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Benevento, 27-07-2020 11:22 ____
La maggioranza ancora una volta non ha i numeri ma in soccorso arriva l'opposizione ed il Bilancio e' approvato senza problemi
Assegnata al presidente del Benevento Calcio la cittadinanza onoraria. Oreste Vigorito racconta di essere rimasto effettivamente stregato forse anche da una immaginetta d'argento lasciatagli sotto il tergicristallo della sua auto
Nostro servizio
  

Una seduta di Consiglio comunale, quella di stamane, che ha visto nuovamente rimanere in vita la maggioranza, ma senza alcun merito, politico, s'intende.
Tralasciamo la parte, per così dire, la cerimonia del conferimento della cittadinanza onoraria a Vigorito, e veniamo all'analisi politica della celebrazione di questo Consiglio.
Ultimata la cerimonia, il presidente Luigi De Minico ha subito dato la parola all'assessore Maria Carmela Serluca, affinché avviasse la sua relazione sul Bilancio chiuso al 31 dicembre 2019.
Al termine della sua breve relazione, con la quale ha specificato che entrambe le deliberazioni oggetto di esame da parte del Consiglio, servono a mettere in sicurezza i conti del Comune, ha preso la parola Cosimo Lepore il quale ha in pratica sottolineato come, nonostante il dichiarato dissesto, non ci sia una grande liquidità mentre è presente una debitoria che ci porterà a niente e forse addirittura ad un nuovo dissesto.
Questa è stata tutta la discussione sul Bilancio.
A questo punto, è intervenuto il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle che ha chiesto la verifica del numero legale, ha chiesto cioè che si accertasse se vi fossero in Aula almeno 17 consiglieri tali da consentire il prosieguo della seduta.
Il presidente De Minico ha chiesto al segretario generale di procedere alla chiama al termine della quale, con un Clemente Mastella che ostentava sicurezza e tranquillità dal suo scranno sindacale,
sono stati accertati 18 presenti.
Due in più di quelli necessari per mantenere in vita la riunione.
Ma è su questi due in più, entrambi dell'opposizione, che si sofferma la nostra riflessione.
Mollica ha detto di essere rimasta in Aula perché così si fa. Chi chiede il numero legale poi non può andare via.
Non è vero affatto, ci ha detto Italo Di Dio, che invece dall'Aula se ne è uscito.
Io ho fatto la stessa cosa a dicembre scorso. Ho chiesto la verifica del numero legale e sono andato via.
E dunque prima leggerezza, o ingenuità, da parte di Mollica che ha assunto un atteggiamento anche illogico se vogliamo ed infatti se uno chiede la verifica è perché o la maggioranza non ha i numetri o li ha risicatissimi. E' addirittura possibile che con la presenza di chi ha chiesto la verifica medesima si possa determinare la permanenza o meno del numero legale. Per questo appare strano questo "obbligo" a rimanere in Aula mentre invece appare essere più coerente andarsene.
L'altro voto per giungere a 18 e superare la quota 17 è stato quello di Giuliana Saginario e qui il discorso è politico ed è serio.
Infatti, nel mentre ha firmato proprio stamane le dimissioni da presidente della Commissione Opere Pubbliche, assieme ad Anna Rita Russo che ha presentato quelle da presidente della Commissione Istruzione, essendo transitata nel gruppo di "Patto Civico" (nelle ultime due foto in basso), che è all'opposizione della Giunta Mastella, non ha rispettato le direttuive del suo nuovo raggruppamento, "Patto Civico" ed è rimasta in Aula facendo pendere la Bilancia verso l'Amministrazione Mastella che i numeri per essere autonoma, rispetto all'apertura della seduta, neanche oggi li aveva ed ha dovuto far ricorso ad un prestito dalla minoranza: da Saginario e da una ingenuità della pentastellata Mollica.
Nella maggioranza era infatti assente Antonio Puzio.
Per il resto tutti hanno rispettato le consegne del ruolo: Il Pd con Francesco De Pierro, Raffaele Del Vecchio e Floriana Fioretti, è uscito dall'Aula; così come il gruppo Misto composto da Delia Delli Carri, Angelo Feleppa e Pina Pedà; la pentastellata Marianna Farese (con la variante Mollica); e poi Italo Di Dio, Cosimo Lepore, e "Patto Civico" con il capo gruppo Vincenzo Sguera ed i consiglieri Luca Paglia ed Anna Rita Russo.
