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Benevento, 30-07-2020 12:54 ____
Mastella gia' minaccia la coalizione in cui e' appena entrato: O il Pd mi garantisce la presenza in Aula o salta l'intesa politica
Il riferimento e' alla seduta del Consiglio comunale di domani in cui bisogna approvare il Bilancio di previsione senza il quale si va a casa. Sono invidiato e' vero ma sono anche un giocatore di gran classe
Nostro servizio
  

L'anatema Clemente Mastella lo ha lanciato alla fine della manifestazione di presentazione della lista dei candidati alle elezioni regionali di "Noi Sanniti", togliendo ovviamente la scena a tutti: Se il Pd beneventano contribuirà a far cadere l'Amministrazione comunale facendo mancare in Aula il numero legale, salta l'accordo politico a livello nazionale e regionale.
Non vi chiediamo, ha detto rivolto ai consiglieri del Partito Democratico, di votarci il Bilancio, ma di garantire la presenza in Aula.
In caso contrario, l'intesa salta qua in Campania ed a Roma dove non penso che questa coalizione non abbia bisogno di senatori (il voto della moglie già senatrice di Forza Italia, Sandra Lonardo, è oramai pronto per appoggiare il Governo Conte ndr).
Se c'è rispetto, rispettiamo, se non c'è ne prendiamo atto.
Non è un problema neanche pensare ad una partecipazione nella gestione (evidentemente è una offerta al Pd di un postio in Giunta ndr).
Un'ultima battuta l'ha riservata alla sua ex Forza Italia.
Berlusconi, e siamo ai tempi di quando Mastella nel 2008 andò a casa, quello che aveva promesso di darmi e che poi non mi diede, non lo aveva detto a chiacchiere ma lo aveva messo per iscritto.
Quel documento, se occorre, lo pubblicherò. Nessuno mi faccia parlare.
Al giornalista la sintesi di questa dichiarazione politica di Mastella, potrebbe già bastare, ma doverosamente dobbiamo anche dare spazio all'evento, che è anche altro e che si è aperto con l'intervento del segretario provinciale Molly Chiusolo che ha parlato di una squadra importante, quella di "Noi Sanniti", radicata sul territorio.
La nostra, ha detto Chiusolo, profeticamente anticipando in qualche modo ciò che poi dirà il suo leader Mastella, è un'alleanza strategica che serve al Sannio per ottenere un proscenio regionale e nazionale.
La parola è quindi passata ai candidati.
Ad intervenire è stata Giovanna Razzano che ha sottolineato come la sua linea sia quella del confronto e dell'ascolto e che è pronta, sulla sanità, a combattere anche una guerra termonucleare per non assistere ad una ulteriore sottrazione di fondi.
Negli Ospedali vogliamo più reparti e meno manager.
Quindi ha parlato della necessità di rafforzare le infrastrutture viarie e ferroviarie e di porre in essere un piano d'intervento, oltre che per la sanità, per il welfare ed il lavoro.
Per Gino Abbate questo movimento politico, che egli ritiene essere addirittura rivoluzionario, marca la differenza essendo antropologicamente e sociologicamente differente rispetto alle altre coalizioni politiche.
Quindi ha parlato della necessità di una riconversione ambientale e quindi della necessità di mettere l'uomo al centro della politica (una idea certamente non nuova visto che è di don Luigi Sturzo e di De Gasperi ndr).
I saluti all'Assemblea sono quindi stati portati da Domenico Parisi, presidente provinciale del partito, da Gianfranco Ucci, segretario cittadino di "Noi Sanniti" e da Antonio Di Maria, presidente della Provincia che ha parlato anche della necessità di avere un uomo forte al comando perché si è oramai in procinto di discutere dei fondi previsti dall'agenda 2021-2027.
Mastella non appena è tornato a fare politica, ha fatto riemergere il Sannio.
Saremo primi, in queste elezioni, ha concluso Di Maria, se ci sentiremo tutti candidati.
Poi c'è stato l'intervento conclusivo di Mastella, di cui abbiamo già dato ampia cronaca all'inizio.
Egli ha esordito citando la vicenda del presidente della Lombardia, Fontana: Se avessi avuto io un conto all'estero ci sarebbe stata già una sommossa popolare.
Riguardo poi l'intervento finanziario dell'Europa, ha detto Mastella, i soldi ora bisogna spenderli bene ed il Sannio può diventrare la Florida del nostro Paese in quanto anche grazie al Sud l'Italia ha ottenuto, dal totale dello stanziamento dell'Europa, circa 137 miliardi di euro.
Occorre poi a livello regionale predisporre un grande Piano Casa così come fece Fanfani negli anni Cinquanta. Bisogna abbattere e ricostruire eliminando così le distanze sociali tra il centro della città e le periferie.
Riguardo gli aspetti politici ha detto che gli sembrano esagerate 16 liste a sostegno di De Luca.
Mi sono sentito con Cardinale per fare qualcosa insieme del tipo di "Noi Campani" e "Noi Siciliani" (una idea questa non nuova in verità ndr) per dare spazio al Centro.
Poi, riferendosi a se stesso, ha detto di comprendere bene l'invidia di cui è fatto segno.
Sto in politica ed ho attraversato la prima, la seconda, la terza Repubblica.
Sono un mite ma se mi sfrugoleano, io mi ribello.
Dò fastidio?
Pazienza, io sono come il calciatore che gioca bene e per questo è invidiato.
Le nostre liste sono forti, ha detto, ma bisogna lavorare molto perché è stranissimo il meccanismo elettorale regionale.
Sulla città di Benevento poi, sono sereno anche se l'odio su di me è tale che si riverbera anche su di essa.
De Mita abbandonò la coalizione di Stefano Caldoro, candidato cinque anni fa alla riconferma alla presidenza della Regione, la notte prima della presentazione delle liste e non successe nulla.
Se mi sposto io, viene la fine del mondo.
Peraltro bisogna prendere atto che Forza Italia non c'è più e fare solo i cani da guardia alle cose che dice Salvini, non ce ne fotte proprio nulla.
Quindi ha confermato che la coalizione che è stata fatta a Sant'Agata dei Goti cion il Pd sarà riproposta anche a Benevento.

 

 

 

 

 

 

 

comunicato n.133541



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