.
Inoltre, il concetto della distanza sociale già veniva applicato prima e adesso maggiormente in linea con le attuali prescrizioni dettate in materia di contenimento della diffusione del coronavirus.
Insomma, uno sport al passo con i tempi dove anche nella nostra città si pratica nel pieno rispetto delle nuove normative.
Siamo andati virtualmente in contrada Santa Clementina dove si trova la società "Tiro a segno Benevento", dove vige una lunga tradizione di questa disciplina grazie al fattivo impegno del presidente Vittorio Cavalluzzo che ci ha accolto con il suo solito garbo trasmettendoci la propria passione verso questo sport e raccontandoci come la sua società si è adeguata al Covid-19.
"Come ben sapete - ha detto - noi siamo una figura ibrida perché svolgiamo due funzioni.
La prima come ente pubblico in quanto per conto dello Stato pratichiamo attività certificatoria per il rilascio del porto d'armi per coloro i quali fanno richiesta.
L'altra attività è quella meramente sportiva attraverso i nostri iscritti e inoltre siamo affiliati al Coni tramite l'Unione Italiana Tiro a Segno.
Per questa nostra duplice veste, abbiamo adottato, sin da subito, tutti i protocolli necessari appena è scattato il lockdown in piena sintonia con le disposizioni del Ministero dell'Interno.
Durante il periodo di blocco totale, mi sono recato tutte le mattine al poligono per adempiere a tutte le disposizioni in merito.
Non è stato certamente un bel momento, ma con la forza e la volontà di tutti siamo riusciti a superarlo.
A maggio abbiamo iniziato la ripresa sia come ente pubblico che come attività sportiva nel pieno rispetto delle normative rendendo il nostro poligono ancora più sicuro e anti Covid.
Basti pensare che c'è un addetto che raccoglie tutti i bossoli per sanificarli uno ad uno e pulire i banconi di tiro.
I nostri tiratori sono tornati ad allenarsi e anche la nostra campionessa Maria Varricchio sta iniziando a sparare sia ad aria compressa che a fuoco.
Seguo sempre Varricchio a distanza e sono molto felice per i suoi successi.
Tra ottobre e novembre riprenderemo le gare con i campionati italiani che si svolgeranno a Bologna o a Milano con la speranza di ottenere risultati importanti".
Insomma il futuro del tiro a segno è sicuramente roseo dopo la pandemia.
"Dobbiamo convivere con questa emergenza sanitaria - ha continuato Cavalluzzo - e seguendo piccole ma essenziali regole possiamo continuare a fare le nostre attività.
Ci vuole solo un po' di impegno e fatica in più, ma del resto come dico sempre ai miei atleti lo sport è sacrificio per un attimo di gloria".
Il fiore all'occhiello della società beneventana è sicuramente la tiratrice Maria Varricchio.
La giovanissima campionessa beneventana dopo essere cresciuta nel poligono diretto dal presidente Cavaluzzo ha spiccato il volo entrando a far parte del Gruppo Sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato e lo scorso anno ha conquistato una brillante medaglia di Bronzo alle Universiadi di Napoli nel mixed da 10 metri nel tiro a segno con pistola in coppia con Dario Di Martino.
In questi giorni, è in raduno con la nazionale a Bologna per riprendere la preparazione in vista dei prossimi impegni sotto la guida del campione olimpico Roberto Di Donna.
Con la tiratrice sannita abbiamo parlato del periodo di blocco totale e anche di quale sarà il suo futuro.
"La pandemia ha sicuramente cambiato la vita di tutti noi - ha esordito - facendoci capire l'importanza della quotidianità.
Nei giorni di chiusura, ho cercato di fare a casa degli esercizi fisici e in più mi sono attrezzata mondando un bersaglio da 10 metri con un simulatore che imitava il movimento per sparare i colpi.
Insomma, ho fatto di necessità virtù.
Il nostro essendo uno sport essenzialmente individuale non ha troppi problemi con il distanziamento sociale e quindi per noi la ripresa è stata molto più agevole.
Adesso mi sto allenando con la nazionale in vista delle prossime gare.
Al momento, le competizioni internazionali sono ferme, mentre a dicembre è previsto un campionato nazionale".
Oltre ad essere una campionessa di tiro a segno Maria Varricchio è anche una eccellente studente universitaria di Psicologia: "Nel periodo di lockdown mi sono dedicata più allo studio che allo sport, essendo in casa ovviamente ho dedicato più tempo al mio percorso accademico, poi appena è stato possibile sono tornata al poligono ad allenarmi per cercare di crescere sempre di più".
I sogni sono desideri e quelli della tiratrice beneventana sono ben chiari e nitidi: "L'obiettivo è quello di cercare di essere sempre competitiva per poter arrivare a livelli importanti.
Il mio sogno è quello di partecipare alle Olimpiadi di Parigi nel 2024 sto lavorando per questo e spero davvero di riuscirci.
Come mi ha sempre detto il presidente Cavalluzzo lo sport è sacrificio per un attimo di gloria.
Ecco bisogna lavorare tanto per poi ottenere traguardi importanti".
Il tiro a segno è ripartito con grandi ambizioni e con la passione di sempre.

 

 

 

  

comunicato n.133589



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