Francesco De Pierro, il capogruppo del Pd, ha rimbrottato Anna Maria Mollica per aver chiesto il numero legale anche se era palese che in Aula ci fosseso più di 17 consiglieri.
Non siamo d'accordo con De Pierro, è stato detto, perché grazie all'azione di Mollica è stato evidenziato questo dissenso all'interno del gruppo "Patto Civico".
A seguire il presidente De Minico ha chiesto il voto sulla prima deliberazione della sessione di Bilancio, "Articolo 151 e 231 Decreto Legislativo numero 267/2000. Relazione illustrativa al rendiconto della gestione 2019 e rendiconto della gestione 2019. Approvazione", che è stata approvata con 16 voti favorevoli (in pratica quelli di cui realmente disponeva la maggioranza oggi e che sono stati bastevoli dopo la modifica fatta al Regolamento Comunale), 6 contrari (De Pierro, Del Vecchio, Farese, Fioretti, Lepore e Mollica) ed un astenuto (Saginario).
A seguire, senza altra discussione (nelle sale interne al Palazzo era pronto il buffet per i festeggiamenti a Vigorito), si è passati alla votazione del terzo ed ultimo punto all'ordine del giorno: "Articolo 39 quater della legge numero 8 del 28 febbraio 2020 - Ripiano del maggior disavanzo degli Enti Locali", approvato sempre con i 16 voti della maggioranza, sette contrari (De Pierro, Del Vecchio, Delli Carri, Farese, Fioretti, Lepore e Mollica) ed 1 astenuto (Saginario).
Prima di chiudere la seduta il presidente De Minico ha dato conmunicazione della dimissioni dalle rispettive presidenze, come detto, di Anna Rita Russo, Istruzione e Giuliana Saginario, Opere Pubbliche e la redistribuzione dei consiglieri di "Patto Civico" all'interno delle Commissioni permanenti consiliari.
Stesso discorso hanno dovuto fare i capigruppo di "Lista Mastella" e "Noi Sanniti", Giovanni Quarantiello e Molly Chiusolo rideterminando i gruppi consiliari dopo gli ultimi abbandoni.
La seduta è stata sciolta alle ore 11.20.
Raccontato dell'aspetto politico di questa seduta del Consiglio comunale, torniamo all'inizio ed al primo punto iscritto all'ordine del giorno che prevedeva la concessione della cittadinanza onoraria al presidente del Benevento Calcio, Oreste Vigorito.
La seduta è stata aperta con 26 presenti alle ore 9.55, anche in questo caso con circa un'ora di ritardo rispetto all'orario fissato.
Una piacevole novità: Finalmente quest'oggi ha funzionato l'impianto audio. Ci auguriamo che lo sia anche per il futuro e che oggi non sia stata solo una piacevole eccezione.
Ad aprire i lavori il presidente del Consiglio comunale, Luigi De Minico, che ha passato la parola al sindaco Mastella.
Questa della cittadionanza onoraria è una storia biblica di una vicenda sportiva che determinò una richiesta di chiedere al Consiglio la cittadinanza comunale per un cittadino illustre che diviene parte della nostra società.
Oreste Vigorito è stato ed è un imprenditore serio e di riferimento in una realtà provinciale e di comunità che ha palesato insufficienza respiratoria.
Lui è stato per quella gente, (il riferimento è al Fortore e non solo ed ai campi eolici ndr), una opportunità con un inizio che rappresentava una incognita.
Da un punto di vista sportivo siamo entusiasti per questa stagione che si sta concludenzo perché vuol dire che anche per noi può arrivare una ricostruzione, magari un po’ diversa, grazie alla conquista della serie A nel campionato di calcio.
Proponiamo, ha concluso Mastella, di dare questo riconoscimento ad un galantuomo che si chiama Oreste Vigorito.
Francesco De Pierro, capogruppo del Pd, è stato il primo a prendere la parola. Siamo onorati, ha detto rivolto a Vigorito, di poterle assegnare la cittadinanza onoraria che lei ha guadagnato sul campo dando lustro profondo alla nostra città.
Lei è espressione di coerenza, passione ed amore. Ora è un cittadino di Benevento a tutti gli effetti, ma lo era già prima nei fatti.
Enzo Lauro, consigliere comunale con delega allo Sport, ha parlato di una giornata storica a valenza pubblica ma anche a livello privato.
A lui, al presidente, la città di Benevento deve tantissimo.
