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Benevento, 26-06-2020 11:31 ____
Francesco Pepicelli, un carabiniere che, oltre il suo tempo, continua a indicarci la strada complicata ma splendida, della democrazia e della liberta'
Irene Salvatori, divulgatrice e autrice di saggi storici, si imbatte nella figura di questo martire nativo del Sannio, trucidato alle Fosse Ardeatine e ne parla nel suo recente libro che racconta un tassello del mosaico della grande Storia
di Enza Nunziato
  

Scavare nelle pieghe dei tempi per trovare tracce e ri-costruire una parte della Storia fa parte del suo mestiere, per questo, quando si è imbattuta in un indizio familiare del recente passato, del Novecento insanguinato, il suo cuore è andato in tumulto.
Stiamo parlando di Irene Salvatori, di professione archeologa, divulgatrice e autrice di saggi storici, la quale, per le insondabili trame della vita, attraverso i flash di una cugina di sua madre, scopre di avere un parente ucciso alle Fosse Ardeatine.
Strati di polvere da togliere, voci d (nella terza foto in basso)i dentro da “decifrare”, zii da ascoltare, fino a quando si squarcia il velo dei nebulosi racconti e appare la Storia.
Irene Salvatori è legata a filo doppio con Francesco Pepicelli (nella foto di apertura è con la moglie Olga), nato a Sant'Angelo a Cupolo il 19 maggio 1906, volontario nella Legione dei Reali Carabinieri di Roma.
Dopo l'8 settembre 1943, il nostro Francesco Pepicelli, ebbe un ruolo attivo nella guerra di liberazione italiana, combattendo con la formazione militare clandestina dei carabinieri che operava in stretto collegamento con i gruppi partigiani.
Una scelta che gli costò la vita.
Venne, infatti, arrestato dalle SS il 18 marzo 1944 e condotto presso la prigione di via Tasso, dove subì torture. A seguito poi dell'attentato di via Rasella, il 24 marzo 1944 fu trucidato nell'eccidio delle Fosse Ardeatine.
Pubblicato nei giorni della pandemia da coronavirus, il libro di Irene Salvatori, che racconta un tassello del mosaico della grande Storia, dal titolo "Roma Violata .Il vento e le ombre. 8 settembre 1943-24 marzo 1944" (nella quarta foto in basso un frammento della copertina), edito da Mursia, è un viaggio dentro le emozioni, i sentimenti, le decisioni di Francesco Pepicelli.
Un carabiniere che, oltre il suo tempo, continua a indicarci la strada complicata ma splendida, della democrazia, della libertà.
Quando ancora non ero riuscita a riallacciare i contatti con i familiari sanniti, ci spiega l'autrice con commozione, avevo deciso di "adottare", di prendermi cura, alle Fosse Ardeatine di Francesco Pepicelli, una semplice ma esemplare figura di uomo dell'Arma, che decide di mettersi in gioco per contribuire alla liberazione dell’Italia dal nazifascismo.
Poi "all'improvviso" la meraviglia degli incontri con i figli di Francesco Pepicelli.
La prima telefonata è stata con Biancamaria (nella foto in basso è con mamma e papà).
Dopo un iniziale e comprensibile momento di perplessità, perché l'una non conosceva l'esistenza dell'altra, ci siamo lasciate travolgere da un'empatia delicatissima, familiare, istintiva, dolcissima che ha fatto superare tutte le barriere.
Nel libro, evidenzia Irene Salvatori, ho cercato di raccontare il vissuto intimo, emozionale, di Francesco Pepicelli, partendo anche e soprattutto dalla documentazione storica, ma poi ho sviluppato la narrazione di un giovane carabiniere che diventa partigiano per amore della Patria e della libertà.
Un uomo che sicuramente non avrebbe preferito essere definito eroe, perché consapevole di doversi opporre a quel regime dittatoriale che mostrava ogni giorno di più, il suo volto violento e oppressivo.
Una scelta d'amore e di coraggio, una scelta difficile ma giusta, anche se sapeva di rischiare la propria vita e di non poter riabbracciare i propri cari.
Ho immaginato, spiega Irene Salvatori, e ricostruito le splendide lettere d’amore (nella seconda foto in basso, una è di Francesco Pepicelli e l'altra è del fratello che riconosce il suo corpo tra i trucidati alle Fosse Ardeatine) scritte alla sua Olga, i pensieri giocosi per i suoi figli... ho immaginato questo giovane uomo riservato, schietto, intento a fare il suo dovere di cittadino libero, costretto a distruggere questo tipo di carteggi che potevano rappresentare piste per i suoi avversari…
La duplice lettura storica del libro che incanta e intenerisce si snoda tra le strade di una Roma violata, tra le nefandezze del nazifascismo, le retate, gli arresti, e quella del cuore di Francesco Pepicelli.
L'ombra di un vento che parla alla sua bimba (Biancamaria), che la rassicura quando le sussurra di averla amata tantissimo anche e soprattutto quando ha scelto di mettere al primo posto la Patria.
"Non ho amato la Patria più di te ma per te... Amore mio ti regalo la Vita. Respira ogni istante con pienezza. Sii fiera e forte e... ridi, ridi, mi raccomando".
Un libro da leggere e rileggere, che affascina e appassiona, la scrittura è lieve e gentile, anche quando la sofferenza è diretta e palpabile perché Irene Salvatori è riuscita a raccontare la vita di un uomo giusto, di un maresciallo dei Carabinieri Francesco Pepicelli, sannita, orgogliosamente appartenente al fronte della Resistenza, che seppe scegliere, seppe morire per continuare a vivere per noi tutti.
Un libro che ha saputo evidenziare come la vittoria degli Italiani contro l'oppressione nazifascista sia stata corale fatta di tante piccole storie, di uomini e donne che hanno ascoltato la loro coscienza e hanno saputo diventare resistenti, non soltanto imbracciando un fucile, ma dedicandosi, con frammenti di umanità alla salvezza di ognuno di noi.
Irene Salvatori ci ha promesso che verrà volentieri a Benevento, dove è ricordato Francesco Pepicelli, medaglia d’Oro al Valor Militare della Memoria, con una via nei pressi del Duomo e la Caserma dei Carabinieri al viale degli Atlantici, dove anche la locale sezione dell'Associazione Nazionale Carabinieri porta il suo nome.
Infine, l'autrice ci tiene a ringraziare i vertici dell'Archivio Storico dei Carabinieri e Antonio Parisella del Museo Storico della Liberazione di via Tasso per essere stati i suoi preziosi compagni di viaggio.

 

 

comunicato n.132765



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