Non è poi tutto così scontato anche perché ci sono tanti altri passaggi che ci vengono invidiati a cominciare dalle compagini giovanili di questo Benevento Calcio. Un saluto particolare Lauro ha voluto mandare anche a Ciro Vigorito, fratello di Oreste, scomparso quando già la sua famiglia si occupava di calcio a Benevento..
Raffaele Del Vecchio ha detto che il legame che unisce la famiglia Vigorito alla città, è non solo sul piano sportivo e non solo risale a tanti anni ma ha determinato grandi soddisfazioni per la nostra comunità.
L'impegno al fratello Ciro lo abbiamo riconosciuto con la intitolazione dello Stadio.
Il nostro percorso di gratitudine ora si ribadisce con la cittadinanza onoraria che non è solo per il merito sportivo. La nostra collettività è riuscita ad unirsisotto le in segne del gioco del calcio prima ancora che sotto i vessilli delle istituzioni.
Italo Di Dio ha salutato con affetto ed emozione Vigorito.
La cittadinanza onoraria in realtà gli è stata già data in questi quindici anni trascorsi insieme.
Il sindaco Mastella, nel riprendere poi la parola e prima della consegna della pergamena e delle "chiavi della città", ha ricordato anche Carmelo Imbriani, il giovane capitano del Benevento, suo nipote, prematuramente scomparso.
Vigorito ha un carattere molto difficile, ma è anche questo che caratterizza gli uomini.
Il presidente del Consiglio comunale, Luigi De Minico, ha dato lettura della deliberazione dell'Assise, la numero 10, con la quale è stata conferita la cittadinanza onoraria.
L'atto è stato votato all'unanimità dei presenti.
La versione a stampa è stata consegnata a Vigorito dal presidente De Minico mentre le targhe a ricordo della manifestazione sono state date sempre da De Minico a Filippo Inzaghi, allenatore, e da Mario Collarile a Pasquale Foggia, direttore sportivo.
Oreste Vigorito ha esordito dicendo che Mastella gli ha tolto anche la possibilità di rifugiarsi nelle citazioni filosofiche a lui care avendole già utilizzate ed allora ha parlato di un libro, "Tra nuvole e vento" scritto dal fratello Ciro.
Quindi, citando la Bibbia, ha parlato del gesto di quando si semina il grano per sostenere l'umanità.
Ci sono i chicchi che vanno nella parte pietrosa o in pasto agli uccelli, solo una parte del seminato va nelle viscere della terra da cui usciranno poi i germogli, ma tutto questo sarà sufficiente.
Questo testo del Vangelo ci riporta alla parola insieme, al file rouge che unisce la famiglia Vigorito al territorio.
Senza questa parte feconda, rappresentata dai miei collaboratori e dalla mia famiglia, non avrei avuto la cittadinanza.
Un giorno un tifoso mi ha consegnato una statuetta della Madonna di Lourdes poi sotto il tergicristallo dell'auto ho trovato una busta di colore rosso contenente questa strega d’argento che non so chi me l'abbia regalata.
Non so se se sia stata proprio questa a stregare la mia persona.
Benevento fu scelta su tante altre città perché essa è stata importante nella mia vita ed io penso che abbiamo il dovere di restituire qualcosa di ciò che ci è stato dato.
Poi Vigorito, a proposito dei preziosi collaboratori, ha detto che se avessimo vinto a Pescara, cosa che rimprovero costantemente al mister, non avrei dovuto fare tanti casini. Saremmo stati in A prima del lockdown.
Ora con il ritorno in A, ha detto scherzosamente ricordando le sonore e numerosissime sconfitte del primo anno nella massima serie, sto cercando di modificare le regole del calcio: Tutti in porta. Inzaghi mi ha chiesto infatti di acquistare sette terzini e quattro portieri...
Vigorito ha infine parlato dell'episodio di una mamma che gli ha detto: Lei ci ha insegnato che anche in questa città si può vincere.
Questa è una città che si fa amare, ha concluso l'insignito, dove è possibile ancora vivere a misura d'uomo.
Qui se cammini la sera hai la possibiloità di ascoltare i tuoi passi, avvertire i profumi dei camini accesi. A Napoli queste sensazioni non è più possibile averle.
Questa città non ha limiti e non primeggia solo nel calcio.
Quelle bandiere e quei vessilli della storia, non saranno mai ammainati.
Sapremo uscire sempre a testa alta, da ogni situazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

comunicato n.133470



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